Copio incollo un recente articolo di Enrico Arcelli pubblicato sul sito Novararunning, sul recente record di Gebre:
La velocità media di Gebre è passata dai 20,346 km/h ai 20,419 attuali. Ogni frazione di chilometro è stata corsa in 2'56"2 invece che in pochi centesimi in meno di 2'57"; ogni 5000 metri in 14'41"5 invece che in 14'44"8. Sembrerebbero miglioramenti minimi (circa lo 0,36%), ma sono dell'ordine di grandezza di quelli che avvengono di solito nell'atletica.
La tabella qua sotto dimostra quanto sia stata incredibilmente uniforme l'andatura dell'etiope; l'ultima colonna, infatti, indica che - rispetto alla velocità media - le variazioni siano state minime. Questa del resto è una costante i tutte le gare-record dai 3000 m in su.
| Distanza (km) | Passaggio (h, min, s) | Parziale (min, s) | Velocità (km/h) | Differenza percentuale con la velocità media |
| 5 km | 14'35" | 14'35" | 20,571 | + 0,74% |
| 10 km | 29'12" | 14'37" | 20,525 | + 0,51% |
| 15 km | 44'03" | 14'51" | 20,202 | -1,065% |
| 20 km | 58'50" | 14'47" | 20,293 | -0,619% |
| 25 km | 1.13'40" | 14'50" | 20,225 | -0,956% |
| 30 km | 1.28'25" | 14'45" | 20,339 | -0,395% |
| 35 km | 1.43'05" | 14'40" | 20,454 | +0,171% |
| 40 km | 1.57'34" | 14'29" | 20,713 | +1,439% |
| 42,195 km | 2.03'59" | 6'25 | 20,525 | +0,514% |
Gebrselassie afferma che, se troverà una gara altrettanto ideale (per il clima e per le lepri) pensa di poter fare 2.03'30". Veniva, del resto, da alcuni mesi tormentati da infortuni, anche se già a Pechino aveva dimostrato di essere guarito, avendo corso i 10.000 m (in cui era arrivato sesto, dietro i suoi due connazionali Kenenisa Bekele e Sihine, i due keniani Kogo e Masai e l'eritreo Tedese) in 27'06"68.
Il futuro della maratona, in ogni caso, non è rappresentato - a parer mio - dal pur straordinario 35enne di Asella, nella zona etiope dell'Arsi, ma dai keniani Wanjiru e Lel. Nella maratona maschile, ormai tira un vento completamente nuovo, come si era già capito, soprattutto in primavera, dopo la maratona di Londra. A Pechino si è avuta la conferma. Il tempo con cui il keniano Samuel Kamau Wanjiru ha vinto è stato straordinario. Lo è già di per sé, poiché il tempo del keniano è stato di 2.06'32" e, soprattutto, quella prestazione è stata ottenuta con valori elevati di temperatura e di umidità (con il clima fresco sarebbe arrivato il record del mondo), con cambi di andatura continui e con una partenza folle, voluta dai keniani che, evidentemente, temevano le conseguenze di una gara tattica.
Wanjiru, in ogni caso, è un atleta formidabile, detentore del record mondiale della mezza maratona (58'33") e con un primato personale di 26'41"75 sui 10.000 m. E' allenato da un giapponese e si sa che nel Sol Levante i segreti dell'allenamento per la gara dei 42,2 chilometri sono ben conosciuti. Ora che non hanno più connazionali di gran valore da seguire, neppure a livello femminile, utilizzano il loro sapere per allenare i keniani. Un po' come fanno alcuni tecnici italiani.
Quanto a Martin Lel, vincitore di tre maratone di Londra e di due di New York, prima di Pechino era stato debilitato negli ultimi mesi da problemi di salute e nella prova olimpica è arrivato soltanto quinto. Credo, in ogni caso, che siano proprio Lel e Wanjiru i più seri candidati a infrangere il prossimo muro, quello delle 2 ore e 3'.
Qualcuno ha parlato delle possibilità che l'uomo correrà presto la maratona sotto le 2 ore. A questo proposito, Gebrselassie ha affermato che occorrono ancora almeno 20 anni per arrivare a quel limite. Anche se il passato ci ha insegnato che le capacità di miglioramento dell'uomo sono talvolta imprevedibili, credo che l'etiope abbia ragione; l'incremento della velocità media rispetto a quella del record attuale dovrebbe essere del 3,3%, vale a dire di quasi 10 volte tanto di quanto ha fatto Gebre da Berlino 2007 (2.04'29") a Berlino 2008 (2.03'59"). Un egual miglioramento, porterebbe il record dei 10.000 m a 25'15" e quello dei 5000 m a 12'12"!

