Dopo aver provato per la prima volta la mezza di San Gaudenzio tre settimane fa, domenica scorsa insieme a Sarah ci siamo recati a Vittuone, nel primo hinterand milanese, per provare quest'altra gara, inedita per entrambi ma già alla sua undicesima edizione.
La giornata è fredda, le macchine a Torino sono ricoperte da un leggero strato di neve caduta nella notte e durante il viaggio in autostrada la situazione peggiora con alcuni momenti di nevicata fitta.
All'arrivo a Vittuone per fortuna non nevica, ma piove a tratti e la temperatura si assesta sui 3 gradi, sarà una gara bagnata e fredda,... mmmmh.
Ritiro pettorali, preparazione, veloce riscaldamento, bagno e via in partenza. Qualche defezione per il maltempo ci porta in circa 900 dei mille iscritti a numero chiuso dietro la linea dello start. Allo sparo attraversiamo una rotatoria e imbocchiamo uno stradino che ci porta poi su una stretta ciclabile. Ho freddo, la crema e i guanti non bastano a evitare le mani bagnate e ghiacciate. Mi concentro sul ritmo da tenere in queste prime battute e studiare un attimo al situazione e qui che vedo una conoscenza virtuale straviana che diventa in questo istante reale: è il forte Massi Milani con cui scambio due parole veloci e in comune accordo continuiamo affiancati in questa avventura.
Non riesco a scaldarmi bene, provo dolore fisico alle dita delle mani, tolgo e rimetto i guanti, le sbatto-le muovo ma niente. Cerco di evitare le pozzanghere che però in alcuni punti occupano tutta la sede stradale e ti obbligano a guadare bagnandoti scarpe e piedi,... che tempo da lupi!
Tra schizzi e brontolii arriviamo al decimo chilometro, il ritmo è buono, l'impegno giusto anche se percepisco che la bassa temperatura mi sta frenando nell'azione di corsa. Per fortuna il percorso è uno tra i più veloci che abbia mai corso, lunghi rettilinei come piacciono a me e altimetria da biliardo.
Con Massi si corre bene, ci aiutiamo a vicenda. Poco dopo il quindicesimo mi dice che è in linea per abbassare il suo pb sulla distanza che è di pochi secondi sopra i 76', bene mi dico, faccio due conti veloci e capisco che il margine c'è ma è molto risicato, siamo sull'ordine di una ventina de secondi a grandi linee e poco prima prima dell'arrivo c'è da affrontare l'unica asperità del giorno che è una passarella in salita che bypassa il rondò della provinciale.
Continuiamo in buona spinta quest'ultimo quarto di gara, verso il diciottesimo noto che il mio compagno di avventura ha una leggera flessione nel ritmo. E' qui che si giocano le mezze! Il freddo e la corsa un pò legnosa mi stanno procurando degli affaticamenti muscolari più intensi del solito, fossi da solo tirerei i remi in barca ma voglio aiutare a Massi ad agguantare il suo obiettivo; mi metto davanti e gli batto il ritmo per questi ultimi faticosi minuti.
Siamo sull stradino percorso all'andata, svolta a sinistra, salitella scivolosissima sulla passarella in legno, breve discesa e finalmente il traguardo!
Ci abbracciamo, nono posto in 1:15'50'' per me e un pb da 1:15'51'' per Massi, la sua felicità per aver agguantato la sua miglior prestazione oggi per me vale più di qualsiasi medaglia.
Equilibrismi,... Disegnando le curve a un grande Massi Milani