lunedì 14 marzo 2011

TENOSINOVITE (?)

Potrebbe essere...

Successivamente ai campionati italiani di cross ho corso lunedì un rigenerante facile di mezz'oretta con Costanza e al martedì un lento sempre rigenerante poco più lungo, sensazioni discrete ma normali per un dopo gara impegnativo.
Nella notte tra martedì e mercoledì avverto un fastidio al piede sinistro ma, preso a schaffi da Morfeo, non ci faccio ovviamente caso. Al risveglio però capisco che qualcosa non quadra nel modo giusto, il piede è dolorante nella parte superiore e visibilmente gonfio. Trascorsa la giornata lavorativa arrivo a casa provando ancorpiù fastidio, la parte è fortemente infiammata e ne risponde completamente ad un'analisi esterna
rubor, tumor, calor, dolor, e functio lesa.
Riposo da subito e prime cure rivolte quanto meno a ridurre il gonfiore, ghiaccio e diclofenac che però non sortiscono alcun effetto. Sabato sera, dopo la giornata trascorsa a Milano per l'Adidas Tour la situazione sembra quasi peggiorata, tanto che lunedì mattina prenoto subito una ecografia: il dubbio che non sia solo una forte infiammazione c'è. Non assumo più l'antinfiammatorio e lascio fare il suo corso alla natura, dal resto l'infiammazione è una forma di protezione dell'organismo.
L'esame ecografico di mercoledì fortunatamente da esito negativo, i tendini sono sani e a parte l'edema il dottore non riscontra nulla di anomalo.
In questi ultimi giorni il decorso è rapidamente volto al miglioramento, il gonfiore è completamente scomparso e anche al tatto non provo più dolore. A breve quindi potrò riprendere con una decina di minuti di corsa per testare che il piede riesca a sopportare il carico maggiore dovuto dall'impatto a terra nella fase di corsa.
Un problema di questo genere non mi era mai capitato, spesso quando cambio le scarpe soffro di un leggero risentimento nella zona dorsale del piede poichè avendolo molto magro tendo ad allacciare le scarpe abbastanza strette. Non ho ben capito da cosa sia stato causato, probabilmente ragionando col mio allenatore può essere causa di un sovraccarico funzionale o anche solo da una problematica meccanica dovuta alle scarpette chiodate da cross che ho indossato in occasione dell'ultimo cross e che sono andate ad irritare i tendini dei muscoli estensori.


Sono stato fermo quasi due settimane, ho dovuto a mio malincuore rinunciare alla Lago Mggiore Half Marathon a cui tenevo molto anche ero cosciente di non essere in formissima come l'anno scorsa per la distanza e adesso i programmi si sono ovviamente modificati. Tempo di avere a che punto sono quando riparto e poi... nuovi obiettivi nel mirino.

Un'allacciatura particolare studiata per ridurre la pressione sul dorso del piede (dal sito myasics.it).

domenica 6 marzo 2011

ADIDAS RUNNING TOUR 2011

Con gli Adidas Running Tour la famosa Azienda a tre bande offre agli appasionati di corsa la possibilità di toccare ma soprattutto di provare le novità dei propri prodotti. Per l'edizione 2011 la prima tappa di questo evento si è svolta a Milano nel contesto del Parco delle Cave.
Gentilmente invitato a parteciparvi nel primo pomeriggio di ieri mi sono quindi recato insieme a Jerome nella città meneghina.

Presenti, oltre ad altri blogger tra cui l'amico Lucky, i responsabili Adidas che ci hanno accolti in uno stand appositamente prediposto e che ci hanno consegnato un kit da corsa per la prova pratica sul campo della novità principale per le scarpe da corsa del marchio ovvero le nuove Adizero F50.
Nella prima parte dell'incontro ci è stata fornita una panoramica generale teorica su questo ultimo prodotto AdiZero e anche sulle altre famiglie che Adidas propone ai runner e quindi AdiStar, Supernova e Response. La conversazione è stata impreziosita dalla presenza di Filippo Lo Piccolo, che ci ha dato un feedback da eccellente atleta che è della sua esperienza con le Adidas ai piedi. Condivisibile da me in maniera completa il consiglio di utilizzare sempre una scarpa protettiva e ammortizzante negli allenamenti quotidiani di corsa lunga e limitare l'uso delle superleggere o intermedie alle sole qualità; lui ad esempio che potrebbe correre tranquillamente i lunghi con le Boston ci ha confidato invece di trovarsi più a suo agio con le Glide.
A seguire i partecipanti hanno potuto provare fisicamente le F50 o anche altri modelli più consoni alle proprie caratteristiche, prova pratica alla quale purtroppo non ho potuto fare parte per una forte infiammazione al dorso del piede sinistro, molto probabilmente una tenosinovite agli estensori, che mi sta tenendo fermo da cinque giorni. In seguito c'è stata anche la possibilità di effettuare un test sul Footscan per analizzare l'appoggio del piede ed avere un'indicazione sulla scarpa più adatta alle proprie caratteristiche.

Che dire in conclusione, le F50 come ho accennato non le ho potuto provare ma le ho solo indossate, le ho sentite molto fascianti e la sensazione è che siano proporzionalmente ben ammortizzate nell'avanpiede per la loro categoria grazie all'inserimento dell'Adiprene+.
Interessante la strutturazione della suola dove l'attenzione al primo sguardo è dato dal sistema Formotion di dimensioni più importanti rispetto alle Boston con cui mi sono trovato veramente bene. Il peso si assesta sui 255 gr. nella numerazione 10 US quindi siamo una settantina di grammi sotto il peso delle Boston (di cui calzo però il 10,5 US, sono comunque scarpe non paragonabili). L'estetica, fattore di secondo piano per valutare una scarpa da corsa, è gradevole e innovativa rispetto al passato: le tre bande caratterizzanti il marchio sono termosaldate alla tomaia e inclinate orizzontalmente.
Sono molto curioso di provarle in gara perchè non ho ho mai corso con un peso così leggero ai piedi, ho sempre preferito una scarpetta un pelo più pesante ma sicura anche per tenere a bada la leggera pronazione del mio piede destro.
Non è mia consuetudine consigliare scarpe per correre, ogni runner differisce parecchio per peso, appoggio e ritmo di corsa, sicuramente però posso dire che l'Adidas ha un ampio ventaglio di proposte che possono soddisfare la maggior parte degli appassionati di corsa.

Consiglio infine a chi ne è interessato a seguire l’Adidas Running Tour e tutte le tappe italiane previste nel 2011 sul canale facebook http://www.facebook.com/adidas.running?v=wall

Lo stand

AdiZero F50

Il kit e gadget offerto ai partecipanti

Filippo Lo Piccolo

Di corsa al parco a provare le nuove AdiZero F50

Test appoggio al Footscan

Dettaglio sistema ForMotion tra AdiZero Boston (sx) e AdiZero F50 (dx)

venerdì 1 gennaio 2010

RIASSUNTO E PROGRAMMI

Un altro anno è trascorso e come di consueto si tirano le somme di quel che si è fatto, quel che si voleva fare e ciò che si vorrebbe fare nel prossimo futuro.
Il 2009 mi ha regalato soddisfazioni e amarezze, ma è stato in ogni caso positivo. Il mese di Gennaio mi ha visto impegnato nelle gare campestri, che non amo ma ho corso per onor di squadra fino alla finale nazionale dei campionati di società a Campi Bisenzio, in un percorso fangosissimo mai affrontato prima in vita mia. Partecipazione da dimenticare, ma dopo solo 7 giorni affronto la prima mezza della stagione: la CorriFerrara a cui sono particolarmente affezionato. La corro praticamente sempre solo con buone sensazioni e in buona progressione, a dimostrazione che tutto il lavoro svolto durante l'inverno era stato valido. Dopo tre settimane sono impegnato nella Lago Maggiore Half Marathon che si snoda nel suggestivo percorso in riva al lago da Stresa a Verbania. Anche in questa occasione belle sensazioni e finalmente mi avvicino al mio vecchio personale di poco superiore ai 73'. La condizione in quel periodo era molto buona grazie anche una nuova tipologia di allenamenti finalizzata alla distanza della mezza maratona e il 29 di Marzo a Vigevano raccolgo i frutti dei tanti sacrifici fatti correndo per la prima volta in 72'40'' in una giornata fredda e piovosa. Personale e primo obiettivo dell'anno raggiunto. Nei giorni seguenti purtroppo si manifesta una fastidiosa sciatalgia mi terrà fermo per più di due mesi, fino a fine giugno quando con gli amici valbossini vado in Val di Fassa per la Traslaval che mi vedrà purtroppo solo in veste di turista. Condizione a terra e morale ancor di più. Tornato a Torino riprendo pian piano a correre, con in testa la volontà di centrare il secondo obiettivo che mi ero posto a inizio anno: quello di preparare la mia prima maratona. Saltata per i corti tempi utili quella inizialmente prevista di Carpi di inizio Ottobre mi indirizzo verso quella di Firenze. Qui è storia recente di pochi post fa, nonostante la preparazione comprensiva delle mezze-test a Gravellona Toce e Alessandria sia andata nel migliore dei modi, purtroppo la signora mi respinge al 27° chilometro. La delusione dura giusto il viaggio di ritorno e la mattina seguente mi iscrivo a quella di Reggio Emilia per non vanificare il lavoro svolto e per capire soprattutto se sono portato alla distanza. La condizione psicologica alla partenza non è delle migliori ma riesco a gestirla al meglio e centrare l'obiettivo in 2:42'56''. La stanchezza del dopo gara si sta manifestando in questi ultimi giorni con l'ennesimo problemino in zona rotulea, fortunatamente con due trattamenti abbastanza pesanti ma efficaci dall'osteopata sembra sia sotto controllo.
Per questo nuovo anno mi piacerebbe gareggiare di più, prediligendo sempre la mezza distanza della maratona. Mi sono già iscritto alla Lago Maggiore Half Marathon di inizio Marzo e poi deciderò. Il calendario è ricco e a qualcosa bisogna per forza di cose rinunciare. Inoltre, tenendo fissa la partecipazione alla Traslaval, vorrei partecipare anche ad un altro giro a tappe; Elba? Tour dei Laghi di Fraveggio? A fine stagione poi tenterò nuovamente la maratona, anche se devo ancora decidere quale.
Vedremo, l'importante è stare bene e trovare sempre i giusti stimoli. La voglia non manca e il morale in questi ultimi giorni sta nuovamente prendendo quota.

Buon anno ragazzi!


lunedì 21 dicembre 2009

IL DOPO REGGIO

I giorni seguenti la Maratona di Reggio sono trascorsi relativamente bene.
Lunedì ovviamente le gambe accusavano la stanchezza della gara e ho sofferto anche di qualche dolorino a livello di quadricipiti, sono comunque uscito por correre poco più di 20 minuti a andatura molto blanda. In serata poi un ottimo massaggio defaticante da Costanza (che non ringrazierò mai abbastanza) che mi ha risolto i fastidi e così da martedì sono riuscito a correre sempre a ritmo rigenerante ma senza provare risentimenti muscolari. Venerdì, in una mattina veramente fredda a -3° ho provato a introdurre un primo lavoro di qualità consistente in un interval training sui 200 mt per 30' con esercizi per le gambe e per la braccia durante i recuperi; sono rimasto sorpreso perchè mi sono assestato sui 37'' per i 200 mt e ho concluso il tutto con un mille a 3'01''. Ieri mattina avevo in programma invece un medio da correre all'interno della maratonina di Natale organizzata a scopo benefico ogni anno qui a Torino all'interno del Parco della Pellerina ma sarà stato il termometro che segnava -9° (purtroppo patisco particolarmente il freddo), il fondo innevato e un nuovo fastidio a entrambi i rotulei mi hanno fatto desistere e correre solo 7 km facili. Ieri sera infine ottimo allenamento con le ginocchia sotto il tavolo in piacevole compagnia di Andrea, Costanza, Stoppre e Guido.
La preparazione proseguirà da questa settimana con degli allenamenti mirati ai cross che inizieranno a breve, dovrebbe consistere in un primo tempo con due sedute a settimana di interval training sui 200 mt e 400 mt ma siamo ancora work in progress.
Nel mentre segno sull'agenda gli appuntamenti 2010...

Le foto riferite alla Pellerina sono di proprietà di Somadaj (www.podoandando.net), l'ultima è di Guido "I came drunkin'".

venerdì 11 dicembre 2009

TRA FIRENZE E REGGIO

Poco meno di due settimane sono trascorse dal week end fiorentino ed eccomi di nuovo alle prese a preparare la borsa, questa volta per la trasferta a Reggio Emilia per la maratona che si correrà domenica.
Di solito vivo con piacere quei momenti in cui apro l'armadio e scelgo cosa mi servirà per la gara e tutto il resto, oggi un pò meno.
Fino a un paio di giorni fa ho avuto difficoltà a trovare una buona corsa, la settimana immediatemente dopo i 27 km di Firenze ho corso solo rigeneranti e in questa un medio lunedì con brutte sensazioni e ieri un fartlek di 8 km che mi ha finalmente slegato le gambe. Non mi sento in perfetta forma, ma spero sia di buon auspicio visto che a Firenze ero arrivato fiducioso per poi fallire. Sicuramente partirò con un ritmo più tranquillo, anche per l'altimetria del percorso che prevede una leggera e costante salita fino al 17esimo km e poi una rampa più dura al 28esimo, da qui poi finalmente si scenderà fino all'arrivo in centro città.
Domani si parte e domenica la gara, come dice il buon Albe correrò puntando alla luna, mal che (ri)vada...

venerdì 27 novembre 2009

FIRENZE MARATHON 2009

E così siamo arrivati a poco meno di 48 ore dalla partenza della 26esima edizione della Firenze Marathon; gara che mi vedrà all'esordio sulla distanza.
Le mie condizioni sono abbastanza buone, ieri ho corso un fartlek facile da 1' rec. 1' di 8 km giusto per far girare le gambe. Il fastidio al tendine rotuleo che mi ha fatto tremare la settimana scorsa si è risolto al meglio con un paio di sedute dall'osteopata che mi ha ristabilito l'equilibrio posturale nella zona del bacino e dei massaggi defaticanti della bravissima Costanza, ciò a dar conferma che spesso un problema in un punto si risolve agendo in un'altra zona del corpo. Con convergenza e assetto nuovo e con un pò più di fiducia domani mattina parto in compagnia del socio Augusto e di due amiche anch'esse all'esordio in maratona.
Sabato pomeriggio dedicato al ritiro pettorale, visita all'expo ma soprattutto al ritrovo con gli amici blogger che probabilmente continuerà con la cena organizzata da Matteo.

martedì 5 maggio 2009

KM VERTICALE DEL VILLAR

Il mio riposo obbligato continua, ma ciò non mi impedisce di respirare aria di corsa...
Domenica gli amici del Dragonero hanno organizzato per la terza volta il "Km Verticale del Villar", gara di corsa in salita con la particolarità che il dislivello positivo è appunto di mille metri.
Di buon'ora dunque passa a prendermi a Mondovì Augusto e in men che non si dica (guidava lui...) raggiungiamo Villar San Costanzo, in Val Maira. Una splendida giornata ci attende, cielo terso e un bel sole caldo fanno da cornice a questo bel angolo di Piemonte. Alla partenza si presentano 130 atleti, numero ragguardevole considerando la caratteristica della competizione. Qui più che correre forte bisogna saper essere stambecchi!
Dopo la partenza, in paese a quota 625 mt s.l.m., mi dirigo con Augusto nel primo pezzo impegnativo che affronteranno gli atleti all'inizio del bosco per scattare qualche foto. La salita è piuttosto ripida, in certi punti bisogna necessariamente alternare la corsa alla camminata. Gli atleti già sgranati e in fila indiana, ci sfilano poco alla volta per continuare la loro fatica che si concluderà in cima al monte San Bernardo a quota 1625 mt s.l.m. e dopo 4,950 km, fate voi i conti della pendenza!
Nel pomeriggio, conclusa la manifestazione dopo il pasta party e le premiazioni, andiamo a visitare ciò che rende famoso questo paese: i "ciciu". Questi sono monumenti della natura, che si vengono a creare durante gli anni per effetto dell'erosione e della particolarità del terreno. Molto particolari e belli, meritano una visita!

Gli atleti sono arrivati lassù...

L'inizio dello sterrato

Il passaggio del primo atleta sulla prima dura rampa

Il particolare e gustoso trofeo (è di cioccolato) a sorpresa per l'ultimo arrivato!

I "ciciu"

giovedì 18 settembre 2008

POPLITEO

Ahia...
Ahia...
Sono fermo da due giorni per una leggera infiammazione a questo piccolo muscolo di cui, sinceramente, non ne conoscevo neanche l'esistenza.
Ieri ho effettutato una seduta di Tecar e la situazione sembra essere parecchio migliorata.
Speriamo bene!

"Muscolo popliteo:
E’ un muscolo appiattito, posto sotto al plantare e ai gemelli. Origina dalla faccia esterna del condilo laterale del femore e dalla capsula articolare del ginocchio. Trova inserzione sul labbro della linea obliqua, e sulla faccia posteriore della tibia. Anteriormente corrisponde al condilo laterale del femore e con l’articolazione del ginocchio, posteriormente con i muscoli plantare e gastrocnemio. Con la sua azione flette e ruota all’interno la gamba."

giovedì 1 maggio 2008

I BLOGTROTTERS

Gianpiero, dal suo blog "Quelli di Orlando", lancia a tutti noi l'idea di un raduno a Colonna in occasione della gara Trofeo Vini Principe Pallavicini organizzata dalla sua società.
Qui il link al post: I Blogtrotters.
Il blog dedicato al raduno: primoradunoblogtrotters.

venerdì 11 aprile 2008

MEZZA MARATONA E DINTORNI

Le ultime tre gare prima della Vivicittà a cui ho assistito, in veste di fotografo, sono state tre mezze maratone, o maratonine che dir si voglia: Verbania, Sangano e Torino.
Chi mi conosce sa che quella dei 21 km è una distanza che mi piace parecchio, dai tempi di quando correvo nella categoria Junior.
Mi ricordo ancora molto bene la prima mezza che ho corso, nel (lontano) 31 agosto 1997. Colsi l’occasione di una gara che si disputava in Val Corsaglia, con partenza da San Michele Mondovì, poiché il mese dopo sarei partito per il corso da finanziere e avrei per forza di cose dovuto interrompere gli allenamenti. Il percorso era un “và e vieni” in leggerissima salita la prima metà di gara con relativa discesa nella seconda metà. Partii abbastanza accorto, ero alla prima esperienza sulla distanza e credevo di non avere i chilometri necessari nelle gambe. Trovai fortunatamente il trenino giusto, tra cui gli amici Draghi Graziano Giordanengo e Augusto Griseri con cui ancora oggi ho il piacere di correre per la strade cuneesi e non, che mi permise di arrivare bene al giro di boa per poi lanciarmi all’arrivo favorito anche dalla leggera pendenza favorevole. Degli ultimi chilometri all’arrivo in paese ho un ricordo molto appannato, confuso… rammento solo l’emozione che mi cresceva dal cuore per aver corso la mia prima “mezza”. Emozione che è aumentata quando sono riuscito a mettere a fuoco sul display dell’orologio il tempo finale: 1h13’03’’. Mai più avrei pensato di poter correre a 3’30’’ al chilometro. Evidentemente tutti gli allenamenti fatti con Enzo Falco, riportati sulle agende che ancora oggi ogni tanto vado a rileggere, diedero i loro frutti. In quel periodo stavo proprio bene!
Da quando ho ricominciato a correre non sono ancora riuscito ad avvicinarmi a quella prestazione, lo speravo quest’inverno ma sappiamo com’andata. Pazienza.
A breve alcune considerazioni di Enrico Arcelli sulla distanza.

domenica 16 marzo 2008

INCOGNITA GEBRE

Alla maratona Olimpica di Pechino del prossimo Agosto molto probabilmente non sarà presente Haile Gebrselassie.Il forte atleta etiope infatti ha annunciato di non voler gareggiare per l'alto tasso di inquinamento della capitale cinese che, abbinato alla sua patologia asmatica, lo metterebbe fortemente in difficoltà. Se riuscirà a fare il tempo per entrare in squadra parteciperà ai Giochi Olimpici sui 10000 mt. Forfait giustificato dal CIO ma non dall'EAF, la Federazione Etiope di Atletica, che ha replicato che questa decisione non la deve prendere l'atleta ma la federazione stessa.
Fin qui i fatti fino a oggi.
Diversi pareri sono stati espressi sulla decisione di Gebre, uno tra tutti quello di Gabriele Rosa, che lo ha accusato di aver paura di mettersi in competizione coi più forti maratoneti mondiali tra i quali i suoi allievi degli altipiani del Kenia. Secondo me questa critica è gratuita e fuori luogo, Gebre non deve dimostrare niente a nessuno sulla distanza, soprattutto dove la miglior prestazione mondiale stabilita il Settembre scorso a Berlino con 2h04'26'' e la Maratona di Dubai corsa in 2h04'53''. Anzi, se parteciparà ai 10000 mt, dovrà modificare la sua preparazione, attualmente finalizzata per la maratona. Inoltre lo stesso Comitato Olimpico Internazionale, per voce del suo presidente Jacques Rogge, ha affermato che alcune gare di lunga durata, come la maratona e il ciclismo, potrebbero subire delle modifiche negli orari di partenza se i monitoraggi previsti per tenere sotto controllo il tasso di smog dessero risultati allarmanti. I governatori della città da parte loro hanno assicurato che ciò non accadrà grazie alla chiusura totale di tutte le fabbriche della zona e il blocco del traffico a partire dal mese prima l'inizio dei Giochi. Il problema quindi esiste e forse è molto più criticabile l'atteggiamento degli organizzatori che per esigenze televisive e quindi per soldi rifiutano di modificare il calendario gare anzichè la decisione di Haile.

Comunque e in ogni caso Forza Baldini!



sabato 1 marzo 2008

DORANDO PIETRI ALLA "GIAPPONESE"



Poveretta... Ho sofferto per lei solo a guardarla.

Si tratta di Kayoko Fukushi, una tra le favorite all'ultima Osaka International Ladies Marathon, che invece ha concluso in questo modo drammatico in diciannovesima posizione con 2h40'54''.
Grazie a Mario per la segnalazione.

giovedì 14 febbraio 2008

IL "NEGATIVE SPLIT"

Nel post sulla Tutta Dritta avevo accennato al cosiddetto “Negative Split”; il fatto cioè di correre la seconda metà di gara più velocemente della prima.
Ciò può essere abbastanza semplice in una gara di 10 chilometri, un po’ meno in una più lunga come la maratona.
Riporto di seguito un approfondimento di Enrico Arcelli sul Negative Split in maratona nato dall’analisi del recente record del mondo di Haile Gebrselassie:


“Secondo me è il caso di analizzare in maniera un po' approfondita il record del mondo della maratona che Haile Grebrselassie ha ottenuto a Berlino il 30 settembre 2007. Il suo tempo finale è stato di 2.04'26", vale a dire 29" in meno di quanto il vecchio primatista, il keniano Paul Tergat, aveva ottenuto nel 2003, sempre nella gara di Berlino che, come ben si sa da tempo, è una delle più veloci del mondo. La prima considerazione è che l'etiope ha corso ogni frazione di 1000 m in qualche centesimo meno di 2'57", per la precisione in 2'56"96. Già questo è un dato straordinario per chi capisce di corsa lunga: significa, per esempio, correre 4 volte di seguito i 10.000 m in 29'29"6 e poi compiere altri due chilometri e rotti allo stesso ritmo!
Ma ci sono altri elementi molto interessanti in questo primato.

IL NEGATIVE SPLIT. - Gebre ha corsa la seconda metà (1.01'56") più veloce della prima (1.02'29"), un fatto che di solito succede soltanto ai grandi campioni. Com'è possibile che un atleta riesca a fare una cosa di questo genere?
Anni fa, quando ancora non si parlava di negative split per definire il fatto di riuscire a fare i secondi 21,1 km in un tempo migliore dei primi, avevo sostenuto che nel corso della maratona ci sono almeno due fattori che possono fare sì che nel finale di gara si vada più piano (ma possono essere di più di due se, per esempio, la temperatura ambientale e l'umidità sono alte e se l'atleta suda molto):
- il primo è che nel corso della gara il quoziente respiratorio tende ad abbassarsi, la qual cosa significa che - a parità di ossigeno utilizzato - i muscoli hanno a disposizione una minore quantità di energia; questo abbassamento del quoziente respiratorio è tanto minore quanto più allenato è l'atleta;
- il secondo è che la stanchezza rende la corsa più costosa e, dunque, fa sì che si vada più piano a parità di spesa; anche in questo caso, l'alto livello della preparazione fa sì che il peggioramento si riduca.
A causa di questi due fattori, in pratica, è come se per ogni minuto da un lato l'organismo disponesse di una minore quantità di "benzina" e, dall'altro, dovesse spenderne di più per correre alla stessa velocità. E' questa la ragione per la quale la maggior parte dei maratoneti amatoriali ha un finale di gara più lento. Ma esiste, poi, un fattore che, invece, aiuta ad andare più forte:
- vi è una diminuzione del peso corporeo, dovuta al fatto che si perde sudore e che, mentre si corre, si espira un gas (l'anidride carbonica) che è più pesante del gas che si inspira (l'ossigeno); siccome la spesa per correre è direttamente proporzionale al peso corporeo, ecco che essere più leggeri significa andare più veloci.
Nei maratoneti molto ben allenati e di altissimo livello, quest'ultimo fattore può prevalere sugli altri due e, così, per costoro ci può essere in negative split.

L'ESTREMA UNIFORMITA' DEL PASSO. - Un dato straordinario nella maratona di Gresilassie è stata l'uniformità dell'andatura. Questi, infatti, sono stati i suoi passaggi e i tempi parziali per ogni frazione di 5000 m:
Distanza Passaggio Parziale
5 km 14'44" 14'44"
10 km 29'27" 14'43"
15 km 44'16" 14'50"
20 km 59'10" 14'54"
25 km 1.14'05" 14'55"
30 km 1.28'56" 14'51"
35 km 1.43'38" 14'43"
40 km 1.58'08" 14'30"

Subito si vede come siano stati vicini l'uno all'altro i tempi su ciascun tratto di 5.000 m: il più lento è stato di 14'55" (dai 20 ai 25 km), il più veloce di 14'30"; se, però, si esclude quest'ultimo parziale (ottenuto dai 35 ai 40 km, quando il traguardo era ormai vicino e l'etiope ha potuto dare tutto quello che aveva in corpo), la frazioni più veloci diventano di 14'33" (la seconda e la penultima), con una differenza nei tempi fra i due estremi di soli 12 secondi.
La velocità media sulla maratona di Gebre è stata di 20,346 km/h e, quando si confronti tale dato con quello della velocità sulle varie frazioni, anche tenendo conto del fatto che la spesa sale in maniera diretta con l'aumento della velocità, ci si rende conto di quanto straordinaria sia stata la regolarità:
Tratto di gara Velocità Differenza percentuale
(km) (km/h) con la velocità media
0-5 20,362 - 0,08%
5-10 20,385 +0,10%
10-15 20,225 - 0,59%
15-20 20,134 - 1,04%
20-25 20,112 - 1,15%
25-30 20,202 - 0,71%
30-35 20,385 +0,19%
35-40 20,690 +1,69%
40-42,2 20,905 +2,75%
Sempre non tenendo conto di quanto è successo dal trentacinquesimo chilometro in poi, le differenze di velocità sono state dell'1,15% o inferiori!

QUANDO E' VANTAGGIOSO TENERE UN'ANDATURA COSTANTE. - L'esperienza da campo indica che nelle gare del mezzofondo e del fondo è vantaggioso, quando si voglia ottenere la migliore prestazione cronometrica possibile, mantenere una velocità di gara estremamente costante. Ma questo vale soltanto a partire dai 1500 m. Succede, infatti, che, nelle gare più brevi dei 1500 m, questa distribuzione dello sforzo non è la più favorevole:
- negli 800 m, come abbiamo cercato di dimostrare in un articolo che è uscito sul n. 2/2007 di Atleticastudi (oltre che da me, è firmato da Antonio Dotti, da Pietro Luigi Invernizzi e da Antonio La Torre), è preferibile avere un avvio più veloce, con i primi 200 m del 2,1-6,6% più veloce della media dell'intera gara e con i primi 400 m più veloci di essa dello 0,7-3,7%;
- nei 400 m, invece, come è stato visto da due studiosi tedeschi sulle finali maschili e femminili di due campionati del mondo, succede invece che, già dopo i primi 100 m, i tempi per ogni frazione di 50 m tendono a peggiorare; la velocità, insomma, è in calando (chi nell'ultimo rettilineo sembra accelerare, in altre parole, è quello che cala meno di tutti gli altri). Questa sembrerebbe essere la tattica più proficua per ottenere il risultato migliore.

I GRANDI MERITI DI GEBRESILASSIE. - Gebresilassie ha 34 anni ed ha avuto una straordinaria carriera come specialista dei 5.000 m e dei 10.000 m; era fortissimo nel passo (tanto da avere ottenuto dei primati che, all'epoca, erano davvero eccezionali), ma ancora di più nella volata finale. Era anche un atleta molto duttile, tanto da essere stato capace di vincere un titolo mondiale indoor nei 1500 m. Un altro grande merito è stato anche quello di essere capace, per passare dal mezzofondo alla maratona, di cambiare la sua tecnica di corsa: da rimbalzante quale era, a circa 30 anni è riuscito a farla diventare "piatta", come è indispensabile che sia nella maratona. Si tratta di un merito non da poco.

E' UN RECORD MOLTO VALIDO - Qualcuno ha scritto che Gebre ha battuto di poco il record di Tergat. Non sono d'accordo: nella maratona, infatti, mezzo minuto di progresso, a parer mio, è davvero molto. E' stato anche scritto che i tempi sono maturi per tempi sotto 2.03'. Chi non conosce la maratona, tende spesso a dire che i tempi su questa distanza sono poco significativi e che i margini di progresso sono molto ampi. A parer mi si tratta di errori grossolani. Nei 100 m, per esempio, i fattori che possono determinare una variazione nel tempo ottenuto (a partire dal vento e dall'altitudine) incidono in maniera ben più pesante che nei 42,2 km, quando le gare siano state corse in piano e con condizioni climatiche accettabili. I primati ottenuti ora, inoltre, sono - secondo me - molto validi, anche se soltanto quello che succederà in futuro ci potrà dare una visione più chiara di quella che possiamo avere adesso”.
(www.novarunning.it)