mercoledì 29 aprile 2015

LAGO MAGGIORE HALF MARATHON 2015

Quest'anno la LMHM non a potuto svolgersi nella sua data abituale di inizio marzo per la concomitanza con i campionati italiani master di corsa campestre a Torino, e così su veto della fidal Paolo Ottone, presidente della pro-motion società organizzatrice l'evento, ha dovuto ripiegare su una nuova data che tra altri appuntamenti importanti già in calendario e la festività della Pasqua è slittata fino a domenica 19 aprile.

La settimana di allenamenti in avvicinamento non è stata entusiasmante, dopo  la Biella-Graglia ho cercato di ottimizzare il recupero organico correndo solo lenti e inserendo un lavoro di qualità al mercoledì: delle ripetute sugli 800 metri per cercare di velocizzarmi ma che ho svolto con grande fatica fermandomi a 6 prove sulle 8 previste.
Nonostante ciò domenica mattina sento subito durante il riscaldamento con Sarah delle belle sensazioni, con gambe fresche e leggere. Il clima che ci accoglie al lago è poi quello ideale, cielo coperto e temperatura fresca al limite del freddo.
Il percorso è nuovo, inedito per me ma già presentato l'anno scorso; la partenza è a Verbania in direzione di Stresa senza passare dalla monotona zona industriale del tecnoparco, si transita in zona arrivo al quindicesimo chilometro per poi proseguire ancora tre chilometri e dopo aver effettuato un'inversione a U ritornare sulla stessa strada verso il traguardo di Stresa.

Gli iscritti sono più di due mila suddivisi in gabbie dietro il tappeto dello start. Io riesco a posizionarmi bene a ridosso del bel parterre d'elite in cui figurano nomi conosciuti e parecchi atleti del kenia ed etiopia. Tempo di scambiare due parole con l'amico Giuseppe playbeppe Bollini, un in bocca al lupo a Sarah e si parte!
I primi chilometri scivolano via facili, veloci. L'uscita da Verbania sulla statale per Fondotoce è in leggera pendenza favorevole e ciò mi aiuta a correre agile. Tempo che il gruppo si sgrana e mi ritrovo però ben presto da solo, davanti a me ho un gruppetto di una manciata di atleti a poche decine di metri e tento di ricucire il vuoto per accodarmi ma i miei sforzi sono inutili; il distacco rimane invariato e brucerei troppe risorse per tornargli sotto. Butto mezza occhiata dietro e vedo a una trentina di metri Giuseppe affiancato a un altro atleta. Decido quindi di mollare un filo il gas e farmi raggiungere da loro in modo da correre insieme e non stare da solo a battere i ritmo. Si va avanti così per alcuni chilometri fino in località Fondotoce, qui finisce il leggero falsopiano favorevole e incominciano leggere ondulazioni, sulla prima sento che i miei compagni perdono il contatto di qualche metro per poi rientrare subito, chiedo a beppe come sta "non benissimo" mi risponde. Io invece sto bene e mi sento efficace, gli faccio segno di stare dietro e sfruttare la scia ma nella successiva breve asperità a Feriolo i due ragazzi si staccano definitivamente.
Continuo col mio passo, sono entrato a pieno regime e passata la metà gara incomincio a capire che posso fare bene, le gambe girano bene e le sensazioni generali sono molto buone. Raggiungo un atleta sulla salita prima di Baveno e lo passo senza che reagisca, continuo nella mia azione e fino a raggiungere finalmente Stresa. Bello il passaggio tra due ali di folla, a sinistra c'è la struttura metallica dell'arrivo ma a concludere la gara manca ancora un quarto di gara. Vedo il pimpe! gli batto il 5 come ci eravamo promessi in chat giorni prima e mi metto alla caccia di due atleti che già da qualche chilometro stanno perdendo terreno nei miei confronti. La sede stradale è divisa in due corsie, a sinistra c'è quella del ritorno e lì volgo il mio interesse in attesa di vedere sbucare i primissimi in procinto di arrivare. Nel mentre mi distraggo dalla fatica che inizia a farsi sentire calcolando i chilometri che mi mancano al giro di boa guardando i cartelli posti sul mio senso di marcia e quelli sulla via di ritorno; non serve a niente ma mi aiuta a non pensare ad altro.
Ecco apparire la prima gazzella africana scortata da Paolo Ottone in bici, e via via a seguire le altre,... poi qualche faccia conosciuta e finalmente laggiù il giro di boa. L'inversione a U da fastidio alla gambe obbligate a interrompere il ritmo, ma ci do dentro perchè i due che mi precedono sono lì a portata di gamba!
E adesso poi è bellissimo incrociare gli atleti che seguono e fanno il tifo! Doping emozionale! Giù tutto il gas, sono a meno di due chilometri, vedo Sarah e le faccio segno con le dita "tu. sei terza" sicuramente capirà che mi riferisco alla classifica per nazionalità italiana. Sono sotto ai due, li aggancio e li passo in tromba. Adesso sono veramente al limite, sento voci degli incitamenti dai frank,... dai zio,.... alè franchino,... ma  riesco  a rispondere a malapena con un gesto.
Al ventesimo guardo il crono, non l'avevo ancora mai fatto, sono sull'ora e dieci e poco più,.... forse riesco a stare a stare sotto i 74'! E' gara nella gara e laggiù, in fondo, sul traguardo il crono giallo inesorabilmente va avanti tic-tac tic-tac,...

Una lunghissima volata contro il tempo mi fa piombare sul traguardo un solo secondo sotto il muro dell'ora e quattordici, poi arrotondato dal real time in 1:13'58'' di belle emozioni!

sabato 18 aprile 2015

PASQUETTA A NEIVE 2015 + BIELLA-GRAGLIA 2015

Veloce doppio post a raccontare le due gare che ho affrontato nell'ultima settimana.

Il giorno di Pasquetta, 6 aprile, come sempre ho cercato di essere presente a una classicissima competitizione del cuneese a cui partecipo sempre volentieri per la bellezza del percorso che si svolge nell'immediato circondario della colline langarole di Neive. Quest'anno la macchinata è ricca, infatti insieme a me e Sarah ci sono suo fratello Than e da Parma Federica Fotia.
Il tracciato è il solito che prevede una prima salita che da subito dopo lo start ci porta in due chilometri fin su al borgo storico di Neive per poi buttarci in discesa fino ad arrivare a risalire intorno al sesto chilometro per la seconda e ultima volta prima della picchiata finale al traguardo.
Le mie condizioni sono abbastanza buone anche se non eccezionali, corro la mia gara senza grandi pretese ma con gran impegno.
Concludo in sesta posizione assoluta, con un crono di 36'02'' sui dieci chilometri da garmin, di solo 10'' più lento della mia ultima partecipazione nel 2013.

Sette giorni dopo si gareggia di nuovo, nel biellese questa volta e in un manifestazione per me inedita: la "Biella- Santuario di Graglia" dietro l'ottimo consiglio di Sarah.
Il percorso, che mi sono studiato bene prima di affrontarlo tra altimetrie e racconti, prevede dopo la partenza da Biella un primo tratto in leggera discesa per poi dal quarto chilometro presentare una lunga salita di sette chilometri e circa 450 metri di D+. Non conoscendo l'entità della salita parto un pelo accorto tenendomi nel gruppetto inseguitore i primi. Le sensazioni sono buone ma noto da subito che il mio impegno è oltre il normale rapportato a questa prima fase di gara, e pensare che stiamo scendendo! Quando però la strada s'impenna il discorso cambia come era avvenuto alla "Biella Piedicavallo" un mese fa, mi ritrovo a condurre un'azione efficiente e poco alla volta sgrano il gruppo ritrovandomi davanti al diretto inseguimento degli atleti che erano partiti più lesti. Il gap col ragazzo in quarta posizione si riduce sempre più, la salita non è costante ma alternata ad alcuni brevi punti pianeggianti o addirittura in contropendenza che permettono di rifiatare quel giusto e a non far appesantire le gambe. A metà della salita lo agguanto lui non reagisce al mio sorpasso e continuo da solo la caccia al terzo che è là davanti a poche centinaia di metri. Salgo su bene, sempre con un'azione in buona spinta. L'ultimo tratto è il più ripido, saranno sette-ottocento metri piuttosto in piedi, lo sguardo intercetta già la sagoma del Santuario e i cartelli chilometrici posti dalla perfetta organizzazione mi avvisano che manca poco. Tornante a destra, il tifo del pubblico, tornante a sinistra e infine subito a destra. L'arrivo sul piazzale del Santuario,... peccato solo che il ritardo sul terzo era troppo!
Concludo in quarta posizione, molto soddisfatto della mia prestazione e delle sensazioni provate, nonchè per aver trovato un'altra bella gara a me prima sconosciuta.

L'appuntamento da queste parti è al 2 giugno, dove da poco sopra questo arrivo partirà la "2 Santuari Running", gara di 19 chilometri che collega Graglia con Oropa.

 Nei pressi di Neive,...

...e di Graglia!

martedì 7 aprile 2015

TEST PERCORSO 21 KM BAROLO E CASTELLI DELLE LANGHE 2015


Durante la scorsa settima Sarah si era sentita telefonicamente con il presidente della Triangolo Sport Massimo Casagrande, organizzatore della famosa Ecomaratona del Barbaresco di novembre e della prossima 21 km Barolo e Castelli delle Langhe, che non è altro che la prima delle due gare che nel 2013 vennero proposte come Make I Double-La Maratona del Barolo in due giorni per le strade di langa. Durante questo loro contatto c'era stato un reciproco interesse a provare il percorso della gara e così, giovedì mattina di buon ora siamo arrivati a Grinzane Cavour dove ci siamo visti con Massimo e il suo collaboratore Alessandro e poi tutti insieme ci siamo trasferiti a La Morra da dove siamo partiti correndo in direzione Verduno.

La giornata era stupenda, cielo azzurro leggermente graffiato da nuvolaglia, temperatura fresca e una gradevole brezza. Il panorama che si gode correndo su queste strade in giornate come queste è davvero eccezionale: il colpo d'occhio va dalla catena delle Alpi con il Monviso che domina su tutto alle rinomate colline di langa coltivate in modo maniacale a vigna. E propio su queste strade verrà corsa la mezza maratona il 10 maggio che toccherà alcuni tra i più bei paesi della zona caratterizzati dai loro secolari castelli che dominano in cima ai brich le terre sottostanti.
Da un punto di vista tecnico potrebbe sembrare una gara facile con un andamento pressochè a scendere, bisogna però saperla interpretare bene perchè se è vero che la prima parte tendenzialmente scende, la seconda metà invece presenta un continuo munta-e-cala con alcune rampe anche impegnative che potrebbe essere fatale per chi è partito a briglie troppo sciolte. La parte più bella per me? La strada bianca in mezzo alle vigne che si vede nell'ultima foto qui sotto!
Ovviamenti iscritti!

Copio-incollo il mio report di due anni fa:
I primi chilometri di gara sono in discesa, le gambe girano abbastanza bene e anche il ritmo è buono, sono nel gruppetto di testa con i favoriti Walter Sartor e Michele Evangelisti e un'altra manciata di atleti. Corriamo facile, la pendenza favorevole aiuta fino al primo cambio in salita che ci porta nel centro storico di Verduno a lambire il castello per poi ributtarci in discesa verso Roddi. Inizio a perdere contatto coi battistrada, i cinque giorni di stop assoluto da dopo la mezza di Vigone mi hanno comunque appesantito un pò e il percorso non è dei più semplici, inoltre nei tratti a scendere patisco leggermente per il problema al piede e ciò non mi fa correre tranquillo, non riesco a concentrarmi, mi innervosisco. La scenografia però aiuta, corriamo in mezzo a un mare di vigne e nei punti più alti e aperti godiamo di un panorama meraviglioso, vada come vada già questo ha meritato il rischio di partire stamattina.

Oltrepassata la metà gara un'impegnativa salita ci porta a imboccare uno sterrato che attraversa alcune vigne per ritornare sull'asfalto in località Santa Maria, vengo raggiunto e superato da un atleta della Mokafè in gara solo oggi, stiamo insieme per il tratto in discesa poi lui nel piano si avvantaggia poco alla volta. Incomincia un lungo piattone verso Grinzane, inizio ad accusare la fatica, le gambe si fanno pesanti e correre da solo non aiuta. Intorno al diciottesimo mi aspetta in bici Costanza al ritorno dal suo allenamento, due parole di conforto mi aiutano a distrarmi fino all'ingresso in Grinzane, due svolte e so cosa mi aspetta: l'ultimo chilometro e mezzo di gara quasi completamente i salita. Ci ridevo sopra, in mattinata per sdrammatizzare e adesso è lì che mia aspetta. Dietro di me Alessandro Persini, un atleta ossolano in gara entrambi i giorni, è in ritardo di un centocinquanta metri: un vantaggio che anche in ottica di classifica generale voglio conservare fino al traguardo, sarà utile eventualmente domenica partire con qualche secondo di vantaggio sul diretto avversario.

Soffro parecchio ma riesco nel mio intento, la rampa in ciotolato sotto il castello è un muro fortunatamente breve, sul piazzale che si apre sulle colline circostanti è posto il traguardo che taglio dopo un'ora e ventidue minuti. 

Per quanto riguarda gli ultimi chilometri abbiamo infine provato una variante che porterebbe a tagliare il lungo rettilineo piattone che da Santa Maria conduce al bivio sulla provinciale da dove poi inizia la salita finale di circa un chilometro che ci porterà al piazzale ai piedi del castello di Grinzane Cavoer dove sarà posto il traguardo.

Il primo comunicato stampa:
Alba 31 marzo 2015. La primavera porterà agli sportivi del podismo due grandi appuntamenti che di svolgono su già collaudati percorsi nelle colline delle Langhe.
Triangolo Sport, l'associazione organizzatrice, ripropone le due manifestazioni primaverili ,entrambe giunte alla seconda edizione, che all'esordio avevano raccolto positivi e appassionati commenti sia tra i runner piemontesi che tra i molti giunti da diverse regioni italiane e anche dall'estero.
La Barolo e Castelli delle Langhe del 10 maggio si correrà sulla distanza di Km. 21, prevalentemente su asfalto, e attraverserà nel cuore e ai piedi dei loro Castelli, i bellissimi e caratteristici paesi della Langa del Barolo di La Morra, Verduno, Roddi e Grinzane Cavour. Il Ritrovo sarà a Grinzane Castello da dove con Bus Navetta i partecipanti saranno condotti a La Morra sede di partenza, che è posizionata sullo spettacolare Belvedere di Piazza Castello. Un percorso quindi a "scendere" e nello spettacolo delle colline che non mancherà di divertire i partecipanti sino all'arrivo posto sul piazzale del Castello di Grinzane Cavour.
Gli atleti più allenati e amanti della corsa in natura saranno i protagonisti il 2 giugno della Barbaresco-Barolo UltraTrail 50K, Un percorso prevalentemente sterrato, fatto di sentieri, in parte curati, capezzagne, ma anche di tratti aspri e selvaggi nei boschetti di Langa, creste panoramiche con viste mozzafiato e caratteristici saliscendi con un dislivello complessivo di circa 1830 metri e una distanza da percorrere di 50 km per unire i due grandi nobili vini piemontesi in un itinerario impegnativo ma di rara bellezza.
I comuni attraversati sono Barbaresco, Neive, Treiso, Trezzo Tinella, Castino, Borgomale, Benevello, Lequio Berria, Albaretto Torre, Rodello, Sinio, Serralunga d'Alba, Castiglion Falletto, Barolo.

Le iscrizioni sono aperte e si effettuano dal sito di triangolosport.it, e comprendono entrambe anche una camminata libera a tutti, per amici e accompagnatori (rispettivamente a Grinzane e a Barolo). E' previsto un numero massimo di iscritti.
Il calendario 2015 di Triangolo Sport sarà completato dagli eventi autunnali, con Corri sotto le torri Alba nel cuore del 20 settembre per tutti, e poi con la grande Ecomaratona del Barbaresco e del Tartufo Bianco del 1 novembre 2015 per agonisti sulle classiche distanze di Km 42,195 e 21.

Per informazioni consultare il sito www.triangolosport.it o la pagina facebook oppure scrivere a info@triangolosport.it

Vieni a sfidare le Langhe, ti abbracceranno !!!
Qui seguito la traccia del percorso, non ancora definitivo: https://www.strava.com/activities/277973446; il link alla mia esperienza del 2013:  http://lagrandecorsadifranchino.blogspot.it/2013/05/maratona-del-barolo-make-it-double.html e a seguire alcune foto della prova:

venerdì 3 aprile 2015

1a SANTANDER MEZZA MARATONA CITTA' DI TORINO 2015

La scorsa domenica la città di Torino ha visto nascere una nuova gara, organizzata dalla mia società Base Running appoggiata dal main sponsor Santander che dà così il nome a questo inedito week-end all'insegna delle gare, mezza maratona in primis e una 10 km abbinata che si sono corse nella giornata di domenica precedute da un warm up benefico a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo che invece si è corso, o meglio camminato, sabato mattina.

Non nascondo che ci tenevo particolarmente a questa gara, senza l'illusione di fare chissà quale exploit ma fiducioso di correre una buona prestazione, forte della bella prova di soli sette giorni prima alla Biella Piedicavallo e delle sensazioni riscontrate durante gli allenamenti. Ma, ahimè, non avevo fatto i conto con l'oste,...
Domenica mattina piazza San Carlo, il salotto buono di Torino è gremita da circa 2500 runners, pronti a sfidarsi sulla doppia distanza prevista dei 10 o 21 km. La formula è quella del circuito a doppio giro, dal pieno centro della città ci porteremo fino sulle rive del Po, toccandole da entrambe le sponde su corso Casale e poi lungo i vialetti del Valentino, per poi ritornare verso la zona arrivo.
Siamo in tantissimi sotto il gonfiabile della partenza, ma fortunatamente riesco a partire in primissima fila. Speaker, musica, staffette motorizzate,... tutto pronto come sovviene nei grandi eventi: i ragazzi dell'organzizazione hanno fatto veramente un ottimo lavoro!
Allo sparo di pistola un fiume colorato invade via Roma, per poi riversarsi su piazza Castello e da qui su via Po in direzione del grande fiume. Scatto davanti piuttosto lesto, a occhio riconosco i concorrenti impegnati sulla distanza più corta che battono da subito un ritmo forsennato. Parto veloce, forse troppo, ma pensando che i primi chilometri presentano una leggera pendenza favorevole non mi stupisco dei parziali leggermente più rapidi del previsto.
Come ho accennato prima non tutto è andato per il verso giusto perchè fin da subito ho patito di una strana sensazione di pesantezza alle gambe che non mi ha permesso di esprimermi come avrei voluto. Ho così deciso di rallentare un filo il ritmo e sperare che, come mi è già successo alcune volte passata la prima metà di gara, le gambe si svegliassero; e in effetti a conclusione del primo giro ho avuto una buona ripresa, ritrovando una corsa rotonda ed efficace. Peccato però  che sta gioia non è durata tanto, e intorno al quindicesimo chilometro, sui vialetti del mio amato parco del valentino che conosco a memoria sono ripiombato nella situazione precedente, cosa che mi ha fatto definitivamente perdere velleità agonistiche e fatto tirare i remi in barca, con l'unico obiettivo di portare le gambe al traguardo.
Concludo così questa mia opaca prestazione in tredicesima posizione con 1:16'45'', tempo e piazzamento non da buttare ma raggiunti senza belle sensazioni.

martedì 24 marzo 2015

BIELLA PIEDICAVALLO 2015

Anni fa di una gara così di sola salita non l'avrei mai presa in considerazione,... poi i tempi cambiano, si cerca qualcosa di nuovo e soprattutto spinto e convinto da Sarah mi ritrovo ai nastri di partenza di questa storica gara che da Biella porta dopo 19,3 km ai 1000 metri del paese di Piedicavallo in val Cervo. Storica perchè il numero di edizioni sono importanti, ben 35 con quella di quest'anno, a partire da un lontano 1970 e poi rinata nel 2012 dopo dieci anni di assenza.

Domenica 15 marzo la giornata è umida e fredda a Biella, da dove si parte, le previsioni eccessivamente allarmistiche come è consuetudine in questi ultimi periodi prevedevamo copiose nevicate anche in pianura; salire verso il traguado sarà un'incognita.
Durante il riscaldamento non ho buone sensazioni, le gambe accusano un pò di stanchezza e le sento pesanti, credo di non avere ancora digerito completamente il lavoro variato del mercoled' prima su dieci volte i 4'00''. Alla partenza rimango quindi cauto, non conosco il percorso se non nella seconda metà per un allenamento di sopralluogo fatto circa un mese prima e so che a parte il primo chilometro e mezzo in Biella leggermente mosso che presenta anche un veloce tratto in discesa poi per diciassette chilometri sarà tutto un salire.
Mi ritrovo così nel secondo gruppetto di atleti, i primi sono partiti con un passo forsennato e sono già parecchio avanti. In gara le sensazioni fortunatamente migliorano, la respirazione diventa facile e le gambe hanno un comportamento più rotondo nella corsa. Appena si esce da Biella, nell'imboccare la strada che si inerpica per la valle Cervo inizia la vera salita e qui capita che mi ritrovo a essere il più attivo del gruppo ritrovandomi senza volerlo davanti a tutti.
Il plotoncino si sgrana, mi guardo intorno e rimango con altri due atleti con cui affronto questa prima parte di gara. Vorrei tenere un pò il freno tirato, la strada da percorrere è lunga e l'esperienza insegna che se salti in salita i danni sono peggiori di una gara in piano.

Ma oggi la sensazione è quella dei giorni buoni, memento audere semper,... e un ritornello martellante in testa


E non hai visto ancora niente
E non hai visto ancora niente
E non hai visto ancora niente
E non hai visto ancora niente
eppure eppure eppure
milioni di serrature
non riescono a tenermi chiuso
il cuore.

Si va, seguo il mio passo impostato dalla sensazioni e senza strafare ma con una buona efficenza faccio la mia gara. I due ragazzi che mi hanno tenuto compagnia poco alla volta scivolano via, davanti vedo la schiena di un atleta che si fa sempre più vicina, ai lati qualche macchina dei parenti dei partecipanti che si ferma a fare il tifo e poi riparte per fermarsi più avanti.
Poco prima di Sagliano Micca vedo a bordo strada Mauro Riba che incita l'atleta che del Giò 22 Rivera che nel mentre ho raggiunto. Lo passo, non rimane a ruota, vado avanti.
I chilometri scorrono, raggiungo un altro concorrente, due parole in cui gli spiego com'è l'ultimo parte del percorso, rimaniamo insieme per un tratto poi anche lui si attarda. Arrivo allo spiazzo dove avevamo parcheggiato nel sopralluogo, mancano sette chilometri più o meno, da qui conosco la strada, sto bene ma questo mi rincuora ulteriormente. Nel mentre inizia a fare qualche goccia di pioggia ma poca roba, alzando gli occhi c'è nebbia bassa e scampoli di neve, bello. Sto bene, temperatura perfetta e abbigliamento azzeccato.
Si passa dal bel paesino di Rosazza, mentalmente sono già proiettato in avanti sul percorso,... rettilineo, cartello Piedicavallo, ponte, svolta a sinistra, ultimi 800 metri di salita impegnativa. 
Ottimo ci siamo quasi, le gambe sono stanche ma il giusto, cartello dei 18 km manca poco anche se l'ultimo tratto di salita un lungo rettilineo inframezzato da una semicurva che non ti fa vedere il gonfiabile dell'arrivo è veramente duro.
Il ritmo si abbassa, passi corti e frequenti, dai che sono arrivato, butto un'occhiata dietro dove sono in tre che salgono bene ma anche se si aiutano e io sono da solo manca davvero poco.
Due ali di folla, Claudio Piana a fare lo speaker, numero di pettorale e il mio nome,.. e scopro solo adesso di essere ottavo assoluto, ultimo degli europremiati.

Il crono si ferma a 1:14'35'' per 18,5 km da Garmin di questa bella gara, particolare ma veramente bella, organizzata in modo esemplare e che meriterebbe una partecipazione più numerosa consona a un tale evento.
Da rifare sicuramente!

venerdì 20 febbraio 2015

MEZZA DEL CASTELLO 2015 VITTUONE

Dopo aver provato per la prima volta la mezza di San Gaudenzio tre settimane fa, domenica scorsa insieme a Sarah ci siamo recati a Vittuone, nel primo hinterand milanese, per provare quest'altra gara, inedita per entrambi ma già alla sua undicesima edizione.

La giornata è fredda, le macchine a Torino sono ricoperte da un leggero strato di neve caduta nella notte e durante il viaggio in autostrada la situazione peggiora con alcuni momenti di nevicata fitta.
All'arrivo a Vittuone per fortuna non nevica, ma piove a tratti e la temperatura si assesta sui 3 gradi, sarà una gara bagnata e fredda,... mmmmh.
Ritiro pettorali, preparazione, veloce riscaldamento, bagno e via in partenza. Qualche defezione per il maltempo ci porta in circa 900 dei mille iscritti a numero chiuso dietro la linea dello start. Allo sparo attraversiamo una rotatoria e imbocchiamo uno stradino che ci porta poi su una stretta ciclabile. Ho freddo, la crema e i guanti non bastano a evitare le mani bagnate e ghiacciate. Mi concentro sul ritmo da tenere in queste prime battute e studiare un attimo al situazione e qui che vedo una conoscenza virtuale straviana che diventa in questo istante reale: è il forte Massi Milani con cui scambio due parole veloci e in comune accordo continuiamo affiancati in questa avventura.
Non riesco a scaldarmi bene, provo dolore fisico alle dita delle mani, tolgo e rimetto i guanti, le sbatto-le muovo ma niente. Cerco di evitare le pozzanghere che però in alcuni punti occupano tutta la sede stradale e ti obbligano a guadare bagnandoti scarpe e piedi,... che tempo da lupi!
Tra schizzi e brontolii arriviamo al decimo chilometro, il ritmo è buono, l'impegno giusto anche se percepisco che la bassa temperatura mi sta frenando nell'azione di corsa. Per fortuna il percorso è uno tra i più veloci che abbia mai corso, lunghi rettilinei come piacciono a me e altimetria da biliardo.
Con Massi si corre bene, ci aiutiamo a vicenda. Poco dopo il quindicesimo mi dice che è in linea per abbassare il suo pb sulla distanza che è di pochi secondi sopra i 76', bene mi dico, faccio due conti veloci e capisco che il margine c'è ma è molto risicato, siamo sull'ordine di una ventina de secondi a grandi linee e poco prima prima dell'arrivo c'è da affrontare l'unica asperità del giorno che è una passarella in salita che bypassa il rondò della provinciale.
Continuiamo in buona spinta quest'ultimo quarto di gara, verso il diciottesimo noto che il mio compagno di avventura ha una leggera flessione nel ritmo. E' qui che si giocano le mezze! Il freddo e la corsa un pò legnosa mi stanno procurando degli affaticamenti muscolari più intensi del solito, fossi da solo tirerei i remi in barca ma voglio aiutare a Massi ad agguantare il suo obiettivo; mi metto davanti e gli batto il ritmo per questi ultimi faticosi minuti.
Siamo sull stradino percorso all'andata, svolta a sinistra, salitella scivolosissima sulla passarella in legno, breve discesa e finalmente il traguardo!
Ci abbracciamo, nono posto in 1:15'50'' per me e un pb da 1:15'51'' per Massi, la sua felicità per aver agguantato la sua miglior prestazione oggi per me vale più di qualsiasi medaglia.

Equilibrismi,... Disegnando le curve a un grande Massi Milani

mercoledì 4 febbraio 2015

MEZZA MARATONA DI SAN GAUDENZIO 2015

Novara,... provincia di Trieste.
Non avevo mai avuto occasione di correre questa gara a Novara, in quanto nelle stagioni precedenti di solito ero impegnato con le corse campestri. Quest'anno invece credo non ne farò e la voglia di provare nuove esperienza oltre a un forte incorraggiamento da parte di Sarah mi ha portato come detto alla mezza di San Gaudenzio, conosciuta per la caratteristica di essere sempre molto "fredda" e a volte anche imbiancata dalla neve come qualche anno fa. 

Fino ad adesso sta facendo qui a Torino un bell'inverno e le previsioni del tempo nei giorni precedenti il 25 gennaio avevano anticipato giornata pulita ma con forti venti e tutto questo, puntualmente si è avverato.
La partenza è prevista alle ore 10, comoda per arrivare in zona insieme a Sarah con buon anticipo e sbrigare le solite formalità oltre che a salutare i tanti amici che si incontrano.
La giornata è bella, tersa e quasi tiepida. Il vento che si avvertiva in autostrada sembra non esserci in città. Ma sarà una mera illusione.
Alla partenza siamo più di un migliaio, si saprà poi che saranno quasi milleseicento gli arrivati al traguardo . Un numero importante per una gara non fidal e che viene organizzata sotto l'egidia della UISP e proprio per questo motivo oggi corro con i colori della la mia nuova squadra UISP, la Equilibra Running Team di Ciriè pur rimanendo sempre un fedele Red Passion Base Running per quanto riguarda il tesseramento fidal. (e le maiuscole non sono messe a caso)

Si parte. Pochi chilometri in Novara e si esce nelle vicine campagne in direzione sud. Trovo subito il mio ritmo in compagnia di un ragazzo più giovane che non conosco con cui scambiamo qualche parola. I primi chilometri scorrono veloci, fin troppo, i cartelli chilometrici si susseguono rapidamente e uno stupendo panorama sull'arco alpino innevato rende il tutto ancora più piacevole.
Meno piacevole è invece la sorpresa che ci aspetta poco dopo metà gara quando il tracciato inizia a svoltare per riportarci verso Novara. In questo momento avviene un mio piccolo errore di valutazione tattica, il ragazzo che era con me infatti mi lascia sul posto e con una bella e decisa progressione si porta sotto al gruppetto che ci precede di un centinaio di metri circa nel quale c'è tra l'altro l'amico Francesco Bianco. Non voglio seguirlo e sinceramente forse non ce l'avrei nemmeno fatta. Rimango così da solo, dietro di me il vuoto e affronto la seconda metà di gara in solitudine.
Al dodicesimo chilometro inizia un lungo rettilineo in direzione di rientro verso Novara, tutto completamente contro un vento teso. Il ritmo cala inesorabilmente, è una lotta contro un nemico invisibile che ti pianta a terra e non ti permette di muoverti come vuoi. Anche davanti a me scorgo che sono in difficoltà, ma l'essere insieme in gruppo è un piccolo aiuto in più per loro. La corsa si appesantisce parecchio ma poco alla volta questo calvario finisce, e appena rientro in città con gli edifici che ci proteggono mi permettono di ritovare una buona agilità e reattività, tanto che riesco ancora tornare sotto a un paio di atleti e guadagnare due posti in classifica.
Classifica che mi vedrà concludere in quattordicesima posizione, come a Dalmine, con un tempo finale di 1:16'26''. Buono il passaggio al 10000 in 34'40'' sicuramente aiutato dai favori del vento, meno bene la seconda parte influenzato invece in maniera negativa. Sarebbe bello, ma difficile da valutare capire se la perdita nella seconda metà è stata maggiore o uguale al tempo guadagnato nella prima.

A conclusione posso dire di essere rimasto soddisfatto di questa manifestazione, ben organizzata con una struttura comoda come il palazzetto dello sport a far da quartier generale per consegna pettorali, premiazioni, custodia borse, massaggi e bagni con docce; percorso bello, lineare e veloce; premiazioni di valore per i primi quindici assoluti e costo di iscrizione contenuto con chip e riso party finale.

mercoledì 14 gennaio 2015

MEZZA MARATONA SUL BREMBO 2015

Ci sono periodi in cui tutto riesce facile,... vai a sapere poi il perchè.
Dopo i due mesi di ottobre e novembre in cui facevo veramente fatica a uscire a correre, complice mi pare di averlo scritto un infinito trasloco, in questo ultimo periodo ho ritrovato quella voglia e facilità di corsa anche a livello mentale che mi hanno permesso di correre bene e ottenere qualche buon risultato.
Gli allenamenti, che non sto per adesso postando ma sono tranquillamente visionabili nei miei account Garmin e Strava, non stanno seguendo una traccia precisa ma vanno molto a sensazione, rispettando comunque le linee guida del periodo ovvero puntando su forza e resistenza aerobica, e quindi uscite lunghe, variati e salite.

Capita poi che il giorno della Befana c'è questa mezza maratona sul Brembo a Dalmine, vicino Bergamo di cui ho già letto e sentito parlare su RF,..che fare si va? Andiamo!
Sveglia presto, autostrada, ritiro pettorali e... "la sua società non l'ha tesserato per il 2015, lei non può gareggiare" mi dice l'inflessible giudice fidal in una stanza a uso segreteria piena di altri atleti nella mia stessa situazione. E sì, perchè avendo tolto il tesserino giornaliero e pur avendo con me il certificato medico valido i geni del male non mi fanno correre neanche da libero. "Chiama il tuo presidente di società, può fare il rinnovo immediamente al pc e risolvi in un attimo" mi consiglia un responsabile dei Runners Bergamo, la società organizzatrice.
Bene, ci provo e in una decina di minuti risolvo incredibilmente la faccenda. Esco dalla stanza alle 9:30 e tra mezz'ora c'è la partenza. Vestizione veloce, chip e pettorale e fuori dal palazzetto a fare riscaldamento.
La temperatura è fredda ma sopportabile, la giornata è bella con cielo terso e il sole che inizia a tirarsi su. Alle 10:00 il colpo di pistola, sono davanti parto bene e mi trovo subito in un folto gruppetto. Non ho una tattica particolare, voglio capire come sto e godermi la gara senza tante preoccupazioni di tempo e ritmo.
Dopo i primi due chilometri in cui entro completamente a regime sento che le gambe girano bene e in men che non si dica sono già al quinto chilometro. Lappo sul garmin senza però guardare il parziale e così farò anche al decimo, quindicesimo e ventesimo chilometro.
Corro a sensazione, sto bene e con una leggera ma continua progressione incomincio a superare alcuni gruppetti di atleti che mi precedevano; il percorso è bello e si snoda nelle campagne e frazioni vicine a Dalmine, leggermente ondulato ma in gara non ne ho percezione, lo scoprirò poi a casa analizzando i dati del gps.
Nella seconda metà di gara ho la fortuna di rimanere in compagnia di un ragazzo con cui ci aiutiamo di buon accordo, ciò ci permette di tenere un valido ritmo fino alla battute finali quando tento con successo un ultima progressione che mi permette di tagliare il traguardo in quattordicesima posizione con un buon crono, per il periodo, di 1:15'13''. (qui la mia attività su Strava)

La mezza sul Brembo mi ha piacevolmente sorpreso sotto tutti gli aspetti, un bel percorso ben presidiato, la comodità di una struttura come il palazzetto dello sport del Cus che è stato adibito a quartier generale con consegna pettorali, deposito borse, docce e spogliatoi, area ristoro e zona premiazioni e su tutto un'ottima organizzazione da parte dei Runners Bergamo. Da rifare sicuramente!

venerdì 19 dicembre 2014

UN PO' DI CORSA 2014 + CIAPA 'L PULAST

Domenica scorsa la mia squadra ha organizzato per la quinta volta la manifestazione "Un Po' di Corsa" sulla doppia distanza della mezza maratona e dei dieci chilometri con un percorso a circuito che accarezzava le due sponde del fiume in prossimità del parco del valentino,... ovvero su quei vialetti che sono da anni la mia palestra di corsa. Quest'anno inoltre le gare erano abbinate all' evento "un babbo natale in forma", raduno e camminata non competitiva a finalità benefica per l'ospedale dei bambini Regina Margherita molto vicino al Palavela dove era posto il ritrovo e arrivo delle due gare.
Nonostante una scellerata concomitanza con una mezza agonistica a pochi chilometri di distanza (i due tracciati nel punto più vicino erano separati da neanche un chilometro) la partecipazione è stata massiccia e coloratissima, con  oltre tremila atleti che si sono posizionati sullo start in corso unità d'italia in attesa del colpa di pistola.
La mia scelta è stata quella di correre sulla distanza ridotta dei dieci chilometri per fare il punto della situazione sulle mie condizioni fisiche dopo quasi due mesi di allenamenti incostanti e poco strutturati.
Al via parto subito in testa, affiancato dall'amico e compagno di squadra Bruno Pasqualini che si orienterà invece sulla distanza doppia, poco avanti a noi due ragazzi partiti veramente a fuoco, il conosciuto e giovane sergey polikarpenko e un altro atleta base running. I primi chilometri scorrono veloci tra corso unità e la ciclabile che costeggia l'altra sponda del Po dopo che lo abbiamo attraversato sul ponte Balbis. Il tempo passa e io sto bene, davvero, le gambe girano rotonde e l'impegno è importante ma gestibile. Bruno poco alla volta si sgancia e io dopo aver riattraversato il Pò sul ponte di corso Vittorio mi ritrovo da solo, davanti a me il duo di testa a un centinaio di metri. Sono sul mio percorso classico di allenamento, potrei chiudere gli occhi e arrivare tranquillamente al traguardo da quanto lo conosco a memoria.
Noto che lì davanti si stanno un pò guardando e che il vantaggio si riduce seppur di poco. Ci provo, sfrutto le leggere pendenza a favore e cerco di tornare sotto. Ci impiego più di due chilometri ma il mio tentativo va a buon fine, sorpasso i due atleti e rilancio subito per non farli rimanere a ruota. Solo il giovane Sergey lo fa e mi marca a uomo. Se me lo porto in volata potrebbe fregarmi penso, e allora cerco di stancarlo anticipatamente con una prima accelerazione. Si stacca e poco alla volta torno sotto, un'altra accelerazione e di nuovo si stacca per poi tornare sotto,... manca un chilometro quando dò il colpo finale ma questa volta parto per una volata lunga che mi porta a tagliare il traguardo da vincitore con un buon riscontro cronometrico se considerato alla mia attuale condizione avendo corso sul passo di circa 3'30''/3'32'' al chilometro (la mia gara su Strava qui).

Non contento di questa bella sgasata il giorno dopo siamo andati a correre nella vicina Vigone dove gli stessi organizzatori della bella Mezza di Varenne proponevano una non competitiva di circa cinque chilometri in notturna, "Ciapa 'l pulast ca scapa via" perchè questo nome? Beh perchè l'apripista era un simpatico ometto in bicicletta con un bel pollo, vero, tranquillamente abbarbicato sul passaruota posteriore (alcune foto qui).
Una corsa per divertirsi, ma che subito dopo il via si è rivelata combattuta e tirata fin dai primi metri. Anche qui due atleti prendono subito la testa della gara con una partenza al fulmicotone. Li inseguo in compagnia dell'amico Maurizio Gemetto sulla strada che da Vigone porta a Cercenasco. Superato questo piccolo paese ci immettiamo nella pista ciclabile ricavata sulla ex ferrovia e qui troviamo tutto il bello di questa gara, e cioè un'infinità di lumini a illuminare, non tantissimo, la strada ma che creano un colpo d'occhio stupendo. Peccato che la serata non sia serena, altrimenti alla mia destra riuscirei a vedere il Re Viso imbiancato.
A me piace correre nel buio e tutto ciò mi entusiasma, do fiato alle gambe e le spingo fino a riacciuffare i due di testa, rifiato un attimo prima di sorpassarli e poi via,... a ciapè 'l pulast!
Per quel poco che vale buono il crono finale, che mi da una media sui 3'20'' al chilometro; anche aggiungendo qualcosa alla tollerenza del garmin rimane un buon ritmo considerando come ho detto il mio ultimo periodo con allenamenti altalenanti. (la mia gara su Strava qui).

domenica 7 dicembre 2014

(mezza) MARATONA DI FIRENZE 2014

Da qualche parte nei precedenti post l'avevo scritto che a fine novembre avrei riprovato a rimettermi in gioco sulla distanza della maratona, in quella Firenze che mi aveva visto per la prima volta dietro la linea di partenza a inseguire quei 42 chilometri nel 2009.
Quella volta tirai dritto poco dopo il 25esimo verso la consegna borse in iena crisi energetica, questa volta ho messo la freccia poco prima del cartello del passaggio alla mezza. La resa anzitempo era però già prevista da tempo, ovvero da quando durante la preparazione mi sono reso conto che non ci sarei arrivato preparato come volevo io, e cioè in modo da tentare di migliorare quelle 2:42' che feci a Reggio Emilia nel 2009.
Non mi lamento di niente nè cerco scuse, è vero che mettere su casa nuova da solo contestualmente è stato veramente impegnativo e mi ha fatto perdere parecchi allenamenti importanti ma soprattutto mi è mancata la testa a ennesima dimostrazione che non è una gara per me a incominciare dall'aspetto mentale, fattore molto importante per un impegno come questo.
Domenica 30 novembre la giornata era grigia con qualche sparuta goccia di pioggia, il clima era non freddo ma molto umido, circostanza che manderà poi in crisi parecchi atleti.
Si parte da lungarno e poco dopo siamo immersi nel bel parco delle cascine, corro nel gruppo delle 3:00' insieme a Sarah cercando di prendere sempre aria ai bordi della strada, nonostante sia in canotta ho caldo, è molto umido. Siamo al quinto chilometro e già mi annoio, sto però discretamente bene e a ogni ristoro mi fermo velocemente per bere meglio e idratarmi: voglio arrivare almeno al trentesimo e godermi un pò di passaggi in firenze.
La testa però fa quello che vuole e a sto giro vince lei, o meglio perde, rientrando verso il centro mi assale la consapevolezza che sto facendo qualcosa che non mi va, non oggi almeno, non mi sto divertendo. E se manca la gioia di correre tornare sui propri passi, verso una sacca con il cambio asciutto, è stata la soluzione migliore. Magari criticabile, ma in quel momento per me è stata la più giusta.

Il weekend lungo è poi stato di gran lunga piacevole: bella compagnia sabato sera al raduno di RunningForum e la conoscenza finalmente dal vivo col pitt; lunedì turismo defaticante (?) con la doppia scal(in)ata in Duomo e Campanile e anche due buone mangiate in zona.

Adesso con tranquillità qui a Torino ho ripreso con la preparazione invernale per affrontare nuovamente competitivo i prossimi appuntamenti e guardando un pò più in là cercare di fare bene la primavera, sono molte gare nel mirino. Ci sarà da lavorare,... ma non ho paura!

venerdì 14 novembre 2014

ECOMARATONA DEL BARBARESCO 2014

Cosa è successo dopo la Marcialonga oggetto dell'ultimo post? Parecchie cose, una su tutte un lento trasloco che mi ha portato in questi giorni ad abitare nella mia nuova casa, tra cantrattempi, ritardi ed errori,... uno stillicidio mentale che mi ha limitato anche un pò nella corsa: gli allenamenti si sono ridotti sia in quantità che in qualità, a volte sono uscito anche solo per 20' giusto per staccare un attimo dai mille impegni.

Dopo soli cinque giorni dall'appuntamento dolomitico sono andato a correre la mezza maratona di Arenzano, vicino Genova. Una manifestazione del tardo pomeriggio di venerdì in cui ho veramente sofferto tanto per non dire che sono completamente saltato. 1:21' e qualche secondo per una gara che mi ha lasciato l'amaro in bocca per le brutte sensazioni provate. Inoltre non è che mi sia piaciuta più di tanto in generale e non credo ci tornerò.

Sensazioni molto migliori  fine mese invece a Gravellona per la classicissima Maratonina del VCO dove grazie anche al reciproco aiuto che ci siamo dati con l'amico drago Stefano sono riuscito a mettere giù un buon 75'30''.

Ottobre è poi trascorso con un altro appuntamento per me fisso, l'Arrancabirra che mi ha fatto scorrazzare su  e giù per i sentieri di Courmayer tra gogliardia e birra.
19 ottobre a Verbania ho poi corso la 33 km inserita nella Lago Maggiore Marathon il  in vista della maratona di Firenze.
Eh sì perchè per facilitarmi le cose mi ero iscritto tempo fa a questa maratona che fu la mia primissima conclusa prematuramente al 25° km nel 2009. Mi ero posto un buon obiettivo cronometrico ma alla luce dei fatti credo che il mio unico obiettivo sarà quello di tagliare il traguardo senza alcuna velleità di tempo. E' brutto dirlo lo so, ma sia una carenza di tempo che, soprattutto e non mi vergogno a dirlo, una mia incapacità mentale in questo periodo di concentrarmi sulla preparazione non mi permettono di pretendere altro.

A inizio novembre infine uno degli appuntamenti a cui tengo col cuore e che mi ha visto tre volte vincente nelle ultime tre edizioni, la 21 km della Ecomaratona del Barbaresco. Premetto subito che, ahimè, non mi è riuscita l'impresa di fare poker per colpa o meglio merito del mio amico Arnaudo che si è dimostrato in gran spolvero vincendo la gara in solitaria e lasciandomi sul secondo gradino del podio. Le sensazioni ad Alba erano abbastanza buone ma non in maniera sufficiente per permettermi di correre sui miei livelli degli anni passati. Il tempo finale infatti sarà poi superiore di quasi due minuti a quello delle ultime due edizioni precedenti in cui corsi in fotocopia sull'ora e diciannove.
Anche per quest'anno la triangolosport organizzatrice l'evento e capeggiata da Massimo Casagrande si è rivelata all'altezza della situazione proponendo a tutti i 700 partecipanti del numero chiuso due distanze di gara, la mezza e la maratona oltre che una camminata non competitiva una manifestazione di alto livello sulla magnifica scenografia delle langhe incendiate dai colori autunnali e per finire l'oramai rinomato pranzo incluso nel costo d'iscrizione con alcune tra le portate tradizionali del piemonte.