Succede a volte che la preparazione per forza di cose non rispecchi in toto ciò che in principio era previsto; così mi è capitato che in questa ultima settimana da pochi giorni conclusa nonostante sia seguita ai sette giorni di scarico le sensazioni di corsa non si siano rivelate delle migliori. Martedì mi aspettavano le ripetute lunghe 2-3-4-3-2 km che ho però abbandonato alla conclusione della terza prova, corsa non rotonda e poca voglia di testa. Giovedì speravo di riscattarmi correndo un bel lunghissimo ma la temperatura di 32° alle ore 18 del pomeriggio non mi ha aiutato. Sono partito lo stesso cercando di mantenere un ritmo più lento del previsto per far fronte al forte tasso di umidità e raddoppiando le bevute ai
turet ma a nulla è servito: dopo 1:35' rispetto alle 2:15' programmate conscio che iniziavo a trascinarmi mi sono fermato.
A questi giorni non entusiasmanti da un punto di visto sportivo è seguito però un bel week end nuovamente fuori porta. Con
Costanza infatti sabato pomeriggio siamo andati a Domodossola in quanto domenica avrei partecipato alla
Sgamela'a nella vicina Val Vigezzo; in serata siamo stati ospiti a cena a casa del folletto Pimpe che ringrazio ancora per l'eccellente ospitalità.
Domenica mattina il ritrovo è a Santa Maria Maggiore nei pressi del centro dello sci di fondo, appena arrivo trovo subito
Oliver, poi poco alla volta mi incontro con tutti i blogger presenti:
Kikko,
Pimpe,
Furio,
Patty e solo dopo la gara incrocio
Stefano mentre purtroppo non ho avuto modo di far la conoscenza di
Hal.
Poco più di una decina di minti di riscaldamento e alle 9:30 si parte per questi 26 chilometri abbondanti che si articolano su è giù per la valle. Per quel che mi riguarda non è ovviamente una gara finalizzata a se stessa ma inserita nel cammino di avvicinamento a Carpi, ma voglio fare bene e godermi questa manifestazione che si corre in un bel scenario.
La partenza è cauta, cerco di mantenere un impegno vicino al presunto ritmo maratona ma il percorso ondulato non mi facilita nel tenere un ritmo costante. Scambio due parole con Costanza che mi segue in bici e le dico che le gambe non girano ancora rotonde, ma la gara è lunga e spero in un miglioramento come spesso mi capita. Primo giro nel centro di Santa Maria Maggiore per ripassare in zona partenza e portarsi verso Druogno. Mi ritrovo in decima posizione e poco alla volta incomincio pur mantenendo un passo uniforme a sorpassare alcuni concorrenti, tanto che dopo dieci chilometri sulla salita che porta a Toceno riesco ad agguantare il gruppetto del terzo, quarto e quinto atleta. Mi accodo a loro per respirare un attimo, non conosco il percorso ma so che mi aspetta un'ulteriore salita più lunga che porta a Villette: difficile interpretare una gara così mossa e lunga, è meglio non strafare. La contentezza di essere piazzato bene e di riuscire a correre bene si annulla nella mulattiera che da Toceno ci riporta sulla strada asfaltata, già non sono stambecco a salire figurarsi a scendere ma in questo caso mi limitano parecchio le caviglie. Sugli appoggi imprecisi e in discesa soffro tantissimo, ogni passo è un fastidio e devo per forza rallentare per gravare meno sulle articolazioni. Ci rimetto un sessanta/settanta metri in qualche centinaio di discesa ma non mi perdo d'animo, vedo i tre là davanti e provo a tornare sotto sfruttando la lunga salita che porta a Villette. Guadagno qualcosa ma dopo Re dobbiamo affrontare un'altra discesa e che mi fa di nuovo perdere metri e questa volta definitivamente. Insorge anche un leggero fastidio allo stomaco ma nulla di preoccupante, il tracciato adesso è per lo più sullo sterrato che ricalca il percorso invernale dello sci di fondo. Molto bello il passaggio in Malesco tra due ali di folla così come il tratto finale di gara nervoso e mosso immerso nel bosco che ci porta finalmente al traguardo.
Concludo in
sesta posizione dopo 1:45' di corsa questa bella gara a ragione ben frequentata.