giovedì 11 giugno 2015

VAL DI FASSA RUNNING 2015

  

Puntuale come il Natale anche quest'anno sarà Val di Fassa Running, il giro a tappe che ci terrà impegnati per una settimana nella stupenda vallata fassana del trentino, all'ombra dei monti pallidi invidiati da tutto il mondo.

La formula è sempre la consueta e tradizionale delle cinque tappe a partire da domenica 28 giugno col giorno di riposo mercoledì e per finire il gran finale tutto in salita del tappone di venerdì che ques'anno ci porterà ai 2000 mt. della balconata del Ciampedie, già sede dell'arrivo di tappone nel 2009 dell'allora Traslaval.
Diverse novità arricchiscono questa edizione, tra cui lo slittamento della data di inizio di una settimana, un nuovo ufficio stampa, un nuovo speaker :-D e la proposta di una tappa inedita che si svilupperà nella bella valle San Nicolò nel prologo di domenica.
Per quanto riguarda i big da tenere sott'occhio per la vittoria finale sicuramente dobbiamo nomire l'amico Massimo Galliano, vincitore consecutivamente delle ultime quattro edizioni e rientrato alle gare da poco dopo un pit stop chirurgico al tendine d'achile, e la sempre sorridente Ana Nanu, che di sigilli qui ne ha già messi a segno ben cinque. Al maschile, a contendere lo scettro di vincitore a Galliano, ci saranno Andrea Regazzoni (terzo classificato un anno fa), Salvatore Concas (già ai piedi del podio due anni fa e dato in ottima condizione) e Giuseppe Minici, sempre tra i protagonisti alla Val di Fassa Running. Non mancano i volti nuovi, tra cui spiccano quelli del 43enne della Atletica Potenza Daniele Caimmi, che vanta un personale di 2h08'59” sulla maratona e del classe 1990 dell'Atletica Orobie Vincenzo Milesi, ottimo specialista della corsa in montagna. In campo femminile ha già confermato la propria presenza anche la trentina Mirella Bergamo, che s'impose nelle edizioni 2006 e 2013, senza dimenticare la new entry Gloria Marconi (Calcestruzzi Corradini Excelsior), atleta che vanta un personale di 1h09'25” sulla mezza maratona e di 2h29'35” sulla maratona. Da tenere d'occhio anche la giovane Sarah Aimee L'Epee dell'Atletica Settimese, una delle promesse italiane e terza lo scorso anno nella competizione fassana. (http://www.pegasomedia.it/ufficiostampa/comunicato.asp?id=639).

Qui di seguito la presentazione in dettaglio delle cinque tappe per un totale di 56 km di gara (fonte Comitato Organizzatore e http://www.pegasomedia.it/ufficiostampa/comunicato.asp?id=624):

28/6/2015, 1ª tappa
Località: POZZA DI FASSA
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 8400 mt.

La frazione inaugurale, in programma domenica 28 giugno, ha uno sviluppo di 8,39 km e un dislivello di 510 metri. La partenza è allestita al parcheggio della Val San Nicolò in località Saùch, da dove i concorrenti si muoveranno alle ore 9,30. Il tracciato metterà subito a dura prova le gambe dei partecipanti, visto che dopo poche centinaia di metri la pendenza si fa rilevante, imboccando i runner il sentiero numero 640. In meno di 3 km affronteranno ben 400 metri di dislivello quando non avranno percorso nemmeno metà del tracciato. Subito dopo si transita nei pressi del cancello del bestiame d’alpeggio e la ripida salita si trasforma in un’altrettanto discesa verticale, dove bisogna fare particolare attenzione al terreno in argilla rossa, particolarmente insidioso quando bagnato. Da questo momento il sentiero inizia a trasformarsi lentamente da strada forestale nei verdi prati della Val Monzoni, in un suggestivo viale selvaggio in mezzo al bosco, tecnico e impegnativo, che prosegue fino alle mangiatoie. Poi ecco l’ultimo tratto in costante discesa su comoda strada forestale fino all’arrivo, sotto lo sguardo dei maestosi Maerins, creste conosciute dagli alpinisti locali per le difficoltà che presentano a chi le vuole scalare.

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29/6/2015, 2ª tappa
Località: SORAGA
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 12600 mt.


Teatro del secondo atto sono i soleggiati prati in riva al lago di Soraga. Si tratta della frazione più lunga della settimana, visto che i partecipanti devono affrontare 12,60 chilometri e un dislivello di 474 metri. La categoria amatori partirà alle 9, mentre i runner mezzora dopo. Due sono i motivi rendono unica ed anomala questa tappa, caratterizzata da continui saliscendi: il primo è la presenza di lunghi tratti veloci ed asfaltati (circa il 50% del totale), l’altro è la quota del punto più alto, appena 1.450 metri, nonostante il dislivello complessivo di poco meno di 500 metri. Lasciato alle spalle il lago di Soraga, dopo aver superato il ponte di legno sopra l’Avisio, sul breve tratto di pista ciclabile si entra nel bosco, per un primo segmento di salita selettiva su strada forestale. Poi i concorrenti toccano Soraga Alta, da dove imboccano un tratto molto veloce che si sviluppa un po' su asfalto ed un po' su sterrato, dapprima nel centro abitato e poi sul largo sentiero a mezzacosta in direzione sud, verso l’Alpe Lusia, dominando Moena dall'alto. Poco dopo il suggestivo passaggio al fortino della Prima guerra mondiale ecco un altro strappo di circa 300 metri che porta al punto più alto, poi il percorso scende verso l’abitato di Moena. Arrivati alle prime case della Fata delle Dolomiti, si gira a destra per l'ultima salita: 200 metri di dislivello in poco meno di 1 km. Giunti in località Pianac il tempo di recuperare le forze e giù per l'ultima suggestiva discesa in mezzo al bosco, puntando verso Soraga Alta e l'arrivo, dove gli amici del Pian Pian Bel Bel faranno trovare ai concorrenti un ristoro con i fiocchi.
 
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30/6/2015, 3ª tappa
Località: FONTANAZZO
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 11100 mt.


La partenza e l'arrivo sono allestiti nei pressi del parco giochi di Fontanazzo, con orari differenti (9.00 e 9.30). Per i primi 1.800 metri il percorso, su un’ampia strada forestale, è pianeggiante e veloce, per divenire poi un ripido strappetto "rompifiato" lungo 200 metri, che farà la prima selezione, abbinato ad una breve discesa di circa 1 chilometro che porta all'imbocco della salita verso la Val Udai. Invece di imboccare il ripido sentiero che porta al laghetto alpino e al rifugio di Antermoia nel cuore del Catinaccio, i partecipanti dovranno girare a sinistra verso l'abitato di Monzon. Da questo punto inizia il tratto più impegnativo, 3,5 km in costante salita per un dislivello di 300 metri, passando per l’abitato di Mazzin. Alzando lo sguardo si possono ammirare le maestose Cima 11 e Cima 12. Dal sesto al nono chilometro, che prevede due ripide e tecniche discese, si giunge nel fondovalle, attraversando nuovamente il centro di Mazzin e tornando alla partenza lungo la strada bianca che costeggia il torrente Avisio. È la tappa che presenta il dislivello più basso, ma non va sottovalutata.

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2/7/2015, 4ª tappa
Località: ALBA DI CANAZEI
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 12600 mt.


Dopo la giornata di riposto i partecipanti affrontano la tappa che vede partenza ed arrivo ad Alba di Canazei. Un percorso che si dipana nella meravigliosa Val Contrin, in tutto 12,56 chilometri con 298 metri di dislivello. Lo start viene dato nei pressi del piazzale dell'Hotel La Cacciatora, quindi gli atleti scendono per la Destra Avisio, puntando verso Canazei, e attraversano un leggero altopiano, luogo di partenza di tappe del passato sia per quanto attiene alla Val di Fassa Running, sia per quanto attiene alla Traslaval.
Attraversata la strada statale, per un centinaio di metri seguono il corso del fiume sul lato sinistro fino all’imbocco della prima parte in salita, un pendio con un leggero dislivello della lunghezza di circa 2 km. La pendenza aumenta negli ultimi 50 metri, quando i concorrenti incontrano le mangiatoie di Troi di Ladins (al quarto chilometro di gara), dove è allestito il primo ristoro.
Poi seguono la strada forestale che porta verso località Locia Contrin, fino al bivio, dove deviano a destra, imboccando un sentiero nel bosco con caratteristici scalini naturali, che conduce gli atleti a metà della pista da Sci Ciampac. Dopo averla attraversata, i corridori si inoltrano nuovamente nella vegetazione per qualche centinaio di metri. Si tratta di un sentiero particolarmente suggestivo, soprattutto in virtù del transito sopra due ponti di legno, che porta il serpentone fino al chilometro 6,6, quando i concorrenti percorrono la strada sterrata che porta nell’incantevole Val Contrin. I successivi 3 km in falsopiano regolare li accompagnano fino al ponte posizionato prima del Rifugio Contrin, dove è previsto il giro di boa e dove gli atleti devono tenere la destra per consentire il regolare flusso. Il tratto pianeggiante prosegue fino all’undicesimo chilometro, dove inizia la discesa che porta al traguardo posizionato nei pressi dell'Hotel La Cacciatora.

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3/7/2015, 5ª tappa
Località: VIGO DI FASSA
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 11500 mt.


Denominato anche Trofeo Ciampedie il tappone dolomitico è l’ultima frazione della Val di Fassa Running 2015, quella che decreterà i vincitori. Partendo dalla pizza principale di Vigo di Fassa i concorrenti sfilano lungo il sentiero semi-pianeggiante a mezzacosta, che domina dall’alto gli abitati di Pozza e Pera con vista sul gruppo dei Monzoni. Poi si immettono sulla strada bianca che, con un primo ripido tratto, porta sulla pista da sci Vajolet-2. Da qui, immersi in uno scenario da cartolina, le celeberrime vette dei dirupi del Larsec sembrano prenderci per mano per accompagnarci verso il Catinaccio e le Torri del Vajolet. Giunti alla piana di Pian Pecei, crocevia invernale di migliaia di sciatori, si imbocca a destra un comodo e largo sentiero forestale, che porta dritto al rifugio Gardeccia, tappa obbligata per tutti gli escursionisti in inverno e in estate. Si prosegue sul sentiero “sali e scendi”, che in un batter d’occhio porta la traguardo situato sull’altopiano del Ciampedie, punto strategico per godere della vista a 360° delle più famose vette dolomitiche, oltre ai già citati gruppi del Catinaccio e Torri del Vajolet, la maestosa Marmolada, il Sassolungo, La Roda di Vael, le creste del Majare, cima 11 e 12 e gruppo dei Monzoni.

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Io, come sempre, spero di fare bene. Mi sono allenato inserendo diverse salite dure ma corribili come la carrozzabile del monte San Giorgio di Piossasco, la dura salita di strada Santa Lucia-Creusa-Viola sulla collina di Torino e la classica strada comunale di Superga. Soffrirò in discesa, quando questa diventerà tecnica, e dalle voci che mi arrivano ne troveremo due o tre veramente difficili. Cercherò di metterci una pezza dai!
In ogni caso questa parte di trentino è magica per me e vada come vada sarò contento.

E anche quest'anno sarò in valle con molti amici, e uniti tutti insieme nel gruppo A Sarà Düra,... Ma Arivùma! cercheremo di fare bene per la classifica generale dei gruppi con magari un bel tris dopo le ultime due vittorie.
Sotto il tag Val di Fassa Running qui poco sopra a destra tutti i post delle mie precedenti partecipazioni, tappa per tappa; mancano solo quelle dell'anno scorso, ma sarebbe davvero lungo spiegare tutto,...

domenica 7 giugno 2015

2 SANTUARI RUNNING 2015


...e quel "so che non so",...

Si torna a gareggiare nel biellese, a concludere con questa gara che collega il santuario di Graglia a quello di Oropa un ideale trittico composto dalle altre due competizioni in salita che da Biella giungevano agli stessi luoghi, ovvero la Biella-Graglia corsa ad Aprile e la Biella-Oropa del luglio dell'anno scorso. Se aggiungiamo poi anche la bella Biella Piedicavallo, sempre in salita, posso dire di aver fatto un bel poker del biellese.
La gara da tempo mi veniva esaltata per la sua bellezza e particolarità da Sarah e non potevo non andare a testare con gamba la veridicità delle sue entusiastiche parole; il 2 giugno, festa della repubblica, sfruttiamo il servizio pulman della Podistica Torino e in poco più di un'ora siamo a Graglia.
La gara non è semplice, sono diciannove i chilometri che separano i due luoghi sacri ma più che i chilometri è l'altimetria che va saputa interpretare bene. Io mi sono informato bene, grazie a Sarah e all'amico Marco Barp che me l'hanno spiegata per filo e per segno, oltre ad essere andato a curiosare sulle varie attività GC di chi l'aveva già corsa; si parte subito in salita per poi scendere fin a metà gara e di nuovo risalire e continuare su un lungo munta-e-cala fino all'arrivo. Più o meno so cosa mi aspetta,... ma in realtà non so quello che troverò. La mia fortuna è che la prima salita l'ho già percorsa in auto dopo la gara di aprile, per andare a mangiare in una trattoria che si trova li in zona.
La giornata è bella soleggiata, calda ma non troppo umida. Io sto discretamente bene, non sono freschissimo di gambe perchè solo tre giorni prima sono andato a provare una parte del tracciato del rinato trofeo monte Chaberton e scendere di corsa per 1300 metri di dislivello non è che sia l'ideale per preparare una gara, ma la Valdifassa Running si avvicina e tutto il dislivello positivo o negativo che riesco a fare è oro.
Alle 9:30 si parte, e sulle prime rampe già si avvantaggia il forte atleta di casa nonchè azzurro di corsa in montagna Alberto Mosca. Io seguo a una manciata di metri in compagnia di Aldo De Ambrogio e di altri tre atleti. Sto bene, salgo senza troppo affanno e non voglio esagerare, la gara è lunga e non so cosa mi aspetta dopo. L'altimetria fa durare la prima salita quattro chilometri ma dopo neanche tre siamo già in località Bossola dove mi ero fermato a mangiare e so che da qui la strada presenta una pendenza più morbida. Ciò mi rincuora e con passo sicuro detto il ritmo al mio gruppetto mentre Mosca inizia a prendere facilmente il largo.
Terminata la salita si incomincia a scendere per una bella stradina immersa nel verde, la discesa è facile, si riesce a correre molto bene e solo in pochi punti si fa più ripida. Raggiungiamo così velocemente il fondo della vallatina e dopo aver attraversato un ponte dove è presente il secondo ristoro si riprende a salire. E qui una bella sorpresa: infatti so che si sale ma credevo con una pendenza importante mentre invece si presenta una dolce e lunga salita molto corribile. Sto bene, siamo a metà gara e provo a forzare il ritmo. Aldo mi abbandona subito, non riesce a starmi dietro e io faccio la mia gara con buone sensazioni di efficenza. Dopo quattro chilometri la salita lascia spazio a un divertente munta-e-cala tra bochi e pascoli, alcune volte il panorama si apre tra gli alberi e si scorge in lontananza la città di Biella.
Sono solo, non c'è tanto pubblico ai bordi della strada, solo la moto della staffetta davanti a farmi compagnia. Mi godo il momento, come spesso avviene quando si sta bene in gara, non che sia freschissimo e stia facendo una passeggiata, ma le sensazioni sono proprio buone.
In prossimità di Oropa lasciamo l'asfalto per fare un attraversamento molto suggestivo dentro un cimitero, si continua poi ancora poche centinaia di metri sulla carrozzabile per infine sbucare nuovamente sull'asfalto ai meno trecento metri dall'arrivo. Sono trecento metri di salita, piuttosto dura, ma la corro a tutta per onorare il mio secondo posto e il pubblico, adesso numeroso, che mi applaude.

Concludo appunto in seconda posizione con il crono di 1:18' , soddisfatto per aver corso bene nei tratti impegnativi e per essermi gestito benissimo tatticamente; e anche contento di aver scoperto un'altra chicca in questo angolo di piemonte, un bella gara ottimamente organizzata dalla ASD Pietro Micca in collaborazione con la Gaglianico 74: ottimi servizi, percorso completamente chiuso al traffico, bel pacco gara, premi di valore, ristoro abbondante e birra Menabrea a volontà.
Ovviamente,... da rifare!

venerdì 15 maggio 2015

2a 21K BAROLO E CASTELLI DELLE LANGHE 2015

III legge della dinamica: Ad ogni azione corrisponde una reazione pari e contraria.


I giorni immediatamente successivi alla mezza di Varenne, conclusa con pessime sensazioni di gara come si può leggere nel precedente post, sono stati dedicati esclusivamente a recuperare più energie possibili per affrontare al meglio l'ultimo appuntamento di questa prima parte di stagione agonistica a cui tenevo molto, la 21 km Barolo e Castelli delle Langhe perfettamente organizzata dal vulcanico Massimo Casagrande insieme a tutto lo staff di TriangoloSport.
Quando cadi dalla malamente bicicletta hai poi paura a risalire e a pedalare di nuovo, e fuori metafora era questo il mio timore nel gareggiare di nuovo dopo soli sette giorni dalla stonata di Vigone: ricadere in una condizione fisica di grande stanchezza organica che mi avrebbe limitato parecchio nell'esprimermi al meglio sull'impegnativo percorso langarolo; la mia unica possibilità era presentarmi alla partenza il più fresco possibile. La settimana di allenamenti si è così ridotta a quattro uscite cortissime rigeneranti da mezz'oretta con un solo lavoretto il mercoledì pomeriggio consistente in un variato facile da un minuto con ugual recupero svolto bene che mi ha dato una piccola iniezione di fiducia; giovedì ho riposato e mi sono concesso un massaggio per tentare di risolvere un indolenzimento agli ischiocrurali che da tempo mi porto dietro. Solo quaranta i chilometri settimanali, escludendo la gara.

Domenica mattina al ritrovo a Grinzane Cavour la giornata si presenta bella, soleggiata ma anche calda fin dalle prime ore del mattino. Sfrutto insieme a Sarah un passaggio in macchina con Guido e Monica e si va a La Morra, da dove nel piazzale del belvedere verrà data la partenza.
Qualche minuto di riscaldamento, due chiacchiere con gli amici tra cui il favorito alla vittoria finale Michele Evangelisti e via, alle nove e mezza lo sparo di pistola ci lancia per le viuzze del paese.

Parto piano e controllo le mie ultime parole a Guido,.... macchè, qui la mettono giù dura da subito!
Il percorso in questa prima parte è molto favorevole presentando una lunga discesa fino a Verduno e i miei avversari si fanno prendere la gamba correndo a ritmi elevati. Io sono lì dietro, siamo un gruppetto di sei tra cui oltre a Michele ci sono Beppe Masaneo, con cui ci siamo già scornati in parecchie altre gare e il quarantenne Valerio Dotto, in questo ultimo periodo in una seconda giovinezza atletica e altri due ragazzi, uno non lo conosco, è un drago,... corre bene penso tra me.
Davanti si alternano in testa alla gara, io controllo,... ma in certo momenti sembra più stia arrancando. Sono già lì che mi maledico perchè inizio a perdere terreno, di poco ma sono una trentina di metri quando arriva il primo cambio pendenza, una salitella morbida di cinquecento metri. Io sono più efficace e mi ritrovo senza far chissà cosa davanti. Affronto il belvedere erboso di Verduno e continuo, in testa, sulla strada che scende di nuovo verso Roddi. Dietro mi segue Beppe e altri due poco distanti. Corro con un ritmo a me agevole senza forzare, la gara è ancora lunga e le difficoltà sono ancora tutte da affrontare. Mi godo, per quel che posso, il panorama che fa spaziare gli occhi sulle stupende colline che ci circondano. Ricordo che la salita a Roddi è più lunga, un chilometro e mezzo circa con uno strappetto più ripido nell'ultima parte. Memore delle difficoltà che ho visto patire dai ragazzi prima di Verduno provo a forzare ma senza esagerare appena la strada sale per tastare il polso dei miei avversari: allo scollinamento in piazza del comune all'ombra del bel castello mi ritrovo da solo.

Siamo a metà gara, poco meno. Adesso mi aspetta la parte secondo me più dura, cinque chilometri pressochè tutti in salita. Fa caldo, bevo a  ogni ristoro e continuo nella mia fuga solitaria. Il vantaggio aumenta, ma anche la stanchezza inizia a battermi sulla spalla.
A bordo strada c'è Sandro, amico nonchè uno degli organizzatori, due foto e mi dice dietro a sun lì ca tribulu,... sì ma anche io non è che sia una rosa di freschezza. Si passa per una capezzagna in mezzo ai filari di vite,... paesaggisticamente è uno dei punti che mi piace di più. Qui la stanchezza esce prepotente, avverto che rallento il ritmo ma stringo i denti perchè benchè ci sia da affrontare l'ultima difficile rampa in località Santa Maria poi so che mi aspetta un bel tratto in discesa.
Affronto meglio di quel che credevo questa asperità e mi lancio in discesa. Le gambe, galvanizzate anche dal fatto che il vantaggio è aumentato di parecchio girano rotonde ed efficienti sfruttando la pendenza favorevole che intorno a sedicesimo chilometro diventa un lungo e monotono falsopiano che mi porterà fino al bivio in Grinzane da cui partirà l'attacco all'ultima salita di un chilometro e mezzo fin su al castello.

Arrivo all'incrocio sulla provinciale, sinistra poi destra,... inizia l'ultima lunga salita.
Il passo si accorcia, adesso la fatica si fa sentire tutta, anche quella nervosa del stare lì davanti a condurre le danze per più di metà gara. Non so perchè ma non temo questo ultimo sforzo, quasi lo aspettavo. So di essere efficace a salire e non ne avevo paura. Cartello del ventesimo chilometro, si continua a salire,... alzo gli occhi e il castello è lassù, lassù dove devo arrivare. tornante, le urla del publico che arriva dal piazzale, tornantino a destra e ultimo rettilineo. Applausi, tifo, foto, la macchina apripista dietro che suona il clacson a festa.
Ci tenevo,... e arrivo a braccia alzate!

Sono molto contento per questa vittoria, sinceramente non credevo potessi farcela.
Ma devo farmi i complimenti per come ho gestito la settimana pregara, arrivando da una situazione non perfetta, ma soprattutto da come ho gestito la gara, vinta con le gambe e col cuore ma ancor più con la testa. Conoscere il percorso, provato un mese fa mi hai poi sicuramente aiutato.
Per la cronaca qui l'attività su strava, le foto di Monica PH e i risultati su fidalpiemonte.


venerdì 8 maggio 2015

MEZZA DI VARENNE 2015

Uno dei miei appunti annuali preferiti è da qualche tempo la mezza maratona che si corre ai primi di maggio nelle campagne vigonesi, a pochi chilometri da Torino. L'organzizazione perfetta e un bel percorso immerso nel verde, molto veloce e con la caratteristica di attraversare due tra i maneggi più importanti della zona tra cui quello che tieni in pensione il leggendario Varenne, l'hanno oramai resa una classica sempre molto ben partecipata nel panorama torinese.

Io arrivo a questa gara non in perfette condizioni fisiche, sto gareggiando spesso, troppo spesso, e la coperta in questi casi si accorcia drammaticamente tra allenamenti ridotti, gare e recuperi. Ma tant'è,... a certe gare si va per correre col cuore e così domenica mattina sono a Vigone, pronto ad affrontare i due giri del percorso.
Appena arrivo saluto subito l'amico Beppe Audenino, attivo organizzatore della gara che mi chiede se ho voglia di portare la forte atleta valdostana Catherine Bertone a correre sull'ora e quindici per tentare il pb. Un bel onore ma anche un onere, ci proverò gli dico, però poi vada come vada.
La giornata non è bella, il cielo grigio e il tasso di umidità è molto elevato; già finito il riscaldamento sono parecchio sudato. Bevo un paio di bicchieri d'acqua e mi allineo in partenza, tempo di salutare Catherine e si parte! Il ritmo è subito buono e veloce, dovremmo stare sui 3'33'' di media ma i primi chilometri sono più rapidi.
Il percorso lo conosco a memoria, dopo un primo giro di lancio in Vigone si esce dal paese per correre nelle vicine campagne. Le gambe stanno bene, riesco a correre facile anche meglio della recente LMHM ma in men che non si dica la situazione si complica. Inizio a trovare lungo già al passaggio dei primi cinque chilometri, rallento e mi defilo dal gruppetto in cui mi trovo con le prime tre donne per rifiatare un attimo ma poco cambia. Bevo ai ristori e sfrutto tutti gli spugnaggi per contrastare il clima ma all'inizio del secondo giro dopo il passaggio in Vigone la serranda scende giù di colpo. Mi sento vuoto. Per fortuna mi ritrovo con un giovane ragazzo biellese e scambiando due parole riesco a distrarmi e a fare passare il tempo che mi separa dall'arrivo. Le gambe sono pesanti, legnose e arrivare in fondo diventa quasi un'agonia. Ma si arriva.
Con un crono alto, 1:17'50'' e pessime sensazioni porto a casa questa gara. E che mi sia di lezione per il futuro ;-)

mercoledì 29 aprile 2015

LAGO MAGGIORE HALF MARATHON 2015

Quest'anno la LMHM non a potuto svolgersi nella sua data abituale di inizio marzo per la concomitanza con i campionati italiani master di corsa campestre a Torino, e così su veto della fidal Paolo Ottone, presidente della pro-motion società organizzatrice l'evento, ha dovuto ripiegare su una nuova data che tra altri appuntamenti importanti già in calendario e la festività della Pasqua è slittata fino a domenica 19 aprile.

La settimana di allenamenti in avvicinamento non è stata entusiasmante, dopo  la Biella-Graglia ho cercato di ottimizzare il recupero organico correndo solo lenti e inserendo un lavoro di qualità al mercoledì: delle ripetute sugli 800 metri per cercare di velocizzarmi ma che ho svolto con grande fatica fermandomi a 6 prove sulle 8 previste.
Nonostante ciò domenica mattina sento subito durante il riscaldamento con Sarah delle belle sensazioni, con gambe fresche e leggere. Il clima che ci accoglie al lago è poi quello ideale, cielo coperto e temperatura fresca al limite del freddo.
Il percorso è nuovo, inedito per me ma già presentato l'anno scorso; la partenza è a Verbania in direzione di Stresa senza passare dalla monotona zona industriale del tecnoparco, si transita in zona arrivo al quindicesimo chilometro per poi proseguire ancora tre chilometri e dopo aver effettuato un'inversione a U ritornare sulla stessa strada verso il traguardo di Stresa.

Gli iscritti sono più di due mila suddivisi in gabbie dietro il tappeto dello start. Io riesco a posizionarmi bene a ridosso del bel parterre d'elite in cui figurano nomi conosciuti e parecchi atleti del kenia ed etiopia. Tempo di scambiare due parole con l'amico Giuseppe playbeppe Bollini, un in bocca al lupo a Sarah e si parte!
I primi chilometri scivolano via facili, veloci. L'uscita da Verbania sulla statale per Fondotoce è in leggera pendenza favorevole e ciò mi aiuta a correre agile. Tempo che il gruppo si sgrana e mi ritrovo però ben presto da solo, davanti a me ho un gruppetto di una manciata di atleti a poche decine di metri e tento di ricucire il vuoto per accodarmi ma i miei sforzi sono inutili; il distacco rimane invariato e brucerei troppe risorse per tornargli sotto. Butto mezza occhiata dietro e vedo a una trentina di metri Giuseppe affiancato a un altro atleta. Decido quindi di mollare un filo il gas e farmi raggiungere da loro in modo da correre insieme e non stare da solo a battere i ritmo. Si va avanti così per alcuni chilometri fino in località Fondotoce, qui finisce il leggero falsopiano favorevole e incominciano leggere ondulazioni, sulla prima sento che i miei compagni perdono il contatto di qualche metro per poi rientrare subito, chiedo a beppe come sta "non benissimo" mi risponde. Io invece sto bene e mi sento efficace, gli faccio segno di stare dietro e sfruttare la scia ma nella successiva breve asperità a Feriolo i due ragazzi si staccano definitivamente.
Continuo col mio passo, sono entrato a pieno regime e passata la metà gara incomincio a capire che posso fare bene, le gambe girano bene e le sensazioni generali sono molto buone. Raggiungo un atleta sulla salita prima di Baveno e lo passo senza che reagisca, continuo nella mia azione e fino a raggiungere finalmente Stresa. Bello il passaggio tra due ali di folla, a sinistra c'è la struttura metallica dell'arrivo ma a concludere la gara manca ancora un quarto di gara. Vedo il pimpe! gli batto il 5 come ci eravamo promessi in chat giorni prima e mi metto alla caccia di due atleti che già da qualche chilometro stanno perdendo terreno nei miei confronti. La sede stradale è divisa in due corsie, a sinistra c'è quella del ritorno e lì volgo il mio interesse in attesa di vedere sbucare i primissimi in procinto di arrivare. Nel mentre mi distraggo dalla fatica che inizia a farsi sentire calcolando i chilometri che mi mancano al giro di boa guardando i cartelli posti sul mio senso di marcia e quelli sulla via di ritorno; non serve a niente ma mi aiuta a non pensare ad altro.
Ecco apparire la prima gazzella africana scortata da Paolo Ottone in bici, e via via a seguire le altre,... poi qualche faccia conosciuta e finalmente laggiù il giro di boa. L'inversione a U da fastidio alla gambe obbligate a interrompere il ritmo, ma ci do dentro perchè i due che mi precedono sono lì a portata di gamba!
E adesso poi è bellissimo incrociare gli atleti che seguono e fanno il tifo! Doping emozionale! Giù tutto il gas, sono a meno di due chilometri, vedo Sarah e le faccio segno con le dita "tu. sei terza" sicuramente capirà che mi riferisco alla classifica per nazionalità italiana. Sono sotto ai due, li aggancio e li passo in tromba. Adesso sono veramente al limite, sento voci degli incitamenti dai frank,... dai zio,.... alè franchino,... ma  riesco  a rispondere a malapena con un gesto.
Al ventesimo guardo il crono, non l'avevo ancora mai fatto, sono sull'ora e dieci e poco più,.... forse riesco a stare a stare sotto i 74'! E' gara nella gara e laggiù, in fondo, sul traguardo il crono giallo inesorabilmente va avanti tic-tac tic-tac,...

Una lunghissima volata contro il tempo mi fa piombare sul traguardo un solo secondo sotto il muro dell'ora e quattordici, poi arrotondato dal real time in 1:13'58'' di belle emozioni!

sabato 18 aprile 2015

PASQUETTA A NEIVE 2015 + BIELLA-GRAGLIA 2015

Veloce doppio post a raccontare le due gare che ho affrontato nell'ultima settimana.

Il giorno di Pasquetta, 6 aprile, come sempre ho cercato di essere presente a una classicissima competitizione del cuneese a cui partecipo sempre volentieri per la bellezza del percorso che si svolge nell'immediato circondario della colline langarole di Neive. Quest'anno la macchinata è ricca, infatti insieme a me e Sarah ci sono suo fratello Than e da Parma Federica Fotia.
Il tracciato è il solito che prevede una prima salita che da subito dopo lo start ci porta in due chilometri fin su al borgo storico di Neive per poi buttarci in discesa fino ad arrivare a risalire intorno al sesto chilometro per la seconda e ultima volta prima della picchiata finale al traguardo.
Le mie condizioni sono abbastanza buone anche se non eccezionali, corro la mia gara senza grandi pretese ma con gran impegno.
Concludo in sesta posizione assoluta, con un crono di 36'02'' sui dieci chilometri da garmin, di solo 10'' più lento della mia ultima partecipazione nel 2013.

Sette giorni dopo si gareggia di nuovo, nel biellese questa volta e in un manifestazione per me inedita: la "Biella- Santuario di Graglia" dietro l'ottimo consiglio di Sarah.
Il percorso, che mi sono studiato bene prima di affrontarlo tra altimetrie e racconti, prevede dopo la partenza da Biella un primo tratto in leggera discesa per poi dal quarto chilometro presentare una lunga salita di sette chilometri e circa 450 metri di D+. Non conoscendo l'entità della salita parto un pelo accorto tenendomi nel gruppetto inseguitore i primi. Le sensazioni sono buone ma noto da subito che il mio impegno è oltre il normale rapportato a questa prima fase di gara, e pensare che stiamo scendendo! Quando però la strada s'impenna il discorso cambia come era avvenuto alla "Biella Piedicavallo" un mese fa, mi ritrovo a condurre un'azione efficiente e poco alla volta sgrano il gruppo ritrovandomi davanti al diretto inseguimento degli atleti che erano partiti più lesti. Il gap col ragazzo in quarta posizione si riduce sempre più, la salita non è costante ma alternata ad alcuni brevi punti pianeggianti o addirittura in contropendenza che permettono di rifiatare quel giusto e a non far appesantire le gambe. A metà della salita lo agguanto lui non reagisce al mio sorpasso e continuo da solo la caccia al terzo che è là davanti a poche centinaia di metri. Salgo su bene, sempre con un'azione in buona spinta. L'ultimo tratto è il più ripido, saranno sette-ottocento metri piuttosto in piedi, lo sguardo intercetta già la sagoma del Santuario e i cartelli chilometrici posti dalla perfetta organizzazione mi avvisano che manca poco. Tornante a destra, il tifo del pubblico, tornante a sinistra e infine subito a destra. L'arrivo sul piazzale del Santuario,... peccato solo che il ritardo sul terzo era troppo!
Concludo in quarta posizione, molto soddisfatto della mia prestazione e delle sensazioni provate, nonchè per aver trovato un'altra bella gara a me prima sconosciuta.

L'appuntamento da queste parti è al 2 giugno, dove da poco sopra questo arrivo partirà la "2 Santuari Running", gara di 19 chilometri che collega Graglia con Oropa.

 Nei pressi di Neive,...

...e di Graglia!

martedì 7 aprile 2015

TEST PERCORSO 21 KM BAROLO E CASTELLI DELLE LANGHE 2015


Durante la scorsa settima Sarah si era sentita telefonicamente con il presidente della Triangolo Sport Massimo Casagrande, organizzatore della famosa Ecomaratona del Barbaresco di novembre e della prossima 21 km Barolo e Castelli delle Langhe, che non è altro che la prima delle due gare che nel 2013 vennero proposte come Make I Double-La Maratona del Barolo in due giorni per le strade di langa. Durante questo loro contatto c'era stato un reciproco interesse a provare il percorso della gara e così, giovedì mattina di buon ora siamo arrivati a Grinzane Cavour dove ci siamo visti con Massimo e il suo collaboratore Alessandro e poi tutti insieme ci siamo trasferiti a La Morra da dove siamo partiti correndo in direzione Verduno.

La giornata era stupenda, cielo azzurro leggermente graffiato da nuvolaglia, temperatura fresca e una gradevole brezza. Il panorama che si gode correndo su queste strade in giornate come queste è davvero eccezionale: il colpo d'occhio va dalla catena delle Alpi con il Monviso che domina su tutto alle rinomate colline di langa coltivate in modo maniacale a vigna. E propio su queste strade verrà corsa la mezza maratona il 10 maggio che toccherà alcuni tra i più bei paesi della zona caratterizzati dai loro secolari castelli che dominano in cima ai brich le terre sottostanti.
Da un punto di vista tecnico potrebbe sembrare una gara facile con un andamento pressochè a scendere, bisogna però saperla interpretare bene perchè se è vero che la prima parte tendenzialmente scende, la seconda metà invece presenta un continuo munta-e-cala con alcune rampe anche impegnative che potrebbe essere fatale per chi è partito a briglie troppo sciolte. La parte più bella per me? La strada bianca in mezzo alle vigne che si vede nell'ultima foto qui sotto!
Ovviamenti iscritti!

Copio-incollo il mio report di due anni fa:
I primi chilometri di gara sono in discesa, le gambe girano abbastanza bene e anche il ritmo è buono, sono nel gruppetto di testa con i favoriti Walter Sartor e Michele Evangelisti e un'altra manciata di atleti. Corriamo facile, la pendenza favorevole aiuta fino al primo cambio in salita che ci porta nel centro storico di Verduno a lambire il castello per poi ributtarci in discesa verso Roddi. Inizio a perdere contatto coi battistrada, i cinque giorni di stop assoluto da dopo la mezza di Vigone mi hanno comunque appesantito un pò e il percorso non è dei più semplici, inoltre nei tratti a scendere patisco leggermente per il problema al piede e ciò non mi fa correre tranquillo, non riesco a concentrarmi, mi innervosisco. La scenografia però aiuta, corriamo in mezzo a un mare di vigne e nei punti più alti e aperti godiamo di un panorama meraviglioso, vada come vada già questo ha meritato il rischio di partire stamattina.

Oltrepassata la metà gara un'impegnativa salita ci porta a imboccare uno sterrato che attraversa alcune vigne per ritornare sull'asfalto in località Santa Maria, vengo raggiunto e superato da un atleta della Mokafè in gara solo oggi, stiamo insieme per il tratto in discesa poi lui nel piano si avvantaggia poco alla volta. Incomincia un lungo piattone verso Grinzane, inizio ad accusare la fatica, le gambe si fanno pesanti e correre da solo non aiuta. Intorno al diciottesimo mi aspetta in bici Costanza al ritorno dal suo allenamento, due parole di conforto mi aiutano a distrarmi fino all'ingresso in Grinzane, due svolte e so cosa mi aspetta: l'ultimo chilometro e mezzo di gara quasi completamente i salita. Ci ridevo sopra, in mattinata per sdrammatizzare e adesso è lì che mia aspetta. Dietro di me Alessandro Persini, un atleta ossolano in gara entrambi i giorni, è in ritardo di un centocinquanta metri: un vantaggio che anche in ottica di classifica generale voglio conservare fino al traguardo, sarà utile eventualmente domenica partire con qualche secondo di vantaggio sul diretto avversario.

Soffro parecchio ma riesco nel mio intento, la rampa in ciotolato sotto il castello è un muro fortunatamente breve, sul piazzale che si apre sulle colline circostanti è posto il traguardo che taglio dopo un'ora e ventidue minuti. 

Per quanto riguarda gli ultimi chilometri abbiamo infine provato una variante che porterebbe a tagliare il lungo rettilineo piattone che da Santa Maria conduce al bivio sulla provinciale da dove poi inizia la salita finale di circa un chilometro che ci porterà al piazzale ai piedi del castello di Grinzane Cavoer dove sarà posto il traguardo.

Il primo comunicato stampa:
Alba 31 marzo 2015. La primavera porterà agli sportivi del podismo due grandi appuntamenti che di svolgono su già collaudati percorsi nelle colline delle Langhe.
Triangolo Sport, l'associazione organizzatrice, ripropone le due manifestazioni primaverili ,entrambe giunte alla seconda edizione, che all'esordio avevano raccolto positivi e appassionati commenti sia tra i runner piemontesi che tra i molti giunti da diverse regioni italiane e anche dall'estero.
La Barolo e Castelli delle Langhe del 10 maggio si correrà sulla distanza di Km. 21, prevalentemente su asfalto, e attraverserà nel cuore e ai piedi dei loro Castelli, i bellissimi e caratteristici paesi della Langa del Barolo di La Morra, Verduno, Roddi e Grinzane Cavour. Il Ritrovo sarà a Grinzane Castello da dove con Bus Navetta i partecipanti saranno condotti a La Morra sede di partenza, che è posizionata sullo spettacolare Belvedere di Piazza Castello. Un percorso quindi a "scendere" e nello spettacolo delle colline che non mancherà di divertire i partecipanti sino all'arrivo posto sul piazzale del Castello di Grinzane Cavour.
Gli atleti più allenati e amanti della corsa in natura saranno i protagonisti il 2 giugno della Barbaresco-Barolo UltraTrail 50K, Un percorso prevalentemente sterrato, fatto di sentieri, in parte curati, capezzagne, ma anche di tratti aspri e selvaggi nei boschetti di Langa, creste panoramiche con viste mozzafiato e caratteristici saliscendi con un dislivello complessivo di circa 1830 metri e una distanza da percorrere di 50 km per unire i due grandi nobili vini piemontesi in un itinerario impegnativo ma di rara bellezza.
I comuni attraversati sono Barbaresco, Neive, Treiso, Trezzo Tinella, Castino, Borgomale, Benevello, Lequio Berria, Albaretto Torre, Rodello, Sinio, Serralunga d'Alba, Castiglion Falletto, Barolo.

Le iscrizioni sono aperte e si effettuano dal sito di triangolosport.it, e comprendono entrambe anche una camminata libera a tutti, per amici e accompagnatori (rispettivamente a Grinzane e a Barolo). E' previsto un numero massimo di iscritti.
Il calendario 2015 di Triangolo Sport sarà completato dagli eventi autunnali, con Corri sotto le torri Alba nel cuore del 20 settembre per tutti, e poi con la grande Ecomaratona del Barbaresco e del Tartufo Bianco del 1 novembre 2015 per agonisti sulle classiche distanze di Km 42,195 e 21.

Per informazioni consultare il sito www.triangolosport.it o la pagina facebook oppure scrivere a info@triangolosport.it

Vieni a sfidare le Langhe, ti abbracceranno !!!
Qui seguito la traccia del percorso, non ancora definitivo: https://www.strava.com/activities/277973446; il link alla mia esperienza del 2013:  http://lagrandecorsadifranchino.blogspot.it/2013/05/maratona-del-barolo-make-it-double.html e a seguire alcune foto della prova:

venerdì 3 aprile 2015

1a SANTANDER MEZZA MARATONA CITTA' DI TORINO 2015

La scorsa domenica la città di Torino ha visto nascere una nuova gara, organizzata dalla mia società Base Running appoggiata dal main sponsor Santander che dà così il nome a questo inedito week-end all'insegna delle gare, mezza maratona in primis e una 10 km abbinata che si sono corse nella giornata di domenica precedute da un warm up benefico a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo che invece si è corso, o meglio camminato, sabato mattina.

Non nascondo che ci tenevo particolarmente a questa gara, senza l'illusione di fare chissà quale exploit ma fiducioso di correre una buona prestazione, forte della bella prova di soli sette giorni prima alla Biella Piedicavallo e delle sensazioni riscontrate durante gli allenamenti. Ma, ahimè, non avevo fatto i conto con l'oste,...
Domenica mattina piazza San Carlo, il salotto buono di Torino è gremita da circa 2500 runners, pronti a sfidarsi sulla doppia distanza prevista dei 10 o 21 km. La formula è quella del circuito a doppio giro, dal pieno centro della città ci porteremo fino sulle rive del Po, toccandole da entrambe le sponde su corso Casale e poi lungo i vialetti del Valentino, per poi ritornare verso la zona arrivo.
Siamo in tantissimi sotto il gonfiabile della partenza, ma fortunatamente riesco a partire in primissima fila. Speaker, musica, staffette motorizzate,... tutto pronto come sovviene nei grandi eventi: i ragazzi dell'organzizazione hanno fatto veramente un ottimo lavoro!
Allo sparo di pistola un fiume colorato invade via Roma, per poi riversarsi su piazza Castello e da qui su via Po in direzione del grande fiume. Scatto davanti piuttosto lesto, a occhio riconosco i concorrenti impegnati sulla distanza più corta che battono da subito un ritmo forsennato. Parto veloce, forse troppo, ma pensando che i primi chilometri presentano una leggera pendenza favorevole non mi stupisco dei parziali leggermente più rapidi del previsto.
Come ho accennato prima non tutto è andato per il verso giusto perchè fin da subito ho patito di una strana sensazione di pesantezza alle gambe che non mi ha permesso di esprimermi come avrei voluto. Ho così deciso di rallentare un filo il ritmo e sperare che, come mi è già successo alcune volte passata la prima metà di gara, le gambe si svegliassero; e in effetti a conclusione del primo giro ho avuto una buona ripresa, ritrovando una corsa rotonda ed efficace. Peccato però  che sta gioia non è durata tanto, e intorno al quindicesimo chilometro, sui vialetti del mio amato parco del valentino che conosco a memoria sono ripiombato nella situazione precedente, cosa che mi ha fatto definitivamente perdere velleità agonistiche e fatto tirare i remi in barca, con l'unico obiettivo di portare le gambe al traguardo.
Concludo così questa mia opaca prestazione in tredicesima posizione con 1:16'45'', tempo e piazzamento non da buttare ma raggiunti senza belle sensazioni.

martedì 24 marzo 2015

BIELLA PIEDICAVALLO 2015

Anni fa di una gara così di sola salita non l'avrei mai presa in considerazione,... poi i tempi cambiano, si cerca qualcosa di nuovo e soprattutto spinto e convinto da Sarah mi ritrovo ai nastri di partenza di questa storica gara che da Biella porta dopo 19,3 km ai 1000 metri del paese di Piedicavallo in val Cervo. Storica perchè il numero di edizioni sono importanti, ben 35 con quella di quest'anno, a partire da un lontano 1970 e poi rinata nel 2012 dopo dieci anni di assenza.

Domenica 15 marzo la giornata è umida e fredda a Biella, da dove si parte, le previsioni eccessivamente allarmistiche come è consuetudine in questi ultimi periodi prevedevamo copiose nevicate anche in pianura; salire verso il traguado sarà un'incognita.
Durante il riscaldamento non ho buone sensazioni, le gambe accusano un pò di stanchezza e le sento pesanti, credo di non avere ancora digerito completamente il lavoro variato del mercoled' prima su dieci volte i 4'00''. Alla partenza rimango quindi cauto, non conosco il percorso se non nella seconda metà per un allenamento di sopralluogo fatto circa un mese prima e so che a parte il primo chilometro e mezzo in Biella leggermente mosso che presenta anche un veloce tratto in discesa poi per diciassette chilometri sarà tutto un salire.
Mi ritrovo così nel secondo gruppetto di atleti, i primi sono partiti con un passo forsennato e sono già parecchio avanti. In gara le sensazioni fortunatamente migliorano, la respirazione diventa facile e le gambe hanno un comportamento più rotondo nella corsa. Appena si esce da Biella, nell'imboccare la strada che si inerpica per la valle Cervo inizia la vera salita e qui capita che mi ritrovo a essere il più attivo del gruppo ritrovandomi senza volerlo davanti a tutti.
Il plotoncino si sgrana, mi guardo intorno e rimango con altri due atleti con cui affronto questa prima parte di gara. Vorrei tenere un pò il freno tirato, la strada da percorrere è lunga e l'esperienza insegna che se salti in salita i danni sono peggiori di una gara in piano.

Ma oggi la sensazione è quella dei giorni buoni, memento audere semper,... e un ritornello martellante in testa


E non hai visto ancora niente
E non hai visto ancora niente
E non hai visto ancora niente
E non hai visto ancora niente
eppure eppure eppure
milioni di serrature
non riescono a tenermi chiuso
il cuore.

Si va, seguo il mio passo impostato dalla sensazioni e senza strafare ma con una buona efficenza faccio la mia gara. I due ragazzi che mi hanno tenuto compagnia poco alla volta scivolano via, davanti vedo la schiena di un atleta che si fa sempre più vicina, ai lati qualche macchina dei parenti dei partecipanti che si ferma a fare il tifo e poi riparte per fermarsi più avanti.
Poco prima di Sagliano Micca vedo a bordo strada Mauro Riba che incita l'atleta che del Giò 22 Rivera che nel mentre ho raggiunto. Lo passo, non rimane a ruota, vado avanti.
I chilometri scorrono, raggiungo un altro concorrente, due parole in cui gli spiego com'è l'ultimo parte del percorso, rimaniamo insieme per un tratto poi anche lui si attarda. Arrivo allo spiazzo dove avevamo parcheggiato nel sopralluogo, mancano sette chilometri più o meno, da qui conosco la strada, sto bene ma questo mi rincuora ulteriormente. Nel mentre inizia a fare qualche goccia di pioggia ma poca roba, alzando gli occhi c'è nebbia bassa e scampoli di neve, bello. Sto bene, temperatura perfetta e abbigliamento azzeccato.
Si passa dal bel paesino di Rosazza, mentalmente sono già proiettato in avanti sul percorso,... rettilineo, cartello Piedicavallo, ponte, svolta a sinistra, ultimi 800 metri di salita impegnativa. 
Ottimo ci siamo quasi, le gambe sono stanche ma il giusto, cartello dei 18 km manca poco anche se l'ultimo tratto di salita un lungo rettilineo inframezzato da una semicurva che non ti fa vedere il gonfiabile dell'arrivo è veramente duro.
Il ritmo si abbassa, passi corti e frequenti, dai che sono arrivato, butto un'occhiata dietro dove sono in tre che salgono bene ma anche se si aiutano e io sono da solo manca davvero poco.
Due ali di folla, Claudio Piana a fare lo speaker, numero di pettorale e il mio nome,.. e scopro solo adesso di essere ottavo assoluto, ultimo degli europremiati.

Il crono si ferma a 1:14'35'' per 18,5 km da Garmin di questa bella gara, particolare ma veramente bella, organizzata in modo esemplare e che meriterebbe una partecipazione più numerosa consona a un tale evento.
Da rifare sicuramente!

venerdì 20 febbraio 2015

MEZZA DEL CASTELLO 2015 VITTUONE

Dopo aver provato per la prima volta la mezza di San Gaudenzio tre settimane fa, domenica scorsa insieme a Sarah ci siamo recati a Vittuone, nel primo hinterand milanese, per provare quest'altra gara, inedita per entrambi ma già alla sua undicesima edizione.

La giornata è fredda, le macchine a Torino sono ricoperte da un leggero strato di neve caduta nella notte e durante il viaggio in autostrada la situazione peggiora con alcuni momenti di nevicata fitta.
All'arrivo a Vittuone per fortuna non nevica, ma piove a tratti e la temperatura si assesta sui 3 gradi, sarà una gara bagnata e fredda,... mmmmh.
Ritiro pettorali, preparazione, veloce riscaldamento, bagno e via in partenza. Qualche defezione per il maltempo ci porta in circa 900 dei mille iscritti a numero chiuso dietro la linea dello start. Allo sparo attraversiamo una rotatoria e imbocchiamo uno stradino che ci porta poi su una stretta ciclabile. Ho freddo, la crema e i guanti non bastano a evitare le mani bagnate e ghiacciate. Mi concentro sul ritmo da tenere in queste prime battute e studiare un attimo al situazione e qui che vedo una conoscenza virtuale straviana che diventa in questo istante reale: è il forte Massi Milani con cui scambio due parole veloci e in comune accordo continuiamo affiancati in questa avventura.
Non riesco a scaldarmi bene, provo dolore fisico alle dita delle mani, tolgo e rimetto i guanti, le sbatto-le muovo ma niente. Cerco di evitare le pozzanghere che però in alcuni punti occupano tutta la sede stradale e ti obbligano a guadare bagnandoti scarpe e piedi,... che tempo da lupi!
Tra schizzi e brontolii arriviamo al decimo chilometro, il ritmo è buono, l'impegno giusto anche se percepisco che la bassa temperatura mi sta frenando nell'azione di corsa. Per fortuna il percorso è uno tra i più veloci che abbia mai corso, lunghi rettilinei come piacciono a me e altimetria da biliardo.
Con Massi si corre bene, ci aiutiamo a vicenda. Poco dopo il quindicesimo mi dice che è in linea per abbassare il suo pb sulla distanza che è di pochi secondi sopra i 76', bene mi dico, faccio due conti veloci e capisco che il margine c'è ma è molto risicato, siamo sull'ordine di una ventina de secondi a grandi linee e poco prima prima dell'arrivo c'è da affrontare l'unica asperità del giorno che è una passarella in salita che bypassa il rondò della provinciale.
Continuiamo in buona spinta quest'ultimo quarto di gara, verso il diciottesimo noto che il mio compagno di avventura ha una leggera flessione nel ritmo. E' qui che si giocano le mezze! Il freddo e la corsa un pò legnosa mi stanno procurando degli affaticamenti muscolari più intensi del solito, fossi da solo tirerei i remi in barca ma voglio aiutare a Massi ad agguantare il suo obiettivo; mi metto davanti e gli batto il ritmo per questi ultimi faticosi minuti.
Siamo sull stradino percorso all'andata, svolta a sinistra, salitella scivolosissima sulla passarella in legno, breve discesa e finalmente il traguardo!
Ci abbracciamo, nono posto in 1:15'50'' per me e un pb da 1:15'51'' per Massi, la sua felicità per aver agguantato la sua miglior prestazione oggi per me vale più di qualsiasi medaglia.

Equilibrismi,... Disegnando le curve a un grande Massi Milani