giovedì 29 agosto 2013

ALLENAMENTI SETTIMANE DAL 5/8 AL 25/8

Il periodo più caldo dell'anno sembra essere finalmente passato e, con le temperature più gradevoli, riesce meglio anche dedicarsi con maggiore attenzione alla corsa per i futuri appuntamenti di fine estate e più in là quelli autunnali.
Dopo il giro a tappe delle langhe mi sono preso un breve periodo di tempo per rifiatare; complice il clima caldo afoso e una stanchezza generale per gli impegni precedenti ho mollato un pò la corda anche se non del tutto, cercando di recuperare le energie perse con alcuni giorni di riposo assoluto e diversificando le altre uscite  con attività alternative quali pedalate facili in mtb ed escursioni in montagna.
Quando ho ripreso lo stato di forma non era dei migliori e ho dedicato questa seconda metà del mese di agosto alla ricerca e costruzione di un buon stato aerobico che mi permetta in primo luogo di correre in modo discreto il prossimo e imminente appuntamento della Marcialonga Running, per poi continuare con la preparazione per cercare di arrivare a disputare una buona mezza maratona a fine mese di settembre a Gravellona Toce, anche quest'anno ho infatti scelto questa gara che ritengo valida sotto ogni punto di vista.

Lunedì 5/8: corsa lenta (60' a 4'29''/km).
Martedì 6/8: corsa lenta (22' a 4'33''/km) + variazioni su sterrato 8X 3'00'' rec. 1'30'' tot. 9,8 km a 3'43''.
Mercoledì 7/8: riposo.
Giovedì 8/8: corsa lenta (66' a 4'21''/km). 
Venerdì 9/8: gara a Cassinasco, "13a Corsa nei boschi": 6,9 km in 25'04''.
Sabato 10/8: corsa lenta (80' a 4'16''/km).
Domenica 11/8: corsa lenta (60' a 4'20''/km).

Km settimanali: 86.

Lunedì 12/8: corsa lenta (24' a 4'27''/km) + ripetute 6X 1000 mt. (3'22''-3'20''-3'23''-3'20''-3'23''-3'18'') rec. 400 mt. in 2'00'' + 11' defaticamento.
Martedì 13/8: escursione monte Rocciamelone da La Riposa 11,4 km. 1500 mt D+.
Mercoledì 14/8: riposo.
Giovedì 15/8: corsa lenta (75' a 4'17''/km). 
Venerdì 16/8: mattino: corsa lenta (21' a 4'34''/km) + misto: 5 km corsa media a 3'34''/km rec. 6'00'' + 10X 1'20'' rec. 1'30''; pomeriggio escursione Sauze-Monfol-Richardette 9,5 km. 500 mt. D+.
Sabato 17/8: corsa lenta rigenerante (56' a 4'28''/km).
Domenica 18/8: gara a Moncenisio, "Semi Marathon du Mont Cenis": 21,1 km in 1:24'59''. 

Km settimanali: 109.

Lunedì 19/8: corsa lenta (60' a 4'24''/km).
Martedì 20/8: corsa lenta (25' a 4'30''/km) + ripetute 4X 2000 mt. (6'51''-6'57''-6'59''- 6'55'') rec. 600 mt. in 2'55'' + 11' defaticamento.
Mercoledì 21/8: escursione Condove-Mocchie-Muni 15,4 km. 900 mt. D+.
Giovedì 22/8: corsa lenta (75' a 4'25''/km). 
Venerdì 23/8: corsa lenta (27' a 4'27''/km) + misto: 6 km corsa media a 3'35''/km rec. 6'30'' + 8X 400 mt. (1'16''>1'18'') rec. 300 mt. in 1'30'' + 11' defaticamento.
Sabato 24/8: mtb rigenerante 15 km.
Domenica 25/8: corsa in salita lunga (1:29' a 4'26''/km; salita: 50' 650 mt. D+).

Km settimanali: 121.

venerdì 26 luglio 2013

TOUR LANGHE E ROERO 2013

I giri a tappe sono un tipo di manifestazione che mi attraggono parecchio e a cui partecipo sempre molto volentieri, e proprio col Tour Langhe e Roero ho avuto il mio primo contatto con questo tipo di corsa nel 2007. Riproposto nuovamente nel 2008 poi il giro ha avuto un lungo stop per essere nuovamente organizzato quest'anno nello stesso periodo della terza settimana di luglio.

Conclusa la fatica della Val di Fassa Running gli allenamenti hanno subito un forte ridimensionamento per recuperare un pò le forze e anche per combattere un clima di certo non agevole per praticare il nostro sport, quindi diverse giornate di riposo, qualche escursione in montagna e soli tre lavori di qualità che si sono limitati a dei variati da un minuto con ugual recupero. Ho anche gareggiato, in una non competitiva a Bardonecchia conclusa in maniera vittoriosa nonostante la camminata del giorno prima sullo Chaberton a quota 3130 mt. e in una simpatica staffetta "Corri e Pedala"  a Chiusa di San Michele in val di Susa insieme a Costanza dove lei ha coperto la frazione in mtb mentre io quella di corsa finendo sul gradino più basso del podio per la categoria coppie miste.
All'appuntamento langarolo quindi sono arrivato abbastanza rilassato, ma sicuro di una comunque discreta condizione mantenuta da dopo il trentino.

La prima tappa di giovedì sera, come cinque anni fa, consisteva in un circuito da percorrere due volte per circa sette chilometri in città ad Alba. Non siamo tantissimi, circa 140 atleti, e mi ritrovo da subito in testa con gli amici Massimo Galliano e Vincenzo Ferrero all'inseguimento di un ragazzo francese, invitato per il giro dagli organizzatori. Corriamo regolari e senza strappi sul passo dei 3'20'' al km e ricucito il gap alla fine della prima tornata ci giochiamo la vittoria di tappa in volata; o meglio me la gioco con Vincenzo perchè Massimo da atleta generoso qual è ci lascia fare... mi va bene e taglio con qualche secondo di vantaggio per primo il traguardo.
Venerdì ci troviamo a Ceresole d'Alba, da qui partirà la tappa più lunga di circa sedici chilometri con l'arrivo posto a Montà. Un pò timoroso per la lunghezza odierna parto con un passo più lento rispetto il giorno precedente, rimango in gruppo con Vincenzo e il ragazzo francese Cedric mentre Massimo poco alla volta si avvantaggia per fare la sua gara. Il percorso è un continuo leggero saliscendi, il punto più impegnativo lo affrontiamo poco prima del tredicesimo chilometro quando la strada si inerpica per quattrocento metri; io mi pianto letteralmente, Vincenzo si è attardato già da un paio di chilometri e mentre Cedric su questa asperità è più efficace e guadagna un centinaio di metri che non riuscirò più a recuperare negli ultimi chilometri in discesa prima dell'arrivo pur mantenendo invariato il distacco.
Sabato c'è stata quella che secondo ma è stata per scenografia la tappa più bella, da Albaretto della Torre fino a Diano d'Alba. Il percorso sulla carta presentava un'altimetria facile in quanto per la maggior parte in discesa, solo negli ultimi due chilometri la pendenza cambiava e diventava salita fin su al belvedere del paese. Partiamo tranquilli, tutti in gruppo, ma appena si inizia a scendere si fanno girare le gambe e non si può fare altro per non rischiare di aver poi le gambe frolle il giorno dopo, anche perchè l'ultima tappa si correrà di mattina con quindi pochissime ore da dedicare al recupero. Siamo in sei nel gruppetto di testa, Massimo appena incomincia la salita finale si allontana seguito da un altro atleta oggi molto competitivo mentre io e Vincenzo saliamo appaiati per concludere insieme sotto il gonfiabile del traguardo.
Trascorse neanche ventiquattr'ore è di nuovo ora di pesare la strada per l'ultima fatica, da Pollenzo fino a Bra per circa sette chilometri e mezzo. Il copione rimane quasi lo stesso dei giorni precedenti, Massimo poco alla volta si avvantaggia insieme ad un atleta giornaliero in gara solo oggi mentre io, ormai sicuro del mio secondo posto in classifica generale cerco di godermi la gara insieme a Vincenzo. La prima parte è tutta in piano, poi dopo aver toccato Pocapaglia iniziamo a salire e ripercorrere la stessa parte finale del percorso della prima tappa dell'edizione 2007. Oramai è fatta, le gambe sono parecchio stanche ma in grado ancora di imprimere un buon ritmo ed arrivare in piazza a Bra con una buona spinta.

Concludo così la mia terza partecipazione al Tour Langhe e Roero, quest'anno a mio parere in leggero sottotono ma solo per una presenza non massiccia, l'organizzazione seppur casareccia si è dimostrata buona ed è riuscita ad offrire un buon prodotto ad un ottimo prezzo.

 

lunedì 8 luglio 2013

VAL DI FASSA RUNNING 2013, 5a TAPPA

Ovvero il tappone...
E che tappone finale particolare quest'anno, sicuramente da ricordare.
Già da giovedì si rincorrevano tra noi partecipanti voci sul previsto maltempo che avrebbe colpito il giorno seguente la nostra zona, una rapida occhiata ai siti di previsioni meteo più attendibili ci promettevano pioggia con neve sui 1800/2000 mt. di quota. Il fatto che noi dovessimo arrivare ai 2200 dell'Alpe Lusia non ci rallegrava affatto.

Venerdì mattina lo spettacolo che ho potuto intravedere al di là della finestra appena sveglio è stato ancora peggiore di quello di lunedì mattina: foschia bassa, pioggia e neve puntando gli occhi in sù tra gli squarci di nebbia... Dopo un'oretta siamo tutti in piazza a Moena, lo speaker ritornando più volte sul discorso del brutto tempo ci avvisa che la partenza è ritardata prima di mezz'ora, poi di un'ora per dar modo di battere il sentiero e ripulire la zona di arrivo dove durante la notte sono caduti quasi quaranta centimetri di neve. C'è mormorio nel gruppo, ognuno reagisce e commenta come meglio crede addirittura qualcuno vuole boicottare la partenza per non so quale ragione. Insieme agli altri ragazzi diamo fiducia agli organizzatori e ci rintaniamo in un bar per far trascorrere il tempo e vestirci in modo adeguato, io decido di partire con la BreathTermo a manica lunga e un leggero k-way legato in vita, non voglio rischiare e qualche grammo di sicurezza in più non mi cambiano la vita.
A mezz'ora dalla partenza consegniamo le borse che ci verranno portate su e ci scaldiamo, manca poco, la concentrazione adesso è tutta sulla lunga salita e i mille metri di dislivello positivo da affrontare che di mancano per concludere questo giro.
Alle 10e30 partiamo! Io mi ritrovo praticamente davanti a condurre il gruppo per le prima centinaia di metri su asfalto che ci portano fuori paese, poco alla volta e con l'inizio della pendenza si delineano le posizioni e i ritmi con cui ognuno interpreterà la gara. Un dritto bello ripido su erba ci manda su un tratto nuovamente in asfalto in piano fino agli impianti di risalita per il Lusia. Attraversiamo la strada sopra il ponte di legno della pista da sci e qui inizia la vera salita. Un piccolo momento automotivazionale sulla prima dura rampa e... ma no, si ridiscende! Una discesa facile di quasi mezzo chilometro ci fa perdere qualche metro di quota, dopo un tornantino a sinistra la salita torna a farla da padrona.
Il tracciato in origine di dodici chilometri è stato modificato e accorciato in mattinata a poco più di nove per questioni di sicurezza in quanto il sentiero troi del buro da poco ripristinato è troppo stretto e difficoltoso da raggiungere in caso di emergenza; pazienza, sarebbe stato un intermezzo in piano prima dell'attacco finale così invece la salita sarà continua fino al traguardo.
Sto bene, il passo regolare mi permette di correre anche nei pezzi più ripidi, non mi curo di chi sta davanti o dietro ma solo di stare rilassato, forzare e piantarsi sarebbe la fine. In alcuni tornanti più stretti vedo con la coda dell'occhio gli amici Claudio Braganti e Alessandro Lombardo, nel caso mi dovessero passare potrebbero essere un aiuto psicologico far fare a loro l'andatura.
A quota 1800 passiamo a fianco della stazione intermedia della funivia che ci riporterà a valle, qui c'è anche il rifugio in cui pranzeremo. Imbocchiamo la pista da sci un bel drittone corribile fino a un doppio tornantino a esse dove uno spettatore ci anticipa quel che ci aspetta "dai ragazzi adesso un pò di sapone" eh sì, adesso si inizia a ballare o meglio a sghiare, i piedi incominciano a calpestare la neve.
Poco alla volta il sentiero si trasforma in due rotaie dove poter correre, ai lati e in centro l'altezza della neve fresca aumenta sempre più. Il paesaggio cambia, tutto è bianco sembra che ci abbiano catapultato in un'altra dimensione, in un'altra stagione... i passi incerti e spesso scivolosi  mi costringono ad alternare la corsa alla camminata veloce, vengo raggiunto da Claudio e da Alessandro, due parole con loro e ognuno poi avanti col proprio ritmo.
Ad un certo punto di colpo mi ritrovo in mezzo a due muri alti due metri di neve, è una vecchia slavina, impressionante... Non vedo niente se non a pochi metri di fronte a me tanto che sento la voce di Bruno prima ancora di vederlo, "dai capitano, mancano duecento metri..." duecento?! ma non vedo nè sento nulla... è tutto ovattato ma basta fare una breve semicurva a destra e la flebile voce dello speaker si fa poco alla volta più chiara così come la vista offuscata di alcune ombre diventa nitida e mi permette di vedere l'arco gonfiabile dell'arrivo che supero a braccia alzate.
Che esperienza! Niente di epico o da supereroi, ma sicuramente molto particolare che rimarrà impresso a lungo nei miei più bei ricordi di corsa vissuta.
Tempo di farmi mettere la medaglia al collo che vengo abbracciato da una spessa coperta, subito dentro al rifugio a cambiarsi al caldo e poi giù in funivia a mangiare.

Termina così in decima posizione in classifica generale la mia sesta esperienza al giro della val di Fassa, la seconda del nuovo corso post-Traslaval. Il mio giudizio non può che essere positivo, quest'anno i percorsi grazie anche allo zampino di un persona nota ;-) sono stati eccezionali e di grande scenografia, c'è qualche aspetto ancora da sistemare ma sono veramente piccolezze, per me questo rimane sempre un appuntamento imperdibile, provatelo almeno una volta!

9,6 km 1060 D+ in 1:07'58''
15° classificato.
Le classifiche qui;
foto e comunicati stampa sul sito NewsPower.it

 
Niente può fermare Mirko in sella al suo trial...
 
 Il passaggio di Massimo Galliano nella vecchia slavina.

lunedì 1 luglio 2013

VAL DI FASSA RUNNING 2013, 4a TAPPA

[scusate il ritardo...]
L'altimetria della quarta tappa del giro mi aveva colpito già dai primi giorni di pubblicazione sul sito della manifestazione, una bella curva lineare quasi speculare che prometteva una salita lunga, ma corribile, con una discesa di uguale tenore per una distanza di oltre 14 chilometri.
"E' la mia tappa" ho pensato fin da subito, e avevo esternato questo pensiero anche la sera prima agli amici di avventura con cui condivido l'appartamento, anche se l'annullamento della seconda tappa recuperata poi mercoledì ci farà correre quattro giorni di fila col rischio che se oggi si esagera domani al tappone si arriva cotti oltremodo.

Giovedì mattina è il piccolo e grazioso parco adiacente il laghetto di Soraga che accoglie il popolo della Val di Fassa Running, la giornata è splendida, un bel sole su cielo terso con una temperatura fresca.
Carico al punto giusto alla partenza, sui primi chilometri in piano lungo la ciclabile asfaltata, le sensazioni però non sono delle migliori: le gambe girano ma una specie di affanno mi limita la respirazione e mi rende difficoltoso stare a ruota di Andrea Basoli nel gruppetto di testa. Corro ai ripari, rallento leggermente l'andatura e mi faccio riassorbire dai diretti inseguitori tra i quali c'è l'amico e compagno di squadra Davide. Durante questa fase lasciamo l'asfalto e imbocchiamo la strada forestale da dove inizia la salita vera e propria.
Cambiando la pendenza cambia anche il mio stato generale, ritrovo il giusto ritmo e con buon passo insieme a Davide ci alterniamo a salire. Questo tratto di percorso è piuttosto lungo, sulla cartina li ho calcolati in quattro chilometri, ma come ho detto con una pendenza costante che permette una volta preso il giusto passo di non avere sorprese fino allo scollinamento.
Corriamo immersi nel bosco, e mentre guadagniamo quota il panorama che poco alla volta si apre sulle punte del Catinaccio dall'altra parte della vallata è spettacolare, da foto. Lo indico con la mano più volte a Davide ma ahimè credo che impegnato com'è non riesca a cogliere il mio invito.
Terminata questa prima parte di gara dopo il ristoro ci aspettano due chilometri abbondanti in un continuo leggero vallonato, le mie gambe rispondono bene quando provo ad aumentare la velocità mentre così non fanno quelle di Davide; lo abbondano e metto nel mirino il ragazzo che mi precede e inizio a scorgere nei punti più aperti, intravedo anche una canotta rossa circa un minuto più avanti, che sia Andrea?
Raggiungo l'atleta quando incomincia la discesa, gli dico di scendere con me ma la risposta è laconica "eh magari...". Una cosa bella dei giri a tappe come questo è che inizi a conoscere oltre che al valore assoluto degli avversari anche quello più relativo sui diversi terreni, salita corribile, salita dura, discesa tecnica, discesa su forestale, etc... quest'ultima è la mia preferita dove le mie discrete qualità di stradista riescono a darmi un pizzico di vantaggio.
Mi butto giù a tutta cercando anche le migliori traiettorie tagliando le innumerevoli curve che poco alla volta ci fanno perdere quota. La canotta rossa avvistata sopra è proprio quella di Andrea, ma è ancora parecchio distante a circa 40 scooby doo (il mio personalissimo metodo per conteggiare i secondi) davanti a me. So che questa è l'ultima occasione per guadagnare qualcosa in classifica generale prima del tappone di sola salita di domani dove sicuramente sono molto svantaggiato nei confronti dei miei vicini avversari in classifica generale, e me la gioco pur rischiando una frollata di gambe.
Al cartello dei -3 km dall'arrivo aggancio Andrea, ci parliamo, reagisce e corriamo insieme fino ai meno due quando anzichè tornare sulla ciclabile svoltiamoa sinistra su per un micidiale strappetto di poco più di quattrocento metri. E' reset, le gambe si imbambolano ma riesco a superare bene l'ostacolo mentre Andrea è in parecchia difficoltà e perde parecchi secondi.
Mi gioco la tappa e scappo verso l'arrivo, con le ultime centinaia di metri su asfalto dove riesco ad essere ancora molto efficente e reattivo.

Taglio il traguardo in ottava posizione, soddisfatto per aver interpretato e gestito nel migliore dei modi questa tappa così come me l'ero immaginata, cosa che come si sà non sempre riesce.
Domani sarà un altro giorno, cercherò di conservare il passaggio in ottava posizione anche in classifica generale ma sarà veramente dura...

10,8 km 620 D+ in 1:03'44''
8° classificato.
Le classifiche qui;
foto e comunicati stampa sul sito NewsPower.it 

 Gianluca "Sensacugnisiun" scorta la prima donna


mercoledì 26 giugno 2013

VAL DI FASSA RUNNING 2013, 3a TAPPA

Oggi si è corsa la tappa di Campitello, in origine prevista per lunedì e rinviata a causa delle condizioni meteo pessime con pioggia forte e neve in quota. Una gara sulla carta non facile, con una prima parte tutta in salita già dalla partenza, molto impegnativa ma corribile su forestale per circa tre chilometri per poi diventare un muro di sentiero al 25% circa.
Si parte tranquilli è da subito la pendenza sgrana il gruppo, i più forti davanti e noi a seguire poco dietro. Salgo insieme agli amici Andrea Basoli, Davide Corsetti e Claudio Braganti, la strada forestale è bella e correrci sopra è gradevole, quando svoltiamo però nel bosco il discorso cambia e un sentiero veramenti in piedi costringe ai più ad alternare la camminata rapida con mani sulle ginocchia a brevi tratti al trotto. Si fatica e tanto, i camminatori partiti mezz'ora prima che incontriamo e oltrepassiamo ci danno un bel aiuto morale col loro tifo scatenato.
Scolliniamo a ridosso di quota 2000 mt. slm., su un tratto di sentiero erboso pianeggiante con sulla destra la vicina imponenza del Sassolungo e Sassopiatto ad osservarci sornioni,... da cartolina!
Finito questa parte ci buttiamo per una discesa non bellissima su erba, terra e sassi fino a toccare il rifugio Micheluzzi, perdo qualche posizione a favore del compagno di squadra Andrea Lombardo e del Braganti, sul tecnico non riesco proprio ad esprimermi, è da sempre stato un mio limite purtroppo. Dal rifugio ritorniamo finalmente sulla strada forestale, ma la pendenza ancora piuttosto elevata non mi permette di correre agevolmente, ogni tanto il piede in appoggio scivola sui sassetti e vengo preso da rapidi brividi,... cadere sul filo dei 3'00/km non sarebbe il massimo della vita.
Davanti si allontanano ma appena la discesa diventa più dolce ritorno a correre in piena e sicura spinta, quando infine rimettiamo i piedi sull'asfalto per l'ultimo chilometro faccio festa riuscendo a recuperare due posizioni su Davide e Alessandro ed arrivando francobollato alle spalle del Braganti.

Termino questa a mio parere tappa molto bella in undicesima posizione, mentre in classifica generale ne perdo una scivolando decimo a soli tre secondi da Andrea. Domani Soraga, una tappa lunga da quattordici chilometri che a naso potrebbe piacermi molto...

10,8 km 550 D+ in 53'23''
11° classificato.
Le classifiche qui;
foto e comunicati stampa sul sito NewsPower.it

 
 

martedì 25 giugno 2013

VAL DI FASSA RUNNING 2013, 2a TAPPA

E alla fine alla Val di Fassa Running arrivò... la neve!

Affacciarsi alla finestra lunedì mattina è stato un momento demotivante, foschia bassa, pioggia intensa e neve a circa 1800 mt. di quota... bene, cioè male, la tappa del giorno ci avrebbe dovuto portare ai 2000 slm...
Quando eravamo già tutti pronti in casa per partire e raggiungere Campitello mi telefona Andrea che mi comunica che la tappa è stata annullata, un veloce tam tam tra telefonate e feisbuc per conferma e inizia una giornata di riposo obbligatorio trascorsa da turisti a Bolzano; la gara verrà recuperata mercoledì andando a occupare il giorno di riposo classico.
A sarà düra... ci toccheranno così quattro tappe consecutive di cui due particolarmente impegnative.

Stamattina invece un bel sole e cielo terso ci augura il buongiorno, solita colazione al quartier generale della squadra con Omar, Eugenio, Sarah e Marco e dopo poco siamo alla partenza di Campestrin.
Oggi ci aspetta una tappa che sulla carta sembra semplice, ma la piccola esperienza che mi sono fatto correndo su e giù per questi sentieri non mi fanno abbassare la guardia,... mai vista una tappa facile in valle!
Le gambe girano bene nel riscaldamento e mi sento già più adattato alla quota rispetto a due giorni prima, le premesse sono buone e cercherò di sfrutarle al meglio.
Alla partenza i top, sulla scia dell'amico Vito Sardella, partono abbastanza spediti; i primi quattro chilometri sulla forestale in direzione Canazei seppur in falsopiano a salire permettono di correre a un buon ritmo, io mi tengo guardingo insieme agli atleti del gruppetto inseguitore.
Arrivati a Campitello e oltrepassata la zona del parcheggio della funivia dove ci troveremo domani, svoltiamo sull'asfalto per passare nell'altro versante della valle. Sto bene e faccio il mio passo, riesco a guadagnare un piccolo vantaggio che mi sarà utile nella successiva salita piuttosto ripida e difficile da correre, un misto di terra e sassi che non mi fa sentire a mio agio. Dopo il primo ristoro situato prima del tratto più duro alterno alla corsa alcuni tratti di camminata veloce fino a quando la pendenza si fa più dolce e per poi diventare discesa su un sentiero tecnico anche qui di terra e sassi. Scendo attento, un ragazzo mi passa al doppio della velocità e si avvicina anche Andrea Basoli con cui ci scambiamo qualche parola, ma appena rimettiamo il piede sulla forestale riesco ad aumentare il ritmo e a ricucire il gap dal ragazzo che mi aveva da poco sverniciato. Scendiamo spediti, oggi a differenza dell'altro ieri riesco a correre spingendo bene in discesa senza alcun problema. Finita questa parte si ritorna all'altezza della zona arrivo ma manca ancora qualche chilometro prima di concludere la fatica odierna, ci dirigiamo verso Mazzin su un tratto erboso rasato per l'occasione, corro ancora bene, mi volto e vedo che dietro hanno un discreto svantaggio ma sono sempre lì a circa un centinaio di metri; giro di boa quasi a Pozza su un ponte ce ci fa passare dall'altra parte dell'Avisio e si ritorna sulla forestale per l'ultimo chilometro abbondante.
La stanchezza si fa sentire, mi balena nella testa l'idea di rallentare per gestirmi un attimo anche alla luce delle prossime tappe ma mi viene meglio continuare con una corsa piuttosto reattiva. Affronto l'ultima corta asperità e poi una breve discesa mi porta dopo 58 minuti a tagliare il traguardo in nona posizione.
In classifica generale tolti gli atleti giornalieri di domenica e oggi passo al nono posto guadagnando qualcosina, ma siamo tutti lì in una manciata di minuti, mentre la nostra squadra "A sarà düra... ma arivùma!" per adesso conduce con una ventina di minuti sulla seconda.

Ma attenzione! Il giro è lungo e il tappone difficile, tutto può ancora accadere...

13,0 km 400 D+ in 57'48''
9° classificato.
Le classifiche qui;
foto e comunicati stampa sul sito NewsPower.it

  
Vito conduce le danze...

 Massimo non corre,... vola!

 La simpatica Ana Nanu, sofferente quest'anno, impeganta su una rampa di oggi.
 Domenica, alcuni componenti della nostra squadra "A sarà düra... ma arivùma!"

 Domenica, prima tappa con il Gran Vernel a salutarci.

Un saluto allo Zio Stiv ...

 Ecco come si presentava ieri il passaggio della tappa a 2000 mt. slm.

domenica 23 giugno 2013

VAL DI FASSA RUNNING 2013, 1a TAPPA

Di nuovo tempo di sentieri, salite, strade forestali e dolomia,... in poche parole Val di Fassa Running!

La prima giornata di gara è sempre un pò come il primo giorno di scuola dove all'emozioni di ritrovare i soliti amici del giro si mescola l'interrogtiva preoccupazione di quello che ci attenderà anche se in cuor nostro già lo sappiamo: si faticherà, e non poco!
Una fresca ma tersa mattina ci accoglie ad Alba di Canazei, da qui prenderà ufficialmente il via la quindicesima edizione del giro a tappe della Val di Fassa, il secondo del dopo-Traslaval.
Questa prima tappa ci era già proposta nel 2011 ma in forma ridotta per una frana che aveva coinvolto pochi giorni prima parte del percorso, oggi invece riusciamo a correrla tutta nei sui 10,8 km e poco meno di cinquecento metri di dislivello.
Sulla linea della partenza sono a fianco di un grande amico e gradito ritorno in valle, Andrea Basoli. Con lui e con Davide Corsetti che fanno tra l'altro parte della nostro gruppo creato per l'evento corriamo alternandoci in un mutuo aiuto tutta la salita. La partenza è su asfalto nei pressi del circo del ghiaccio, qualche centinaio di metri e la strada inizia a presentarci la prima salita, ancora ben corribile fino a quando imbocchiamo il primo sentiero. Qui la pendenza inizia a essere importante ma riesco comunque a correre sempre, il ciotolato ha tenuto bene nonostante l'acquazzone di ieri sera che ha fortemente colpito la zona, il gruppo coi più forti là davanti si allontana sempre più e ognuno prende il suo passa.
Dopo aver toccato la graziosa località di Penia ai tratti in salita si alternano quelli un discesa, stiamo quasi raggiungendo il punto più alto della giornata e il panorama sull'imponente Gran Vernel aiuta di gran lunga i muscoli già morsi dalla fatica. Dopo un ultimo tratto in sentiero single-track finalmente si scollina su una bella forestalein cui si riesce a far girare bene le gambe. Purtroppo però devo far meno ai miei propositi di correrla forte per un leggero fastidio intercostale che mi limita nella respirazione, un episodio che a volte mi colpisce e a cui cerco di rimediare forzando la respirazione.
Andrea e Davide si allontanano di un cinquantina di metri ma sono sempre a vista, dalla forestale tagliamo dentro un bosco e da qui di nuovo su strada bianca per ritornare sul percorso dell'andata. Corro bene sull'ultimo ciotolato, capisco di avere un perlo di confidenza in più grazie anche agli allenaemnti sul Musinè a Torino, e infine l'arrivo con l'ultimo chilometro su strada su cui riesco ad avere ancora una buona spinta e reattività.

Concludo in dodicesima posizione questa prima gara, con delle buone sensazioni generali. Ottime le prestazioni degli altri componenti del gruppo, su tutti l'amico Massimo Galliano che mette subito in chiaro le cose con 2'20'' sul secondo classificato Concas e del forte maratoneta Vito Sardella, uomo di mare ma che si difende con una egregia ottava posizione anche sulle strade di montagna.
Il giro è ancora lungo e aperto a tutto, ci sarà da divertirsi! A sarà düra!

10,7 km 490 D+ in 49'26''
12° classificato.

Le classifiche qui;
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mercoledì 19 giugno 2013

VAL DI FASSA RUNNING 2013

Ci eravamo lasciati l'anno scorso sull'ultima, dura, rampa nei pressi del rifugio Buffaure, ed era qui che si era concluso il tappone finale e con lui prima edizione della Val di Fassa Running.
Quest'anno si ritorna in valle per uno degli appuntamenti oramai per me fissi ed irrinunciabili, un giro a tappe che riempe le gambe di fatica ma il cuore di gioia e felicità. Un occasione per trascorrere una settimana di ferie e di sport in uno dei posti più incantevoli in Italia proclamato non per nulla patrimonio dell'umanità dall'UNESCO  per la loro bellezza e unicità paesaggistica.

La soluzione è quella solita e consolidata, gli organizzatori della manifestazione hanno già da tempo preparato e pubblicato i percorsi con le relative altimetrie delle cinque tappe che ci vedranno impegnati su è giù per i sentieri fassani.
Qui di seguito un breve e schematico riassunto di quelo che andremo ad affrontare:

23/6/2013, 1ª tappa
Località: ALBA DI CANAZEI - PENIA
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 10800 mt.

caratteristiche:
salita: su asfalto primo tratto, poi ciottolato e sentiero boschivo, salita al 12-15% per 3 km circa, poi spiana.
discesa: molto ripida, in parte su ciottolato (attenzione)  e sentiero, ultimo tratto su asfalto.


Con partenza dal tobià del zelì la prima tappa 2013 andrà a toccare le frazioni di Lorenz e Vera. Il tratto che separa la frazione di Penia dalle più piccole località di Lorenz e Vera, tratto da dover percorrere sia all’andata che al ritorno, sarà un primo duro banco di prova per il folto plotone di concorrenti. Nel corso degli anni il fondo è stato sistemato ed il rischio di cadute in discesa è ridotto al minimo. Nel caso di bella giornata lo spettacolo del Gran Vernel rimarrà nei ricordi più belli.

***

24/6/2013, 2ª tappa
Località: CAMPITELLO
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 10700 mt.

caratteristiche:
salita: su forestale per il primo km e mezzo, ripida al 18%. Dal 2,5 km al 4 km salita al 25%, un muro su sentiero  in mezzo al bosco, poi spiana.
discesa: ripida ma sicura, su forestale dalla Baita Micheluzzi.


Bellissima la logistica in centro a Campitello, che darà modo al paese di sentire più vicino l’evento. La tappa è un’assoluta novità. La salita iniziale che porta in quota è molto molto dura, porta fino ad oltre i 2.000 metri di quota seguendo parte del vecchio tracciato della podistica Uppa su. Da lì si scende verso la val Duron godendo di un gran panorama sul Sassolungo e su una forestale dove ci si potrà esibire in una corsa gradevole con discesa verso Pian (paesino caratteristico) e poi a Campitello.

*** 

25/6/2013, 3ª tappa
Località: CAMPESTRIN
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 13200 mt. 

caratteristiche:
salita:  da Campitello su sentiero prativo per circa 1 km poi su e giù su forestale.
discesa: di circa 2 km ripida in parte su forestale e sentiero e ultimo tratto su asfalto.

La tappa che unisce idealmente i paesi di Campestrin, Fontanazzo, Campitello e Mazzin, propone una prima parte di “lancio” verso Campitello per poi portarsi ancora una volta in quota lungo il sentiero della Crous. Finita l’ascesa, è facile abbandonarsi alla gradevolezza del pendio, godendo di un saliscendi sopra Fontanazzo fino a raggiungere il torrente da guadare... “al salto” (storica la fotografia del non-vedente Raffaele Panebianco con i piedi nell’acqua!).
 
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27/6/2013, 4ª tappa
Località: SORAGA
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 14000 mt. 

caratteristiche:
salita: su forestale per circa 3 km sempre costante 8% circa.
discesa: per 5 km su forestale.

Il giro di Pociace, sopra Soraga, già proposto alcune volte è sempre avvincente con la sua lunga salita su forestale con vista sul Catinaccio e il Latemar . Con passo costante la pendenza non sarà particolarmente impegnativa. Pure la discesa è lunga, e per chi non è abituato potrebbe essere una bella “frollatura” di gambe...

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28/6/2013, 5ª tappa
Località: MOENA
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 12000 mt.

caratteristiche:
salita: primo tratto ripido su prato, dalla partenza del Lusia (dal 4 km) salita su forestale fino alla vetta con intermezzo su sentiero pianeggiante in mezzo al bosco, con pendenze costanti del 6% - 8% .

Con partenza da Moena centro  la tappa e il giro termineranno in cima al Lusia in localita Le Cune (1000 metri di dislivello). La tappa inedita percorre il sentiero denominato Troi del Buro; la bellezza del bosco che porta da Moena fino a Valbona evoca immagini fiabesche. Quando si esce dal fittume di pini e abeti e si incominciano a riconoscere gli impianti di risalita che d’inverno sono affollati di sciatori, si prova un vero sollievo. Il giro tocca la sua massima intensità quando in lontananza si può distinguere il punto d’arrivo della Val di Fassa Running: l’Alpe di Lusia. La magia di quell’ultima ascesa cancella improvvisamente le fatiche dei giorni precedenti.

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Per quello che mi riguarda, come ho accennato nei post relativi agli allenamenti settimanali, quest'anno ho inserito nella preparazione per questo giro maggiori dislivelli rispetto agli anni passati, ho corso tre volte il monte Musinè che nei sui 750 mt. di dislivello tocca pendenze massime del 36% per una media invece del 21% e sempre tre volte la salita della Creusa-Viola sulla collina di Torino. Oltre a qualche gara corta su strada ho corso questa domenica arrivando secondo  il Morenica Trail a Rivoli, pendenze risibili ma con una buona lunghezza di 23,5 km.

Da domenica condividerò la mia quinta partecipazione insieme agli amici Omar, Eugenio e Sarah, Marco e Gianluca gia tutti in squadra anche la scorsa edizione oltre a nuovi amici con cui abbiamo creato un piccolo gruppo che spero possa fare bene anche in ottica di classifica finale...
a sarà düra...


domenica 9 giugno 2013

ALLENAMENTI SETTIMANE DAL 6/5 AL 9/6

Grazie a qualche momento di relax riesco finalmente a riprendere la buona abitudine di postare gli allenamenti e gli ultimi avvenimenti che hanno di questo ultimo mese.

Ci eravamo lasciati con la doppia gara della Maratona del Barolo, ancora oggi mi chiedo come sia riuscito ad inventarla date la condizione fisica precaria ma tant'è, la fortuna in questo caso ha premiato gli audaci come si dice. Nei giorni seguenti non ho tirato però la corda e sono stato a riposo per digerire bene la fatica, un paio di uscite lente rigeneranti e una garetta corta a Carmagnola, di poco più sei chilometri, per vedere la situazione delle gambe; beh non era delle migliori, ancora grande stanchezza a livello organico ma fortunatamente tutto a posto per quello che riguarda la carrozzeria.
Il lunedì seguente segna nelle mie intenzioni l'inizio della preparazione all'appuntamento dolomitico col giro a tappe della Val di Fassa Running; quest'anno voglio provare a seguire un copione diverso dagli anni passati (cosa che poi mi ripromettevo sempre e sempre non rispettavo) d'accordo anche con l'allenatore ovvero fare due lavori di salita a settimana e come terza qualità una gara preferibilmente corta per dare brillantezza alle gambe.
La prima uscita lo stesso lunedì dopo la gara per abituarmi a correre già con le gambe stanche, un corto veloce in salita di poco più di quattro chilometri sulla collina di Torino seguito al mercoledì con una gara tiratissima di cinque chilometri a Borgo San Dalmazzo organizzata dagli amici della Dragonero e il giorno seguente una escursione a passo svelto sul monte Musinè qui vicino a Torino.
Nella settimana dal 27 maggio un altro corto veloce in salita mercoledì e come secondo lavoro delle ripetute da tre minuti sempre in salita seguite da un veloce variato da un minuto in piano al venerdì , questo mi hanno suonato parecchio tanto che alla domenica a Giaveno ho gareggiato con veramente delle brutte sensazioni, gambe imbalsamate e freno a mano tirato. il terzo posto assoluto vale solo per la scarsa partecipazione all'evento.
Infine nella settimana che si conclude oggi ancora, ovviamente, salite. A Giaveno mi accordo con l'amico Alessandro Lombardo per andare a fare il Musinè questa volta seriamente di corsa e così ventiquattr'ore ci troviamo a Casellette insieme ad Alessandro Farisano per salire sù alla croce. Due giorni facili e giovedì riprovo il corto veloce in salita che corro bene forzando anche in discesa siglando per solo un secondo di ritardo il quarto tempo di sempre sul tracciato solo salita. Altri due giorni leggeri e stamattina gareggio a Candiolo dove nonostante delle gambe non fresche riesco a correre gli 8,8 chilometri della gara ad una buona media di 3'23'' che alla luce degli allenamenti fatti mi soddisfa molto.

Lunedì 6/5: riposo.
Martedì 7/5: riposo.
Mercoledì 8/5: riposo.
Giovedì 9/5: riposo.
Venerdì 10/5: riposo.
Sabato 11/5: gara a La Morra/Grinzane, "Maratona del Barolo - Gara 1": 20,9 km in 1:22'27''.
Domenica 12/5: gara a Barolo/Monforte, "Maratona del Barolo - Gara 2": 21 km in 1:31'37''.

Km settimanali: 41,9.

Lunedì 13/5: riposo.
Martedì 14/5: riposo.
Mercoledì 15/5: riposo.
Giovedì 16/5: corsa lenta rigenerante (35' a 4'25''/km). 
Venerdì 17/5: riposo.
Sabato 18/5: corsa lenta rigenerante (35' a 4'25''/km).
Domenica 19/5: gara a Carmagnola "StraCarmagnola": 6,5 km in 22'19''. 

Km settimanali: 26. 

Lunedì 20/5: corsa lenta (13' a 4'26''/km) + corto veloce in salita 8,6 km A/R in 38'12'' + 13' defaticamento.
Martedì 21/5: corsa lenta (43' a 4'20''/km).
Mercoledì 22/5: gara a Borgo San Dalmazzo, "Gir per i Carubi": 5,5 km in 17'49''.
Giovedì 23/5: escursione sul monte Musinè 750 D+/-.
Venerdì 24/5: riposo.
Sabato 25/5: riposo.
Domenica 26/5: riposo.

Km settimanali: 40. 

Lunedì 27/5: corsa lenta (65' a 4'24''/km).
Martedì 28/5: riposo.
Mercoledì 29/5: corsa lenta (13' a 4'32''/km) + corto veloce in salita 8,6 km A/R in 38'12'' + 13' defaticamento.
Giovedì 30/5: corsa lenta (53' a 4'23''/km). 
Venerdì 31/5: corsa lenta (25' a 4'21''/km) + misto: 4X 3' salita rec. 3' + 6X 1'rec. 1' + 10' defaticamento.
Sabato 1/6: corsa lenta rigenerante (36' a 4'28''/km).
Domenica 2/6: gara a Giaveno, "StraGiaveno": 7,7 km in 27'59''. 

Km settimanali: 78.

Lunedì 3/6: corsa trail sul monte Musinè 750 D+/- 70'.
Martedì 4/6: corsa lenta (51' a 4'23''/km) +6X tecnici.
Mercoledì 5/6: riposo.
Giovedì 6/6: corsa lenta (13' a 4'38''/km) + corto veloce in salita 8,6 km A/R in 36'15'' + 13' defaticamento.
Venerdì 7/6: corsa lenta (50' a 4'17''/km).
Sabato 8/6: corsa lenta (35' a 4'22''/km) + 6X tecnici.
Domenica 9/6: gara a Candiolo "StraCandiolo": 8,8 km in 29'57''.

Km settimanali: 65.
 
 Musinè di maggio.

giovedì 16 maggio 2013

MARATONA DEL BAROLO, MAKE IT DOUBLE!


Giovedì pomeriggio, al ritorno dal lavoro ero ancora convinto che questo doppio appuntamento non sarei mai riuscito a correrlo, a meno di una improvvisa e totale guarigione avevo scritto a conclusione dell'ultimo post e il dorso del piede era ancora leggermente gonfio e dolente...

A volte però il crederci e osare quel qualcosa in più al limite del rischio riescono a cambiare le carte in tavola e dare un diverso corso alla storia; continuo fino all'ultimo con una terapia d'attacco e grazie all'applicazione del kinesio taping da parte di Costanza l'edema si riduce parecchio per quasi scomparire venerdì mattina. Nel pomeriggio sono ad Alba e vado a ritirare il pacco gara a Grinzane Cavour, sulla salita che porta al castello c'è già il cartello del ventesimo chilometro pronto per il giorno dopo, è un flash: "domani corro" dico a Costanza.
E' la prima edizione della  Maratona del Barolo e dei castelli delle langhe, organizzata nelle formula di due mezze maratone da correre sabato e domenica, dagli amici di Triangolo Sport di Alba già promotori da tre anni a novembre della Ecomaratona del tartufo.

Sabato mattina il ritrovo è a Grinzane Cavour nei pressi del castello, la giornata è stupenda, tersa e con un bel sole. Con Eugenio, Sarah e Marco prendiamo la navetta che nel giro di pochi minuti ci porta fino a La Morra da dove verrà dato il via alle 9e30.
Durante il riscaldamento metto a punto un'allacciatura della scarpa che mi consenta di correre senza sentire fastidio, praticamente i lacci impegnano solo i primi occhielli e gli ultimi in modo da lasciare morbida la zona sopra l'estensore che patisce se colpita o schiacciata, decido di correre con le scarpe di allenamento, più protettive e meno strette sul piede. Incontro anche Saverio, e ne faccio finalmente la conoscenza dal vivo.
I primi chilometri di gara sono in discesa, le gambe girano abbastanza bene e anche il ritmo è buono, sono nel gruppetto di testa con i favoriti Walter Sartor e Michele Evangelisti e un'altra manciata di atleti. Corriamo facile, la pendenza favorevole aiuta fino al primo cambio in salita che ci porta nel centro storico di Verduno a lambire il castello per poi ributtarci in discesa verso Roddi. Inizio a perdere contatto coi battistrada, i cinque giorni di stop assoluto da dopo la mezza di Vigone mi hanno comunque appesantito un pò e il percorso non è dei più semplici, inoltre nei tratti a scendere patisco leggermente per il problema al piede e ciò non mi fa correre tranquillo, non riesco a concentrarmi, mi innervosisco. La scenografia però aiuta, corriamo in mezzo a un mare di vigne e nei punti più alti e aperti godiamo di un panorama meraviglioso, vada come vada già questo ha meritato il rischio di partire stamattina.
Oltrepassata la metà gara un'impegnativa salita ci porta a imboccare uno sterrato che attraversa alcune vigne per ritornare sull'asfalto in località Santa Maria, vengo raggiunto e superato da un atleta della Mokafè in gara solo oggi, stiamo insieme per il tratto in discesa poi lui nel piano si avvantaggia poco alla volta. Incomincia un lungo piattone verso Grinzane, inizio ad accusare la fatica, le gambe si fanno pesanti e correre da solo non aiuta. Intorno al diciottesimo mi aspetta in bici Costanza al ritorno dal suo allenamento, due parole di conforto mi aiutano a distrarmi fino all'ingresso in Grinzane, due svolte e so cosa mi aspetta: l'ultimo chilometro e mezzo di gara quasi completamente i salita. Ci ridevo sopra, in mattinata per sdrammatizzare e adesso è lì che mia aspetta. Dietro di me Alessandro Persini, un atleta ossolano in gara entrambi i giorni, è in ritardo di un centocinquanta metri: un vantaggio che anche in ottica di classifica generale voglio conservare fino al traguardo, sarà utile eventualmente domenica partire con qualche secondo di vantaggio sul diretto avversario.
Soffro parecchio ma riesco nel mio intento, la rampa in ciotolato sotto il castello è un muro fortunatamente breve, sul piazzale che si apre sulle colline circostanti è posto il traguardo che taglio dopo un'ora e ventidue minuti.

Un male alle gambe così forse non l'ho mai patito neanche durante le mie partecipazioni alla Traslaval in trentino,... domenica mattina mi sveglio abbastanza indolenzito ma fortunatamente col piede in buone condizioni, è invece il polpaccio che soffre di una leggera contrattura molto probabilmente a causa di un appoggio non ottimale del giorno prima.
Da Monforte, paese di arrivo, il pulman ci porta a Barolo e dal suo castello medioevale sarà data la partenza, prima di salire sul bus butto un occhio sul rettilineo d'arrivo, sale sì ma la pendenza non sembra essere eccessiva. Oggi inoltre è atteso un atleta di prestigio a onorare la gara, è Migidio Bourifa.
La partenza è in leggera salita, dura poco perchè arrivati nella piazza del paese la pendenza diventa favorevole per un paio di chilometri. Il ritmo è tranquillo, la fatica di ieri si fa sentire e il sapere che oggi il dislivello positivo da affrontare sarà maggiore ci fa correre guardinghi.
Migidio scalpita ma da signore rimane con noi scambiando qualche parola. Superato il cartello del secondo chilometro svoltiamo su una stradina che dopo poche centinaia di metri si inerpica in maniera importante per circa un chilometro, il gruppo inizia a sgranarsi e ognuno prende il suo passo. Da qui segue un tratto in falsopiano che ci conduce a Castiglione Falletto, altro strappetto per passare dal castello e poi giù a rotta di collo per un traverso fangoso in mezzo alle vigne inseguiti dalle urla dei volontari addetti al percorso "Andate piano!".
Perdo qualche metro, non voglio rischiare e appena tornato sull'asfalto in leggera progressione mi riporto sotto al gruppetto, le gambe per adesso reagiscono ancora, bene.
Incomincia la parte di gara più impegnativa, dal sesto chilometro infatti la strada, in maniera a tratti più o meno incisiva, sarà in costante salita. Arriviamo a Serralunga, si entra nel borgo fin sotto il portone del bellissimo castello, tempo di bere al volo un bicchere d'acqua dal ristoro e si scende per un sentierino ciotolato molto tecnico.
Sono insieme al'amico Walter Sartor, Migidio sì è involato tranquillo e Michele ci precede di un centinaio di metri. Non riesco a dargli il cambio, gli rimango incollato come un'ombra fino a quando passiamo da Roddino. Il tracciato è stupendo, in questo tratto si apre una vista sulla catena delle Alpi innevate, sulla pianura e sulle colline circostanti. Meraviglioso, da cartolina. Mancano cinque chilometri all'arrivo, adesso la strada finalmente scende ma non posso distrarmi, dietro di me seppur distanziati ci sono i miei diretti avversari per la classifica finale; mi raggiunge un ragazzo della Mokafè di Alba in gara solo oggi, mi incita e sorpassa, io non ne ho proprio più ma la vista in lontananza della chiesa di Monforte che si avvicina velocemente mi conforta.
E' un attimo, una svolta, la strada che per l'ultima volta s'impenna e in fondo il gonfiabile del traguardo. Mi godo queste ultime centinaia di metri e contento per il podio finale confermato concludo la gara in un'ora e trentun minuti in quinta posizione.

Termina così una due giorni veramente entusiasmante, vissuti da me nell'incertezza di una gara praticamente inventata e quasi improvvisata.
Doverosi i ringraziamenti e i complimenti all'organizzatore Massimo Casagrande e a tutto il suo staff della Triangolo Sport che sono riusciti a dar vita a una manifestazione degna di nota: costo di iscrizione contenuto, pacco gara consistente, tajarin party, premiazioni abbondanti, servizio navetta e su tutto due percorsi da favola che hanno valorizzato il territorio delle langhe.
Da rifare, senza ombra di dubbio.

 pochi metri all'arrivo di gara 1

 il castello di Grinzane Cavour, e la rampa finale di gara 1

 podio finale Maratona del Barolo
 
 
 

le foto ufficiali sul sito di EAphoto qui.