mercoledì 21 settembre 2016

14a MARCIALONGA 2016


"Io ci provo Matteo, rischio. Non ho voglia di restare da solo gia da adesso". "E' ben quello che pensavo mentre venivo a prenderti".

Insieme a Sarah raggiungiamo l'amata val di Fassa al venerdì sera in modo da poterci godere, oltre che la gara, anche qualche giorno di relax fino a mercoledì.
Domenica mattina la giornata è ben diversa da quella dell'anno scorso quando le punte delle montagne erano spolverate di neve e l'aria pungente; oggi un clima caldo, quasi anomalo per essere i 4 di settembre, ci accoglie a Moena tanto che il riscaldamento si può già tranquillamente effettuare in pantaloncini e canotta. Negli attimi prima di questo, durante la preparazione e la consegna delle borse, ci incrociamo con l'amico di Trento Matteo.
Ci eravamo salutati il giorno del tappone finale della VdFR promettendoci di rivederci in questi giorni per un caffè visto che non era sua intenzione correrla, poi mi racconta di un cambio di programmi ed eccolo qui anche lui in scarpette e pettorale spillato pronto a correre i 26 chilometri della Marcialonga Running che da Moena lungo un discesa leggera ma costante prima della salita finale ci porteranno a tagliare il traguardo in centro a Cavalese, unendo idealmente la val di Fassa con la val di Fiemme all'ombra delle belle montagne dolomitiche patrimonio dell'Unesco.
Anche quest'anno, (forse l'ultimo? chissà) posso usufruire per i risultati conseguiti nelle passate edizioni di un pettorale basso che mi permette di portarmi in griglia pochi attimi prima che il giudice di partenza dia il via.
Non ho ancora chiara quale sarà la mia tattica di gara, pensando all'anno scorso quando ero partito più accorto per dei noiosi fastidi articolari alle caviglie devo dire che sto sicuramente meglio, e anche il confronto con gli allenamenti svolti è positivo. La gara però è lunga e luglio e agosto per me sono sempre due mesi difficile da gestire parlando di allenamenti per la morsa del caldo umido che attanaglia Torino e la necessità di rifiatare dopo una prima parte di stagione sempre molto impegnativa.
Non sapendo dunque cosa fare,... improvviso. Allo sparo il gruppo di atleti si lancia sulla larga via centrale di Moena, i primi top si involano velocemente mentre un gruppetto più nutrito che fa da contorno alle prime donne mi precede di una decina di metri. E' un attimo, decido di accodarmi a loro e vedere quale ritmo intendono tenere in questa prima parte di gara. Usciti da Moena, poco prima della grande rotonda si svolta brevemente a sinistra per imboccare la pista ciclabile. Sfrutto la curva per buttare un occhio dietro e vedo che il distacco con gli atleti più prossimi a noi è già ampio, solo Matteo sta ricucendo il gap e dopo poche centinaia di metri mi raggiunge. "Ho fatto fatica a raggiungerti" mi confessa e io gli dico che proverò a rimanere lì fino a che ne avrò: "Io ci provo Matteo, rischio. Non ho voglia di restare da solo già da adesso". "E' ben quello che pensavo mentre venivo a prenderti".
La nostra corsa continua così fino all'ingresso in Predazzo, qui il plotoncino a seguito di una palese accelerazione della Toniolo si sgrana, io perdo quasi contatto e così dietro a me Matteo, "tu vai non aspettare me" sento da lui dietro ma in realtà io sto cercando di limitare i danni, la gara è neanche a metà e sto correndo dall'inizio a un ritmo sostenuto. Usciti dal paese si riprende la ciclabile che taglia i larghi prati tra Predazzo e Ziano di Fiemme, per me è un momento di leggera flessione tanto che intorno al tredicesimo chilometro il mio compagno d'avventura ricuce nuovamente il gap; si corre di nuovo affiancati, la ritrovata compagnia mi rinvigorisce e con nuova linfa copriamo i chilometri di asfalto oltrepassando in successione i paesi di Ziano, Panchia e Tesero. Arriviamo a Masi di Cavalese dove c'è il tappeto per la rilevazione cronometrica del passaggio alla mezza, non guardo il garmin e passo oltre, sono gli ultimi momenti di falsopiano a scendere e c'è da iniziare a trovare le residue energie oltre che la motivazione per affrontare l'ultimo tratto di quattro chilometri tutti di salita.
Salita che inizia dopo lo stretto zig-zag del sottopasso pedonale che ci porta al di là della statale, curva a destra e si sale! Al cambio di pendenza le gambe reagiscono bene, dopo i primi istanti in cui la sensazione è quella di correre sul posto riprendo a essere efficiente nel correre i primi tornanti su asfalto per poi passare su sterrato.
Sono stanco, indubbiamente, ma sto bene. Mi sto divertendo e ringrazio per essere lì in quel momento a faticare come un matto. Si ripassa su asfalto, un strappo più impegnativo che svolta a destra e poi di nuovo lo sterrato, gli zii Sandra e Stefano a fare le foto e il tifo, il passaggio nella vecchia galleria della ferrovia dove sorpasso un atleta con le forze al lumicino e poi fuori per entrare in Cavalese. Una svolta a sinistra in discesa e infine su, sul rettilineo finale.
E voilà: dopo 1:37'15'' taglio il mio sesto traguardo alla Marcialonga Running. Soddisfatto? Sì dai, non ho raggiunto l'obiettivo che avevo in mente o meglio il desiderio di stare sotto l'1:36', anzi ho corso anche una quarantina di secondi più lento dell'anno scorso, ma le buone sensazioni provate in gara e tutto il clima che si respira in questa manifestazione non possono che lasciare un buon ricordo.

Dopo qualche istante arriva Matteo e poi pian piano tutti i 1300 iscritti a questa bella gara che mi regala col ventitreesimo posto in generale un insperato ultimo gradino del podio di categoria e un graditissimo trofeo in cirmolo dopo quello vinto nel 2013. "mi devi offrire una birra che mi hai portato via il podio" mi dice scherzando Matteo,... e birra sia!
Si conclude così, vicino allo stand della Forst questa bella giornata di sport e amicizie, mentre per me e Sarah invece ci aspettano ancora due giorni nella magica valle, col pensiero al prossimo appuntamento agonistico che ci riporterà a breve in trentino (strano nè?!)
Tutti i risultati della manifestazione qui.


venerdì 22 luglio 2016

MAPEI DAY 2016

Neanche il tempo di recuperare le forze dall'impegno della Val di Fassa Running che eccomi nuovamente pronto a gareggiare nella gara che mi ha visto all'esordio l'anno scorso e che mi ha subito conquistato: la Mapei Day ovvero la classica salita ciclistica da Bormio al passo dello Stelvio fatta,... di corsa! Per dare l'idea di cosa rappresenta solo due veloci numeri: 21,1 km per 1550 metri di dislivello positivo, dai 1225 mt. di Bormio ai 2758 del passo, in poche parole una mezza maratona su una rampa di lancio!
L'anno scorso fu la mia prima partecipazione, una vera e propria scoperta di una gara a me nuova per la sua particolarità, e quest'anno ero preparato a cosa mi attendeva e per certi versi ciò mi tranquillizza.
Durante la settima trascorsa a Torino dopo il rientro dalla val di Fassa non ho corso molto, gambe giustamente stanche e un clima pessimo molto umido che fa passare la voglia di correre; la sensazione durante questi giorni è che il recupero non sia stato completo.

Con Sarah arriviamo sullo Stelvio venerdì pomeriggioe trascorriamo il sabato a goderci un bel fresco e l'aria sottile della quota. Domenica mattina la giornata è bella alla partenza a Bormio, cielo terso e temperatura calda. Poco prima dello start piacevole ritrovo con Ana e Solerte anche loro reduci del giro fassano.
Alle 8e50 si parte. A differenza della passata edizione il via non viene dato subito ma veniamo accompagnati per circa duecento metri fin di fronte alle terme di Bormio dove per tradizione incomincia la salita e dove sono piazzate le antenne per il rilevamento dei chip.
Sono in prima fila ma al via vengo immediatamente sorpassato da parecchi atleti che hanno avuto un avvio molto rapido tanto che mi giro a destra e sinistra e stupito mi domando se sanno che gara stiamo andando a fare. Iniziano a ronzarmi nel cervello le parole che mi ha detto Ana pochi minuti fa, fino al quinto chilometro devi dormire,... Affrontando i primi larghi tornanti si incomincia a mettere dislivello sotto le suole e ad allontanarci da Bormio. Fa caldo e pur non abbandonando la mia sana abitudine nel fare le traiettorie più redditizie in curva cerco di stare nei punti più ombreggiati.
Si esce da Bormio per addentrarci nella valle del Braulio, la pendenza c'è ma non è eccessiva, scambio due parole con un ragazzo a me sconosciuto ma che indossa la canotta del Roata Chiusani giusto per distrarmi un attimo dalla gara che è solo all'inizio. Guadagno qualche posizione nei confronti di chi probabilmente ha calibrato male le forze in partenza, sto bene cavolo! Vorrei osare qualcosina in più ma Ana continua a ripetermi in testa fino al quinto chilometro devi dormire,... e dormiamo, se così si può dire. Raggiungo un ragazzo che riconosco subito dallo stile impettito e che l'anno scorso sorpassai intorno al decimo chilometro, due parole anche con lui che mi confessa che quest'anno è fuori forma e continuo per la mia strada arrivando nella zona delle gallerie. Questo è l'ultimo tratto con una pendenza ancora accettabile prima di arrivare al sinuoso zig-zag della strada che si appoggia al versante della montagna detto spondalunga.
Sto ancora bene, continuo alla spicciolata a sorpassare qualche concorrente oltre che ai camminatori e ciclisti presenti sul percorso. Affronto bene i tornanti della spondalunga, la mente vola allo scorso anno quando proprio in questo punto incominciai una bella progressione che mi portò a un gratificante risultato finale e spero che anche quest'anno qui possa esserci la chiave di volta della mai gara. Dopo il ristoro del decimo chilometro la pendenza si addolcisce per un lungo tratto che taglia il pianoro di pian del grembo. Raggiungo, dopo che erano nel mirino da diversi minuti, due atleti che corrono affiancati e supportati da un conoscente in bicicletta. Mi accodo e con loro arrivo fino al cartello dei -5 chilometri all'arrivo. Per un curioso effetto prospettico notato nei giorni precedenti al superamento di questo cartello si apre alla mia destra la visuale sulle costruzioni presenti al passo. Da qui abbiamo così un riferimento visivo di dove dobbiamo arrivare e in questo momento sinceramente non è tanto di aiuto. La stanchezza infatti incomincia a prendersi gioco di me e quando la strada riprende a salire più ripida accuso i primi segnali di fatica. Ma non mi faccio prendere dal panico, lascio proseguire i due e prendo un passo consono alla situazione.
Siamo alti, la quota si fa sentire e anche il sole picchia forte dietro la schiena, sono assetato e il sudore non fa in tempo a bagnare la canotta che si asciuga. Giungo al bivio con il valico svizzero, un pò di tifo intorno all'ultimo ristoro e via ancora su per gli ultimi tre chilometri di gara.
Nel mentre già da diversi chilometri ci stanno superando i ciclisti in gara impegnati sullo stesso percorso e che sono partiti mezzora dopo di noi, anche loro come noi col volto tirato alla conquista del traguardo oramai vicino.
Gli ultimi due chilometri sono eterni, sono al limite e non ho quasi più nulla da offrire alle mie gambe per farmi arrivare lassù. Piano piano col mio passettino corto e rapido affronto gli ultimi tornanti, il cartello dell'ultimo chilometro è una benedizione, la mente è un filo annebbiata dallo sforzo ma sono ancora abbastanza lucido per godermi questi ultimi momenti di gara.
Ai -300 metri c'è il nostro albergo semicurva a sinistra e ultimo tornante secco a destra sul rettilineo finale.
E' fatta! Due passi barcollando per prendere la medaglia e anche questo Stelvio è stato domato!

Concludo questa mia esperienza in tredicesima posizione assoluta col tempo di 1:52'16'', i quarantacinque secondi impiegati in più rispetto al 2015 sono il segno tangibile della difficoltà avuta nella seconda parte di gara che però sono riuscito a gestire ancora bene.
La giornata termina infine nel pomeriggio in piazza a Bormio dove ci saranno tutte le premiazioni e l'arrivederci dei bravi organizzatori all'edizione 2017. Ci sarò!

la strada che si inerpica sulla spondalunga vista da sotto e da sopra con anche il tratto delle gallerie

lunedì 18 luglio 2016

LA MIA VAL DI FASSA RUNNING 2016

Difficile concentrarsi e ripercorrere mentalmente i gironi trascorsi in val di Fassa in occasione della Val di Fassa Running, i primi giorni del rientro sono sempre pervasi da un forte senso agrodolce di malinconia, quello che io chiamo mal di Fassa. Eh ma sei sempre lì mi dite spesso,... beh ci sarà un motivo no?!
Come l'anno scorso io e Sarah riusciamo a raggiungere la valle al mercoledì sera, così che nei due giorni seguenti riusciamo tra mattino e pomeriggio a fare con tranquillità i sopralluoghi di ben quattro delle cinque tappe del giro, già opportunamente tracciate e balissate dagli organizzatori. Tralasciamo solo Moena, sulla carta la gara più facile.

Domenica 26 giugno, 1a tappa: Alba di Canazei - 9,8 km
La prima tappa del giro ci porta ad Alba di Canazei dove il percorso originario è stato parzialmente modificato all'ultimo momento per una concomitante gara di mtb.
Il meteo che da il benvenuto al popolo della VdFR oggi è pessimo, i nuvoloni neri che oscurano il cielo scaricano giù un bel acquazzone a mezz'ora dal via. Fortunatamente il tutto dura pochi minuti e ci permette di fare un minimo di riscaldamento e poi partire senza grossi problemi.
Dalla partenza presso il Tobià del Zelì ci dirigiamo verso Canazei sulla ciclabile asfaltata in leggera discesa, il ritmo è subito alto e io cerco di non forzare da subito memore di quello che mi aspetta. Dopo circa cinquecento metri si svolta a destra e si presenta la prima salita del giro, subito dura, prima su fondo erboso che poi si trasforma in un bel sentiero immerso nel bosco. Prendo immediatamente il mio passo e incomincio a superare alcuni atleti, la pendenza è feroce e si assesta su una media del 25%, riesco comunque a correrla tutta fino all'imbocco dopo circa ottocento metri di una forestale in leggera discesa che ci fa rifiatare. Riaggancio una conoscenza con cui abbiamo partecipato al giro dell'Elba a maggio, due parole e poi prendo vantaggio sfruttando la pendenza favorevole. Il fondo sterrato è bello e riesco a tenere un buon passo, ma neanche un chilometro di divertimento che è gia ora di risalire. Un volontario a braccia larghe indica l'imbocco di un sentiero in salita, che è più corta e un pelo più dolce della precedente e riesco a rosicchiare diverse posizioni nei confronti di altri atleti che mi precedevano. Terminata questa seconda ripida rampa si ripassa su una forestale sempre in salita ma ben corribile; siamo alti, sui 1800 metri di quota e riusciamo a godere di un bel panorama sulla Marmolada e sulla punta Vernel di fronte a noi grazie al temporale che ha lasciato momentaneamente spazio a squarci di azzurro nel cielo.
Al quinto chilometro la strada incomincia a scendere, siamo sempre su una larga forestale fino a che ci indirizzano su un morbido sentiero ricoperto di aghi di pino che si inoltra nel bosco in un veloce e facile munta e cala. Da qui poi prendiamo nuovamente la forestale e quindi un tratto asfaltato che ci porta nella borgata di Lorenz, dove affronto una difficile discesa su ciotolato in cui riesco a scendere bene anche se bagnato grazie all'eccelelnte grip delle scarpe che mi regalano una sicurezza in più.
Infine siamo nuovamente su asfalto per l'ultimo veloce chilometro che ci riporta a tagliare il tragurdo di fronte al Tobià del Zelì.
Concludo questa prima tappa di inizio giro in dodicesima posizione assoluta, le sensazioni sono state abbastanza buone e la mancanza di discese tecniche mi ha permesso di correre bene senza difficoltà, cosa che invece era successa l'anno scorso proprio nella tappa inaugurale.
La mia gara su strava qui,
Le foto ufficiali della prima tappa sul sito qui e il video qui.

Lunedì 27 giugno, 2a tappa: Pozza di Fassa - 9,5 km.
Il secondo giorno la gara ci porta a Pozza di Fassa nei pressi del Sunny Bar in località Fraine. L'altimetria di oggi è un bel panettone, con una sola lunga e ripida salita e una discesa molto corribile con solo due punti piu tecnici ma piuttosto brevi.
Alla partenza mi ritrovo nel gruppo di testa che è partito calmo, ci dirigiamo verso l'abitato di Pozza e dopo essere transitati vicini al padiglione delle manifestazioni attraversiamo il paese per portarci sulla ciclabile sterrata in leggero falsopiano a scendere. Al terzo chilometro la pendenza cambia e si imbocca il ripido sentiero che in due chilometri ci porterà in localita Pociace.
Durante la ricognizione ne giorni precedenti aveto notato che la prima metà di salita benchè ripida era corribile mentre la seconda che incominciava dopo aver intersecato una carrozzabile aveva un fondo meno regolare. Riesco quindi a correre bene la prima parte tenendo anche, per i miei parametri, un buon ritmo mentre nella seconda parte sono costretto ad alternare la camminata a passo svelto e schiena bassa alla corsa a passi cortissimi.
Arrivati finalmente a Pociace si svolta a destra e giù veloci per una bella forestale. Sto bene e mi diverto, mettendo nel mirino l'amico svizzero Alberto che riesco ad agganciare e superare dopo qualche centinaia di metri. Durante la seconda tappa di solito si incominciano a vedere i valori in campo e le dinamiche di corsa prendono forma, e intuisco che sarà con Alberto che mi giocherò il posto in classifica generale: lui più efficace sulla salita dura e nelle discede tecniche mentre io più pericoloso sul piano e discese corribili.
La giornata oggi è stupenda, un bel cielo terso e una temperatura fresca, il panorama di cui riusciamo a godere durante la nostra fatica spazia dalle vette del Catinaccio al gruppo del Sassolungo.
La discesa continua fino in prossimità della pista da sci Aloch che noi non affrontiamo ma continuiamo con un paio di tornantini sulla forestale per poi prendere un ripido e tecnico sentiero percorso di solito dalla gara di mtb Val di fassa Bike. Qui sono un pelo in difficoltà, scendo cauto anche perchè le pietre sono ancora bgnate dalla pioggia della notte, mi sorpassano Alberto e un altro atleta che tengo però a distanza ridotta una volta che il sentiero diventa più facile. Terminata la discesa sbuchiamo nuovamente a Pozza che riattraversiamo velocemente su asfalto. Adesso è il mio terreno e infatti rapidamente mi rifaccio sotto al ragazzo che mi aveva sorpassato nel tecnico, riuscendo a passarlo sullo sterrato qualche metro prima del traguardo.
Anche oggi ho provato buone sensazioni correndo piuttosto bene e ben interpretando la tappa, grazie anche al fatto che il recupero tra ieri e oggi è stato ottimale sia a livello organico che muscolare.
La mia gara su strava qui,
Le foto ufficiali della seconda tappa sul sito qui e il video qui.

Martedì 28 giugno, 3a tappa: Fontanazzo - 12,9 km.
Dopo le prime due tappe il giro entra nel vivo, le gambe iniziano a essere stanche e le tattiche di gara fondamentali.
La bella spianata del parco giochi di Fontanazzo in riva al torrente Avisio ci accoglie per prendere parte alla terza, e più lunga, tappa. La giornata è stupenda, cielo terso e temperatura perfetta. Come detto la distanza da affrontare oggi è la più lunga di questo giro, sono poco meno di tredici chilometri che si snodano su entrambi i versanti della vallata; due le salite e due lunghi tratti pianeggianti.
Alla partenza dopo poche centinaia di metri su asfalto si attraversa la statale e incomincia subito la prima asperità di oggi, la salita è lunga un chilometro e mezzo e i primi duecento metri sono molto ripidi. Io sto bene, prendo subito il mio passo corto e di frequenza salgo affiancato da altri atleti. Man mano che si continua a salire guadagno qualche posizione ma sempre senza forzare e col pensiero che la seconda salita che andremo a correre sarà molto più difficile, voglio quindi arrivare ad attaccarla in condizione di ancora relativa freschezza. L'ultima porzione di salita è più morbida e dopo lo scollinamento seguito dal passaggio su un piccolo guado incomincia la bella discesa su comoda forestale dove posso far girare bene le gambe e mettere nel mirino l'amico Alberto che come prevedibile in salita si era avvantaggiato, anche se non di tanto.
Si scende veloci e velocemente arriviamo nel paese di Mazzin, siamo nuovamente ma per poco su asfalto, si attraversa l'Avisio e via a destra sulla forestale che lo costeggia in direzione nord verso Pozza di Fassa. Qui siamo in un leggerissimo falsopiano a scendere e il ritmo di corsa ne usufruisce gli effetti, non forzo anzi cerco di mantenere un passo poco più impegnato di quello di una corsa media e nonostante ciò mi avvicino per poi sorpassare Alberto: credo rimanga a ruota ma invece non sarà è così. E' invece l'amico Andrea "Spuffy" Soffientini che sfruttando le sue ottime qualità da stradista ricuce agevolmente il ritardo che aveva accusato in salita e letteralmetne mi svernicia quando già in lontananza vedo i volontari a presidio del bivio per la svolta a salire.
Secca girata a sinistra e si risale! Dopo qualche metro su un viottolo erboso nuova svolta questa volta a destra a imboccare il sentiero che ci porterà in località Pian dei Pigui, adesso ci aspettano due chilometri e mezzo ripidi in un bel sentiero in mezzo al bosco. Si ritorna a correre a passetti ridotti, lungo il sentiero alcuni brevi tratti mangia-e-bevi danno un leggero sollievo.
Sento da dietro arrivare Alberto e Michele e si forma così un piccolo trenino insieme a una quarto atleta che avevo raggiunto e superato. La pendenza si fa più dura nella parte finale e il sentiero si attorciglia in numerosi zig-zag.
Alberto passa, ne ha di più sul duro ma so che manca poco al punto di ristoro che è posto sullo scollinamento.
Sbaglio strada, o meglio conoscendo il percorso seguo i camminatori che come sempre incontriamo durante la tappa dal momento che partono mezz'ora prima di noi, facendo una linea diversa, da dietro mi richiamano all'ordine e con un veloce traverso in mezzo alle ortiche torno sui miei passi.
Due bicchieri d'acqua fresca al ristoro e giù in picchiata su una bella forestale che mi pare un'autostrada. In men che non si dica passo Alberto, che all'arriverò mi confessare di non essere in giornata, e adesso sì che non mi risparmio, il più è fatto e a parte un piccolo dentino non ci sono più grosse difficoltà per oggi. La discesa scorre veloce, mi diverto e ai meno 3 km dall'arrivo affronto l'ultima corta asperità del menù odierno. Finita questa mancano solo più due chilometri in leggero fallsopiano a salire che da Campestrin ci riporta a Fontanazzo a tagliare il traguardo sotto il gonfiabile rosso.
Una bella tappa oggi, dura ma bella! Averla provata nei giorni precedenti è sicuramente stato utile per affrontarla e interpretarla al meglio, un piccolo aiuto per me sono sincero.
La mia gara su strava qui,
Le foto ufficiali della terza tappa sul sito qui e il video qui.

Giovedì 30 giugno, 4a tappa: Moena - 9,4 km.
Il giorno seguente a quello di riposo il popolo colorato della Val di Fassa Running si ritrova a Moena per una tappa che sulla carta è abbastanza facile, quasi interlocutaoria in vista della grande fatica che farà da padrona domani. La giornata è bella, cielo pulito e temperatura tiepida ma io mi sento tanto bene e addirittura soffro il freddo. Mi assale un pò di ansia temendo di essermi ammalato ma durante il breve riscaldamento e dopo un paio di allunghi percepisco che posso difendermi anche in queste condizioni di non perfetta forma.
Il percorso di oggi è veloce, si parte in direzione nord, prima su sterrato facile e poi sulla ciclabile in asfalto che a settembre ci vede correre la Marcialonga Running. La pendenza favorevole fa sì che il ritmo è piuttosto elevato fin da subito, io tengo botta e corro abbastanza bene questi primi quattro chilometri. Poco dopo il quarto chilometro arriviamo al cospetto dell'unica asperità del giorno: una salita su un sentiero stretto immerso nel bosco. La pendenza non è impossibile, si corre agevolmente seppur a ritmo ridotto, inoltre nel chilometro di sviluppo ci sono un paio di spianate che fanno respirare. Il sentiero in salita termina intercettando una bella forestale in discesa che ci riporta in direzione di Moena. Anche in questo tratto corro bene recuperando immediatamente il gap che avevo subito da Alberto per poi avvantaggiarmi. Dalla forestale poi si ritorna per l'ultimo chilometro su sterrato già corso in partenza e quindi al traguardo nei pressi del parcheggio Nevalge.
Una tappa facile oggi, un bel riscaldamento per il gran finale di domani.
La mia gara su strava qui,
Le foto ufficiali della quarta tappa sul sito qui e il video qui.

Venerdì 1 luglio, 5a tappa: Campitello di Fassa>Col Rodella - 7,5 km.
E siamo giunti alla fine di questa avventura dolomitica. Cinque giorni di gara che sembrano lunghi e difficili ma che trascorrono sempre troppo velocemente.
Prima però di mettere la parola fine al giro manca ancora una tappa, la più dura, il famoso e temuto tappone che come di consueto è di sola salita.
Quest'anno gli organizzatori non hanno voluto farci mancare nulla tracciando un percorso veramente impegnativo, a mio parere fin troppo. Avendolo già provato in escursione con Sarah so quello che mi aspetta e non so fino a che punto sia un bene. Fatto stà che venerdì mattina dal piazzale della funivia di Campitello di Fassa gli occhi di tutti sono puntati lassù, ai 2400 metri di quota  del Col Rodella che si staglia bello pulito in un cielo azzurrissimo ben 1000 metri più in alto delle nostre teste. In zona partenza ho la bellissima sorpresa di incontrare Matteo, già compagno del giro l'anno scorso e a settembre alla Marcialonga Running, oggi presente solo per questa sparata all'insù.
Il percorso di soli sette chilometri e mezzo si può suddividere in tre tratti, il primo di tre chilometri dalla partenza e poi lungo la val Duron fino all'imbocco del sentiero per il rifugio Pertini. Da qui la seconda parte, la più dura di due chilometri per 530 metri di dislivello e infine dal Pertini fino all'arrivo l'ultimo step, il più scenografico e meno ripido.
Alla partenza siamo tutti molto cauti, e a velocità ridotta lasciamo il paese di Campitello per imboccare su asfalto la val Duron; siamo già in salita, ma facilmente corribile.
Superato il ponte sul ruf de Duron la pendenza si fa più severa e si passa sullo sterrato della forestale che risale tutta la vallata. I ritmi sono per forza di cose lenti, i passi corti e rapidi, il respiro sempre alla ricerca del maggior ossigeno possibile. Ognuno corre per sè, qui non c'è tattica o ce n'è molto poca, qualcuno indietreggia e qualcun altro più efficiente tra cui io risale di qualche posizione il gruppo che si è sgranato.
Cerco di calibrare le forze anche se è ben difficile, su salite così ripide sembra sempre di andare fuori giri da un momento all'altro. Fin alla località Fraines tutto bene ma manca poco all'inizio dell'inferno e infatti dopo qualche centinaia di metri dalla baita rifugio Fraina i volontari ci indicano la svolta a destra: si lascia la forestale e incomincia il duro e ripido sentiero.
Decido di continuare a tenere un passo di corsa, se così si può chiamare, fin dove riesco. Il procedere è reso difficoltoso dal fondo molto irregolare e a tratti pietroso oltre che dal fatto che poco alla volta recuperiamo tutti i camminatori anche oggi come di consueto partiti una mezz'ora prima di noi.
Alcuni di loro più reattivi e attenti si fanno da parte, altri già in difficoltà ci obbligano a qualche zig zag.
Corro all'incirca per il primo terzo di salita prima di scegliere la solita alternanza tra corsa e camminata. E' in questo momento che mi passa Matteo, due parole di conforto e ognuno per la sua strada. Nel tratto conclusivo del sentiero il bosco si dirada e rimaniamo all'aperto, alla nostra destra si inizia a scorgere il profilo del Col Rodella mentre alzando gli occhi di fronte a noi sono le alte pareti del Sassolungo a farla da padrone.
Fatico tanto, sbuffo come un cinghiale e per quanto riesca a difendermi discretamente in salita qui la pendenza è troppo proibitiva per le mie caratteristiche, siamo a livello di vertical.
Mi raggiungono gli amici della Podistica Torino Fabrizio e Sergio, manca poco al rifugio e proseguo con loro per questo difficile tratto. Dopo due tornantini su fondo molto ghiaioso sbuchiamo al rifugio Pertini, tempo di bere un bicchiere d'acqua e via a destra sul sentiero più largo e comodo che corre lungo il perimetro del gruppo del Sassopiatto e Sassolungo.
Le gambe gonfie di fatica non rispondono immediatamente al nuovo stimolo per correre, ma il grosso è fatto e la voglia di arrivare laggiù al colle è tanta.
Fabrizio e Sergio si allontanano di qualche decina di metri ma rimangono a tiro, poco alla volta la mia corsa diventa nuovamete efficace e sfrutto alcuni tratti in contropendenza per rilanciare il ritmo stando attento agli escursionisti presenti sul sentiero.
Poco prima di arrivare al rifugio Friedrich August mi raggiunge anche Andrea che mi chiede dove sia l'arrivo, io per la stanchezza non riesco a fiatare ma gli indico con la mano la direzione, ancora in su dove in lontananza si può vedere l'arco gonfiabile rosso.
Superato il Friedrich August al bivio svoltiamo a destra per l'ultima dura rampa di trecento metri. Un muro sterrato che per quanto ripido lui e stanco io voglio correre tutto.
A raccontare non si riesce a rendere l'idea, chi magari frequenta i posti sa cosa intendo. Con un'azione che potrebbe sembrare una corsa sul posto riduco centimetro dopo centimetro la distanza che mi separa dal tragardo vivendo un pò quelle emozioni che si dice viva il maratoneta negli ultimi centonovantacinque metri di gara.
Quando avevamo fatto la ricognizione con Sarah le avevo detto, "sai, quando saremo qui venerdì saremo felici ma allo stesso tempo tristi perchè tutto starà per finire". E infatti è proprio così, la stanchezza lascia il posto alla gioia per aver concluso il giro ma nel contempo una prima velatura di malinconia incomincia a nascere. Per quanto voglia far dilatare questi attimi sospeso nelle mie emozioni mi ritrovo con la medaglia da finisher al collo.
E' fatta! Anche questo giro è stato portato a termine.
In questa ultima prova ho patito come prevedevo più del dovuto, perdendo una posizione in classifica generale pur mantenendo inalterato quella di categoria.
La mia gara su strava qui,
Le foto ufficiali della quinta tappa sul sito qui e il video qui.

Concludo questa mia ottava participazione al giro in dodicesima posizione assoluta, il tentativo accarezzato durante la terza tappa di rientrare nella top-ten purtroppo non ha avuto successo; onore agli amici con cui ho battagliato in gara ma sempre col sorriso!
In campo assoluto è il forte Alex Baldaccini che vince questa diciottesima edizione sul vincitore dell'anno scorso e compagno di squadra Vincenco Milesi. Chiude il podio il grande amico Massimo Galliano, gli anni passano ma quando la strada punta verso il cielo lui è ancora lì a dire la sua!
In campo femminile purtroppo si è registrato l'abbandono dopo la prima tappa della sempre solare Ana Nanu per un problema muscolare che si trascina da tempo, lasciando campo libero a Serafini, Scarselli e Sarah a salire sul terzo gradino del podio.
Piccolo miracolo per il nostro team "A sarà düra... Ma Arivùma!" che a ranghi ridotti al minimo sindacale agguanta una seconda posizione dietro agli amici sempre presenti della Gang dell'Umbria; grazie a Lorena, Jonathan, Sarah e Andrea Spuffy per la simpatia e l'aiuto!
Sempre bravi gli organizzatori capitanati da Francesco Cincelli che anche quest'anno sono riusciti a proporci un bel giro con tappe sempre diverse e nuovi scorci fassani da scoprire e i circa cinquecento partecipanti totali sono la giusta ricompensa ai loro sforzi.
  
Un'altra Val di Fassa Running è terminata, nella torrida Torino chiudo gli occhi e mentre inizio mentalmente un lungo countdown per il 2017 cerco di immaginare e assoporare il profumo di dolomia,.... in pieno mal di Fassa.

Le classifiche finali sul sito della gara qui;
tutti i vari comunicati stampa e le classifiche tappa per tappa sul sito pegasomedia qui.

i top

 il trop 

 il tappone finale

 sulle tracce della prima tappa,...

 ... e dell'ultima
 
 ricognizione a Pozza di Fassa,...

 ...e a Fontanazzo

 Altro che mare,...: Lido Fontanazzo!

 
A sarà Dura,... ma Suma Arivà anche quest'anno! Guest Star Ana e Solerte!

mercoledì 1 giugno 2016

VAL DI FASSA RUNNING 2016


E si diventa maggiorenni! Quella di quest'anno sarà infatti la diciottesima edizione del giro podistico a tappe della val di Fassa, la quinta della nuova gestione Val di Fassa Running dopo le prime tredici Traslaval.
La formula rimane invariata, cinque tappe inframezzate da un giorno di riposo che ci porteranno a correre, divertirci e faticare sui bei sentieri e strade forestali che si snodano tra i boschi e paesini della valle dolomitica. Quest'anno sarà il Col Rodella la sede di arrivo del tappone finale, che raggiungeremo dopo esserci arrampicati per 1050 mt. di dislivello su un sentiero particolarmente impegnativo!

Copio incollo il primo comunicato stampa di quest'anno: 
Cinque giorni di gara, con partenza della prima frazione da Alba di Canazei il 26 giugno e arrivo ai 2.413 metri del Col Rodella il primo luglio, all’altezza del rifugio Des Alpes, scelto come sede di arrivo del tappone che incoronerà i vincitori dell’edizione 2016. Sono queste le coordinate della 18ª Val di Fassa Running, il giro podistico a tappe più popolare d'Italia, che quest'anno si svilupperà sulla distanza complessiva di 52,3 km, con circa 2.800 metri complessivi di dislivello.
Il comitato organizzatore presieduto da Francesco Cincelli, alla costante ricerca di nuovi scenari per soddisfare i requisiti tecnici e paesaggistici che da sempre caratterizzano la manifestazione, è riuscito ancora una volta ad allestire un percorso adatto sia alle caratteristiche tecniche dei runner che puntano alla classifica sia alla passione dei tanti podisti che approfittano dell’evento fassano per trascorrere una settimana all’insegna dello sport e della montagna, con la possibilità di prendere il via anche come “camminatori”.
La 18ª Val di Fassa Running scatterà domenica 26 giugno alle 9.30 (partenza unica) da Alba di Canazei, con una frazione lunga 12,65 km e con un dislivello di 610 metri. La seconda tappa di lunedì 27 giugno sarà più breve e meno impegnativa rispetto alla precedente e avrà in Pozza di Fassa la sede di partenza e arrivo: lo start verrà dato alle 9 per i camminatori e alle 9.30 per i podisti, chiamati a coprire 9,70 km e un dislivello di 360 metri.
Martedì 28 giugno, invece, sarà Fontanazzo a fungere da cuore pulsante dell'evento, con il via della terza frazione in programma sempre alle 9 per i camminatori e alle 9.30 per i podisti. I chilometri da percorrere, in questo caso, saranno 12,90 km, per un dislivello di 610 metri. Mercoledì 29 giugno sarà giornata dedicata al riposo per i concorrenti, che lasceranno spazio ai giovani podisti di età compresa fra i 5 e i 13 anni della Mini Val di Fassa Running (ore 17.30 a Pera di Fassa).
La competizione riprenderà giovedì 30 giugno da Moena, quartier generale della quarta e penultima tappa, che si presenta come la meno impegnativa delle cinque sotto il profilo altimetrico. L’orario di partenza sarà il medesimo delle tappe precedenti (9 per i camminatori e 9.30 per i podisti) e il percorso misurerà 9,40 km, con un dislivello di 230 metri. Sarà comunque una giornata importante, che precederà il gran finale: l'ultima fatica della 18ª Val di Fassa Running scatterà da Campitello di Fassa, sede di partenza (sempre alle 9 e alle 9.30) del “tappone” conclusivo con arrivo sul Col Rodella. La distanza da coprire sarà di 7,55 km, conditi però con un dislivello di ben 1050 metri, destinati a lasciare il segno tanto nelle gambe quanto nella classifica finale.
Intanto, è in pieno fermento la corsa al pettorale, con le iscrizioni disponibili online nell'apposita sezione sul sito ufficiale dell'evento www.valdifassarunning.it. Per quanti volessero partecipare a una sola tappa, ci sarà la possibilità di iscriversi alla singola giornata di gara in zona di partenza, entro le ore 9. Per gli atleti della categoria runner è obbligatorio il certificato medico.
Il comitato organizzatore, da sempre attento a tutto, ha predisposto anche una serie di servizi, tra cui quello di animazione per i bambini (età minima 3 anni) che seguiranno in loco i genitori impegnati in gara, il servizio massaggi gratuito attivo ogni giorno prima e dopo la gara e l'area di sosta convenzionata per i camper allestita al camping Catinaccio Rosengarten di Pozza di Fassa, con servizio di trasferimento in zona di partenza delle tappe e ritorno. (fonte Ufficio Stampa Pegasomedia http://www.pegasomedia.it/ufficiostampa/comunicato.asp?id=1155)

Chi saranno i favoriti a contendersi la vittoria finale? Difficile dirlo, in attesa che vengano resi noti gli atleti top che si giocheranno il podio di sicuro sò che ci saranno gli amici Massimo Galliano, già vincitore di quattro edizioni e lo scorso anno sul secondo gradino alle spalle del giovane Vincenzo Milesi e la sempre sorridente ed esperta di giri a tappe Ana Nanu, plurivincitrice qui in valle.

Massimo in azione durante il tappone finale del 2015 sul Ciampedie.

Di seguito la presentazione più dettagliata delle cinque tappe, per un totale di circa 52 chilometri e 2800 metri di dislivello (fonte Comitato Organizzatore http://www.valdifassarunning.it/it-it/lagara/programma.aspx):

26/6/2016, 1ª tappa
Località: ALBA DI CANAZEI
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 12600 mt. 

La frazione inaugurale in programma domenica 26 giugno ha uno sviluppo di 12,65 km e un dislivello di 610 metri. La partenza è allestita presso il Tobià del Zelì nei pressi del Palaghiaccio di Alba. I concorrenti partiranno alle 9.30 in leggera discesa in direzione sud, attraversata la strada statale all’ingresso di Canazei si correrà lungo il torrente Avisio fino a raggiungere la Piscina, da là si inizia la salita inizialmente in paese e poi lungo la pista di sci in direzione Lupo Bianco. Attraversata la passerella si imbocca sulla destra una strada sterrata che sale gradualmente fino a raggiungere il 5 km. Da li si scenderà per altri 2 km fino a raggiungere una piccola radura da dove parte un sentiero ripido in mezzo al bosco di 1,5 km che porterà nei pressi del primo pilone della nuova funivia Doleda. Da questo momento il sentiero si trasforma in forestale in discesa ben corribile fino alla frazione di Lorenz e Verra per poi scendere su ripido ciottolato fino a Penia alta e da li su strada asfaltata fino al traguardo.

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27/6/2016, 2ª tappa
Località: POZZA DI FASSA
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 9700 mt.

Teatro del secondo atto sono i soleggiati prati in località Fraine. Il dislivello della seconda tappa è di 360 metri e la distanza di 9,7 km. La partenza dal Sunny Bar sarà in direzione Pozza di Fassa con passaggio al Padiglione Manifestazioni si entrerà in Pozza di Fassa in direzione sud si passerà dalla zona termale e a seguire nel bosco. Al 3 km si lascerà la forestale per prendere un bel sentiero marcato in salita per circa 2 km fino a raggiungere località Pociace. Posto da cui si potranno ammirare le vette del Catinaccio e del Latemar. Li sarà posto il giro di boa, si tornerà verso Pozza prima su forestale in leggera discesa e poi su sentiero in discesa tecnica in mezzo al bosco percorso nel mese di settembre dalla Val di Fassa Bike. Il sentiero sfocia sulla pista Aloch e poi allo stallone “Vacia Neigra” a seguire si raggiungerà sempre in discesa il paese transitando vicino alla chiesa di S. Nicolò, poi sui prati di Meida Alta e da lì in 1 km all’arrivo.

 
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28/6/2016, 3ª tappa
Località: FONTANAZZO
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 12900 mt. 


La partenza e l’arrivo sono allestiti nei pressi del parco giochi di Fontanazzo. La distanza di 12,9 km il dislivello è di 610 metri. In partenza si entrerà subito nel paese e attraversando la statale si andrà in salita per circa 1,5 km fino a Barcia Veja. La forestale da questo punto avrà pendenze meno aspre e porterà verso Dona e poi in discesa a Mazzin, si farà il sottopasso e si raggiungerà la forestale dove in inverno passa la Marcialonga. Da questo punto per 2 km la forestale in leggera discesa permette di fare velocità fino a poco prima del ponte di Pera dove si imboccherà un sentiero sulla sinistra. Si entrerà nel bosco e in salita su sentierino suggestivo per circa 2 km si raggiungerà Pian dei Pigui dove sono stati trovati resti archeologici di insediamento dell’età del rame. La gara a questo punto scenderà su forestale corribile portandoci nuovamente all’altezza di Mazzin. Raggiunta la forestale della Marcialonga in 3 km si rientrerà a Fontanazzo.

 
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30/6/2016, 4ª tappa
Località: MOENA
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 9400 mt.

Dopo la giornata di riposo i partecipanti affronteranno la tappa che vede la partenza ed l’arrivo a Moena. Il dislivello è di 310 metri e la lunghezza di 9,4 km.  Lo start verrà dato nei pressi del centro plurifunzionale Navalge, si scenderà lungo il torrente Avisio in parte su sterrata e in parte lungo ciclabile fino a Forno per uno sviluppo di 4 km. Passato il ponte in legno si imboccherà la forestale a sinistra che dopo 600 metri si trasformerà in un sentiero stretto e ripido in mezzo al bosco in direzione Lusia verso la forestale che fu oggetto della tappa di Moena del 2014. Al 5,5 km si raggiungerà la forestale e inizierà la discesa su sterrato per 2 km. Di fronte per chi non sarà troppo impegnato
nella corsa ci saranno da ammirare dei bellissimi scorci del Sassolungo e del Catinaccio. Raggiunto il fondovalle lungo ciclabile si rientrerà a Moena. Questa tappa è stata studiata come interlocutoria e sciogli gambe prima del tappone di venerdì. 


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1/7/2016, 5ª tappa
Località: CAMPITELLO DI FASSA
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 7500 mt.

Denominato anche Trofeo Col Rodella il tappone dolomitico è l’ultima frazione della Val di Fassa Running 2016. Partenza nei pressi del bar Ischia a Campitello e arrivo in cima al Col Rodella con un dislivello totale di 1050 metri e una lunghezza di 7,55 km. Subito dopo lo start ci sarà da fare l’attraversamento del paese fino alla prima rampa di salita denominata “Lasta” in direzione val Duron. Già dai primi assaggi si capirà la severità delle salite che ci attendono. Passata la Baita Fraina a circa 2 km dalla partenza si imboccherà una carrabile molto ripida che porta al rifugio Pertini. La via verso il rifugio sarà di 2,5 km molto suggestiva con passaggi su ponticelli e ruscelli. Arrivati al Pertini posto a 2300 metri
di quota vi troverete immersi nelle Dolomiti dell’Alta Fassa. Sassopiatto e Sassolungo a sinistra che si possono quasi toccare, Sella di fronte e Marmolada a destra. A questo punto su sentiero ondulato si raggiungerà il rifugio F. August da dove partirà l’ultima rampa per la vetta dove vi attenderà la meritata medaglia.

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Che dire per concludere, anche quest'anno sarà una bella festa in valle: oltre alla gara in sè sarà anche l'occasione per trascorrere una settimana di ferie in un posto magnifico e per ritrovarsi con tanti amici.
Spero di fare bene, mi sto allenando per questo anche se come sempre il mio punto debole saranno le discese tecniche,... cercherò di limitare i danni e metterci una pezza per quanto possibilie nei tratti a me più favorevoli. Purtroppo però poco si potrà fare per la speciale classifica per team dopo tre anni anni in cui abbiamo l'abbiamo sempre vinta; in questa edizione infatti saremo a ranghi ridotti col gruppo A Sarà Düra,... Ma Arivùma!, pazienza.
Se qualcuno avesse ancora possibilità di iscriversi non perda l'occasione, vi garantisco che ne rimarrete soddisfatti! E per incuriosirvi vi invito a cliccare il tag Val di Fassa Running qui poco sopra a destra tutti i post delle mie precedenti partecipazioni, tappa per tappa.
Per tutte la altre informazioni il sio della gara è www.valdifassarunning.it e qui si può scaricare la brochure.

mercoledì 25 maggio 2016

GIRO PODISTICO ISOLA D'ELBA 2016


Una forma di competizione che mi è sempre piaciuta è quella del giro a tappe, dal mio primo nel 2007 delle langhe e roero all'ultimo concluso da pochi giorni sull'isola d'Elba dove dal 16 al 22 maggio ha preso vita la ventiseiesima edizione del Giro Podistico Isola d'Elba.

Dopo l'esperienza vissuta nel 2010 (qui le cronache delle varie tappe con le mie considerazioni finali: 1a, 2a, 3a, 4a, commenti) ho voluto riprovare a parteciparvi, nella speranza di trovare una gara rinnovata e fresca. La trasferta con la preziosa compagnia di Marco B, Sarah e suo fratello Than incomincia domenica col viaggio verso l'isola, traghetto e presa in possesso della stanze all'hotel Frank's di Naregno, una sgambata poi in serata per riprendersi dal viaggio e primi incontri con gli altri concorrenti iscritti, tra tutti l'amico e habituè dell'isola Pimpe.
Lunedì mattina non contenti facciamo un breve uscita pregara per ambientarci al clima, tanto la gara prenderà il via solo alle 21:15 a Portoferrario, dopo la batteria, solo per oggi, riservata alle donne e agli over-65.
Come di consueto la prima tappa è un circuito cittadino di circa tre chilometri da ripetere due volte tra le viuzze del centro storico di Portoferraio, si parte come detto un quarto d'ora passate le nove di sera, il tracciato è nervoso, ricco di svolte e di cambi di pendenza, modesti per carità ma quanto basta per spezzare spesso il ritmo. Io corro bene, le sensazioni sono quelle di una corsa impiccata per forza di cose ma concludo abbastanza soddisfatto in sesta posizione questo mio primo impegno; il giro è appena iniziato e i giochi sono ancora tutti da fare. Qui la mia attività su strava e qui la classifica 1a tappa.


Trascorse neanche 12 ore da questa prima sgasata il popolo del giro si ritrova con le scarpette allacciate dietro la linea di partenza della seconda, inedita, tappa. Siamo a Lacona, per la prima volta protagonista al giro.
La partenza è all'interno di un camping, usciti dal quale imbocchiamo subito una salita su sterrato che in breve tempo ci porta a godere di un bel panorama sul mare. Salgo su bene, la strada forestale è bella e in buone condizioni tanto che riesco a correre agevolmente con le mie Boston da strada. Si corre immersi nella macchia mediterranea, la giornata è di sole pieno e la vista eccezionale anche per un non amante del mare come me. Il momento esteticamente più bello a mio parere sarà quello a metà percorso circa quando iniziato un tratto in discesa lo sguardo abbraccia il mare con l'isola di Montecristo e l'inconfondibile profilo piallato di Pianosa.
Sto bene, corro quasi sempre da solo e mi godo il percorso, incitato in quei frangenti in cui incontro i camminatori che partono una ventina di minuti prima di noi. Dopo una seconda salita si va a riprendere la strada forestale percorsa all'andata, mancano due chilometri tutti in discesa, stacco il cervello e felice mi lancio verso il traguardo che taglierò anche oggi in sesta posizione senza alcuna variazione in classifica generale. Qui la mia attività su strava e qui la classifica 2a tappa.


Il terzo giorno la carovana si sposta a Rio nell'Elba, nel 2010 la prova fu modificata per maltempo, oggi per fortuna la giornata è nuovamente bella e così si potranno affrontare le prime vere salite: sarà quella detta delle Panche la più impegnativa.
Si parte in discesa, oggi le prime tre donne si danno battaglia spietata e a spron battuto affrontano in testa il primo chilometro di gara. Dopo la discesa una prima facile salita ci riporta in paese e transitando dal traguardo imbocchiamo la dura asperità delle Panche. Prendo da subito il mio passo, corto e frequente per affrontare questo muro lungo un chilometro con una pendenza media del 14%. Raggiungo Luca Giraudo, una nuova e bella amicizia nata proprio qui al giro, due parole e continuo per la mia strada.
Allo scollinamento si svolta a sinistra da dove incomincia un lungo tratto in discesa, bella e corribile. Il pensiero è però quello di interpretarla bene perchè finita questa picchiata in giù ci aspetta una seconda e lunga salita. Mentre scendo in compagnia di un atleta che riconosco giornaliero dal colore del pettorale vedo mesto a bordo strada l'atleta Benini, che aveva dominato le prime due tappe e guidava la classifica generale. Per lui i problemi alla gamba che ci aveva raccontato in albergo sono stati evidentemente insormontabili tanto da obbligarlo al ritiro. Guadagno così una posizione in generale, anche se a nessuno piace farlo così.
Terminata la discesa siamo nuovamente sulla salitella fatta nel giro di lancio, all'incrocio anzichè rientrare in paese si prosegue per la seconda e più lunga salita, più morbida ma le gambe iniziano a essere stanche. Salgo in ogni caso su bene, incrociando i camminatori che sono già sulla via del ritorno essendo questo un tratto va-e-vieni. Nel punto più alto c'è il giro di boa, prendo l'elastico "testimone" da un ragazzo dello staff e di nuovo giù in discesa, godendomi le traiettorie ma stando molto attento agli atleti che sono ancora impegnati a salire. Concludo la gara in quarta posizione e come anticipato salgo in quinta in quella generale. Qui la mia attività su strava e qui la classifica 3a tappa.


Giovedì è giorno di riposo e al mattino andiamo a fare un allenamento defaticante sulla strada pianeggiante che da Capoliveri porta verso le miniere abbandonate, sarà la stessa che parzialmente percorreremo nell'ultima tappa.
Capita però che mentre scendiamo verso il mare Sarah si inciampa e cade a terra procurandosi diverse escoriazioni. Fortunatamente cade quasi da ferma e dopo un primo momento di spavento per il ginocchio ferito e una mano molto dolorante possiamo riprendere il rientro verso l'auto, sperando che i postumi della caduta le permettano di correre le ultime due tappe.
Il giorno successivo a questo di riposo movimentato ci ritroviamo tutti a Campo nell'Elba per la penultima e più lunga tappa. Lo speaker ce la spaccia per dodici chilometri ma saranno ben oltre i tredici e mezzo quelli da percorrere.
Anche oggi alla partenza le ragazze si danno battaglia serrata, io mi ritrovo nel gruppetto battistrada e in queste prime battute soffro, come spesso mi accade nella giornata successiva a quella di riposo, di una sensazione di gambe pesanti.
Dopo un paio di chilometri di pianura inizia la salita in direzione dell'entroterra, Luca si attarda da subito e io insieme a Boroni inseguiamo Galizzi e Battelli che hanno guadagnato qualche metro. La salita è bella, lunga ma di medio impegno e si corre agevolmente. Terminata questa non c'è un vero e proprio scollinamento ma un tratto pianeggiante leggermente mosso che ci porta fino a un bivio da dove incomincerà il tratto di discesa verso il paese di Campo.
Provo a stare attaccato al mio diretto avversario ma ha la gamba più veloce e così poco alla volta si avvantaggia nei miei confronti. Anche oggi il panorama è bello e scenografico, e mi distrae da questi cinque lunghissimi chilometri di discesa su asfalto. Al cartello dei meno due chilometri all'arrivo si rientra in paese, le gambe girano ancora bene anzi meglio che all'inizio e non sono fulminate dal lungo dislivello affrontato. Corro ancora bene e taglio il traguardo in quarta posizione guadagnando più di due minuti su Luca che riesco così a scalvalcare in classifica generale. Qui la mia attività su strava e qui la classifica 4a tappa.


Sabato è il giorno conclusivo di questa edizione del giro, e l'appuntamento è a Capoliveri. L'aria che si respira è quella dell'ultimo giorno di scuola, ma prima di festeggiare c'è ancora il compito dell'ultima tappa da correre: non lunghissima ma con una salita piuttosto impegnativa.
Alla partenza dal centro di Capoliveri ci portiamo sulla strada che in discesa conduce alla località in riva al mare detta dell'Innamorata. Oggi sto bene e dopo le prime battute quando il gruppo inizia a sgranarsi e a prendere fisionomia mi ritrovo a tallonare il battistrada Luca con al mio fianco il bresciano Boroni. Battelli e Galizzi che si giocano la vittoria finale sono poco dietro e mi balena per la testa che forse contenti così ci concedono a noi immediatamente dietro la possibilità di giocarci la tappa.
Macchè,... Iniziata la salita si passa sullo sterrato e per un chilometro e mezzo si punta verso l'alto con una pendenza media del 9%. La giornata è calda e la salita tutta esposta al sole.
Mi passano Galizzi e Battelli, Boroni era già avanti ma il mio mirino è puntato su Luca che mi precede di una manciata di secondi. Salgo col mio passo, so che lui non è molto efficiente in salita ma tiene bene mantenendo invariato il distacco fin su in punta quando dalla carrozzabile le gambe ritrovano il piatto della larga forestale già corsa giovedì. Mancano solo più tre chilometri, poco alla volta mi faccio sotto a Luca visibilmente affaticato. lo raggiungo e lo passo, spero rimanga con me ma velocemente perde terreno. Continuo così, in spinta godendomi questi ultimi momenti di gara, del giro, delle ferie,...
Da strada bianca si ripassa sull'asfalto, due curve tra il tifo dei camminatori e del pubblico e si rientra in paese. E' fatta! Taglio il traguardo in quarta posizione confermando definitivamente anche la quarta in generale. Qui la mia attività su strava e qui la classifica 5a tappa e quella finale generale.


Bene anche i miei compagni di avventura di questa settimana, Sarah stringe i denti e dolorante e zoppicante conclude in quinta posizione assoluta senza perdere alcunchè per la caduta di giovedì, Marco purtroppo dopo due tappe viene afflitto da dolori alla schiena ma sebbene perde qualche diverse posizioni in generale riesce a concludere il suo giro e Than, dopo un mattinata difficile venerdì limita i danni e conclude bene.

Conclusioni finali: avevo scritto dopo la mia prima esperienza nel 2010 che ero rimasto un pò deluso dal tenore di organizzazione e infatti non ero più tornato all'Elba a correre. Ho voluto riprovarci ma ahimè il mio giudizio rimane non del tutto positivo. Sicuramente il posto e i paesaggi sono belli, inoltre abbiamo goduto di una settimana metereologicamente bellissima che ha reso tutto più facile e piacevole. I percorsi delle tappe li ho trovati gradevoli, forse un pò troppo asfalto ma per uno stradista come me non mi sono dispiaciute. In zona ritrovo tutti i giorni c'era il servizio massaggi oltre che il ristoro, non ricchissimo ma onesto. Due ambulanze sempre presenti a disposizione. Quello che mi/ci ha fatto un pò cadere le braccia è stato sabato sera alle premiazioni, quando il premio per tutti i rientranti in classifica eccezion fatta per i primi/e assoluti sono stati dei buoni acquisto a scalare per un negozio sportivo vicino Pisa. Sinceramente non ho gradito, anche se dopo aver preso contatto in questi giorni riusciamo ad usufruirne acquistando online. Qualche prodotto locale credo sia stato più ben voluto a tutti. Spero e mi auguro che venga presa una nuova e fresca gestione della manifestazione e a leggere dalla pagina fb dell'evento se lo augurano in tanti.
Rimane infine un bel allenamento per il mio prossimo appuntamento che mi vedrà arrancare su e giù per i sentieri dolomitici; manca solo un mese e non vedo l'ora!