mercoledì 19 giugno 2013

VAL DI FASSA RUNNING 2013

Ci eravamo lasciati l'anno scorso sull'ultima, dura, rampa nei pressi del rifugio Buffaure, ed era qui che si era concluso il tappone finale e con lui prima edizione della Val di Fassa Running.
Quest'anno si ritorna in valle per uno degli appuntamenti oramai per me fissi ed irrinunciabili, un giro a tappe che riempe le gambe di fatica ma il cuore di gioia e felicità. Un occasione per trascorrere una settimana di ferie e di sport in uno dei posti più incantevoli in Italia proclamato non per nulla patrimonio dell'umanità dall'UNESCO  per la loro bellezza e unicità paesaggistica.

La soluzione è quella solita e consolidata, gli organizzatori della manifestazione hanno già da tempo preparato e pubblicato i percorsi con le relative altimetrie delle cinque tappe che ci vedranno impegnati su è giù per i sentieri fassani.
Qui di seguito un breve e schematico riassunto di quelo che andremo ad affrontare:

23/6/2013, 1ª tappa
Località: ALBA DI CANAZEI - PENIA
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 10800 mt.

caratteristiche:
salita: su asfalto primo tratto, poi ciottolato e sentiero boschivo, salita al 12-15% per 3 km circa, poi spiana.
discesa: molto ripida, in parte su ciottolato (attenzione)  e sentiero, ultimo tratto su asfalto.


Con partenza dal tobià del zelì la prima tappa 2013 andrà a toccare le frazioni di Lorenz e Vera. Il tratto che separa la frazione di Penia dalle più piccole località di Lorenz e Vera, tratto da dover percorrere sia all’andata che al ritorno, sarà un primo duro banco di prova per il folto plotone di concorrenti. Nel corso degli anni il fondo è stato sistemato ed il rischio di cadute in discesa è ridotto al minimo. Nel caso di bella giornata lo spettacolo del Gran Vernel rimarrà nei ricordi più belli.

***

24/6/2013, 2ª tappa
Località: CAMPITELLO
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 10700 mt.

caratteristiche:
salita: su forestale per il primo km e mezzo, ripida al 18%. Dal 2,5 km al 4 km salita al 25%, un muro su sentiero  in mezzo al bosco, poi spiana.
discesa: ripida ma sicura, su forestale dalla Baita Micheluzzi.


Bellissima la logistica in centro a Campitello, che darà modo al paese di sentire più vicino l’evento. La tappa è un’assoluta novità. La salita iniziale che porta in quota è molto molto dura, porta fino ad oltre i 2.000 metri di quota seguendo parte del vecchio tracciato della podistica Uppa su. Da lì si scende verso la val Duron godendo di un gran panorama sul Sassolungo e su una forestale dove ci si potrà esibire in una corsa gradevole con discesa verso Pian (paesino caratteristico) e poi a Campitello.

*** 

25/6/2013, 3ª tappa
Località: CAMPESTRIN
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 13200 mt. 

caratteristiche:
salita:  da Campitello su sentiero prativo per circa 1 km poi su e giù su forestale.
discesa: di circa 2 km ripida in parte su forestale e sentiero e ultimo tratto su asfalto.

La tappa che unisce idealmente i paesi di Campestrin, Fontanazzo, Campitello e Mazzin, propone una prima parte di “lancio” verso Campitello per poi portarsi ancora una volta in quota lungo il sentiero della Crous. Finita l’ascesa, è facile abbandonarsi alla gradevolezza del pendio, godendo di un saliscendi sopra Fontanazzo fino a raggiungere il torrente da guadare... “al salto” (storica la fotografia del non-vedente Raffaele Panebianco con i piedi nell’acqua!).
 
 *** 

27/6/2013, 4ª tappa
Località: SORAGA
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 14000 mt. 

caratteristiche:
salita: su forestale per circa 3 km sempre costante 8% circa.
discesa: per 5 km su forestale.

Il giro di Pociace, sopra Soraga, già proposto alcune volte è sempre avvincente con la sua lunga salita su forestale con vista sul Catinaccio e il Latemar . Con passo costante la pendenza non sarà particolarmente impegnativa. Pure la discesa è lunga, e per chi non è abituato potrebbe essere una bella “frollatura” di gambe...

 ***

28/6/2013, 5ª tappa
Località: MOENA
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 12000 mt.

caratteristiche:
salita: primo tratto ripido su prato, dalla partenza del Lusia (dal 4 km) salita su forestale fino alla vetta con intermezzo su sentiero pianeggiante in mezzo al bosco, con pendenze costanti del 6% - 8% .

Con partenza da Moena centro  la tappa e il giro termineranno in cima al Lusia in localita Le Cune (1000 metri di dislivello). La tappa inedita percorre il sentiero denominato Troi del Buro; la bellezza del bosco che porta da Moena fino a Valbona evoca immagini fiabesche. Quando si esce dal fittume di pini e abeti e si incominciano a riconoscere gli impianti di risalita che d’inverno sono affollati di sciatori, si prova un vero sollievo. Il giro tocca la sua massima intensità quando in lontananza si può distinguere il punto d’arrivo della Val di Fassa Running: l’Alpe di Lusia. La magia di quell’ultima ascesa cancella improvvisamente le fatiche dei giorni precedenti.

***

Per quello che mi riguarda, come ho accennato nei post relativi agli allenamenti settimanali, quest'anno ho inserito nella preparazione per questo giro maggiori dislivelli rispetto agli anni passati, ho corso tre volte il monte Musinè che nei sui 750 mt. di dislivello tocca pendenze massime del 36% per una media invece del 21% e sempre tre volte la salita della Creusa-Viola sulla collina di Torino. Oltre a qualche gara corta su strada ho corso questa domenica arrivando secondo  il Morenica Trail a Rivoli, pendenze risibili ma con una buona lunghezza di 23,5 km.

Da domenica condividerò la mia quinta partecipazione insieme agli amici Omar, Eugenio e Sarah, Marco e Gianluca gia tutti in squadra anche la scorsa edizione oltre a nuovi amici con cui abbiamo creato un piccolo gruppo che spero possa fare bene anche in ottica di classifica finale...
a sarà düra...


venerdì 12 ottobre 2012

ARRANCABIRRA 2012

Chi ama la montagna, la corsa in natura, divertirsi e soprattutto bere birra non può non mancare all'appuntamento di inizio autunno in quel di Courmayeur per la gara gogliardica d'eccellenza qual'è l'Arrancabirra. Il regolamento è semplice e chiaro, 18 chilometri abbondanti per 1400 mt di dislivello su sentiero, sei drink aree lungo il percorso e fantasia senza limiti per chi avesse voglia di correre in maschera.

Con Omar saliamo a Courmayeur venerdì sera, orfani dell'amico Jerome con cui ho vissuto la mia prima esperienza l'anno scorso. Ritiro pettorale e passeggiata veloce per il paese, il tempo è bello e la temperatura ancora gradevole; una leggera brezza ci fa sperare per una bella giornata all'indomani. Cena in albergo con gli amici francesi di Kikourou e carico pregara malto-luppolato abbastanza impegnativo...
Le prime ore di luce di sabato ci accolgono con un cielo terso e clima non troppo freddo, saluti veloci agli amici presenti tra cui Enfia e Davide e alle 10 viene dato il via sulle note dell'inno ufficiale della gara; il percorso, confermato quello classico grazie alle condizioni di bel tempo, quest'anno verrà affrontato in senso contrario rispetto al 2011.
Parto insieme e Omar, la strada asfalta sale subito e ci porta fuori paese diventanto poi una carrareccia, primo ristoro e prima lattina di Moretti a La Trappa: bere la prima per me non è mai immediato ma per la prossima edizione ho già studiato un piano"salato" per stimolare da subito la sete. Ci passa Alberto che farà tutta la gara "analcolica", qualche attimo per iniziare a godere dell'evento e ripartiamo verso il rifugio Bertone. La strada si restinge diventando un sentiero e il dislivello aumenta, il sole poco alla volta sale in cielo e comincia a scaldare per bene. Aumentando di quota il panorama si apre e quando si esce dal bosco si iniziano a vedere le prime bastionate delle Grandes Jorasses e più avanti il Monte Bianco. Raggiungiamo il Bertone gremito di gente, gran tifo da parte di tutti e scene gogliardiche: mentre mi avvicino sento la litania di un poco credibile parroco... giro un veloce video con la fotocamera e insieme a Omar aspettiamo l'amico Nicolas per un brindisi. Usciti dal rifugio inizia la parte più dura, la lunga salita a tratti veramente impegnativa che percorrendo lo spartiacque del Mont de la Saxe ci porterà dopo uno sbalzo di 500 mt ai 2580 mt. slm. de la Tete de la Tronche, il punto più alto del tracciato. La giornata è stupenda, tira un pò di vento fresco e lo spettacolo che si apre ai nostri occhi è da cartolina. Non posso non pensare alle condizioni climatiche completamente diverse dello scorso anno, nei punti più ripidi a salire spiego a Omar che da lì eravamo scesi sotto una leggera nevicata con il sentiero praticamente ghiacciato. Si corre dove spiana ma per lo più si va su a bastoncini e passo svelto, quando poi si scollina allora si riesce a fare qualche passo in più di corsa stando ben attenti date le prime pendenze importanti. Omar è più gatto in discesa, io lo seguo non riuscendo a trovare il ritmo giusto da subito, inoltre un pò di traffico ci obbliga a rallentare in diversi punti, poco male oggi non si guarda di certo alla prestazione! Per arrivare al terzo punto ristoro del Curru dobbiamo affrontare un bel tratto ripido in salita, guardando da un diversa prospettiva ovvero da sotto mi vengono i brividi al flashback che mi riporta all'edizione precedente. C'è solo il tempo per scattare qualche foto e un profumo di grigliata si diffonde tra i pini. Con due balzi siamo al Curru dove gl' in-volontari ci offrono, oltra alla meritata birra col baffo, salsiccia e polenta alla piastra: buonissimmi! Ristorati a dovere affrontiamo l'ultimo tratta del percorso oramai quasi tutto in discesa. Il tempo passa veloce, raggiungiamo La Suche e poi L'Hermitage, per quanto si prenda alla buona il percorso è impegnativo e la stanchezza incomincia a farsi sentire. Entriamo in Courmayeur, ultima birra pochi metri prima del traguardo e passaggio dal controllo chip per concludere questa pazza gara.
Veloce doccia in albergo e tutti sotto il tendone per il pasta party e anche qui l'organizzazione non smette di stupire proponendo fritto misto (buono!) curato e cucinato dalla proloco di Varigotti.
La giornata si conclude con la grande festa che durererà fino a sera per terminare tra premiazioni e musica dal vivo quel che rimaneva di 10000 lattine col baffo...

PS: il prossimo anno ti aspettiamo Jerome...
Le foto qui.

venerdì 30 aprile 2010

TRASLAVAL 2010

Mancano ormai poco meno di due mesi ad uno degli appuntamenti a cui sono particolarmente affezionato ed a cui partecipo molto volentieri: il Giro a tappe della Val di Fassa meglio conosciuta come Traslaval. La corsi nel 2008 per la prima volta lasciandomi dentro qualcosa difficile da spiegare, l'anno scorso invece nonostante fossi fermo per un problema al ginocchio fui presente lo stesso solo come spettatore per godermi una settimana di ferie. Una delle caratteristiche di questo Giro, oltre allo spettacolare scenografia offertadalle Dolomiti, sono i percorsi che presentano dislivelli importanti e che culminano col tappone finale di solo salita. Una gara non facile, ma tranquillamente affrontabile anche da atleti meno preparati su tracciati impegnativi. Gli organizzatori, capitanati dall'amico Stafano Benatti, ogni anno si prodigano nel trovare nuovi sentieri da farci percorrere e alcune volte ripropongono quelle tappe che sono state particolarmente gradite dagli atleti nelle edizioni precedenti. Sul sito sono state pubblicate le tappe che daranno vita al Giro:

27/06/2010, 1ª tappa
Località: CANAZEI
Partenza ore: 17:00
Lunghezza: 8700 m.

Descrizione:
Canazei è una stazione turistica sia invernale che estiva, adagiata in una stupenda conca naturale ai piedi dei gruppi dolomitici del Sassolungo, del Sella e della Marmolada.
Da Canazei si inerpicano le strade che raggiungono i noti passi dolomitici del Pordoi, del Sella, del Fedaia. Proprio vicinissimo a Canazei si trova la partenza del Giro dei Quattro Passi, l'ormai mitico "Sellaronda". Il clima permette la durata della neve fino a primavera inoltrata, consentendo così il prolungarsi della stagione sciistica.
Negli ultimi decenni Canazei ha conosciuto una notevole espansione, ma senza dimenticarsi delle sue origini e tradizioni ladine, grande è infatti l'attenzione che riserva alla salvaguardia e alla cura degli usi e dei costumi della gente ladina.
Poco distante dal centro di Canazei, verso il Passo Fedaia e la Marmolada, troviamo le frazioni di Alba e di Penia; da Alba di Canazei, parte l’impianto che porta al Ciampac, e quindi al collegamento sciistico con il Buffaure.

Si parte subito con una gara veramente molto impegnativa!
La salita è dura fin dai primi passi, ma è dall'inizio del terzo km. Che il profilo altimetrico s'impenna, per una vera e propria arrampicata lunga circa 1.200 metri che portano a superare quota 1.900 metri. E' quasi una mini sky-race, con pendenze importanti e panorami mozzafiato in mezzo a montagne incredibili!
Una volta superato il punto più alto, però, una lunga discesa permette di dare alla giornata un volto più umano e divertente.

*
28/06/2010 - 2ª tappa
Località: MAZZIN - FONTANAZZO - gara a cronometro
Partenza ore: 9:30
Lunghezza: 6000 m.

Descrizione:
Su un soleggiato crinale allo sbocco della Val Udai, circondato da verdi boschi e ampi prati inondati di fiori, lungo la strada che segue il corso del Torrente Avisio, sorge il grazioso paesino di Mazzin, coronato dalle frazioni di Fontanazzo e Campestrin.
Mazzin ha conosciuto negli ultimi anni un notevole sviluppo turistico, ma conserva ancora oggi numerose tracce della passata cultura contadina e artigiana, come testimonia "Cèsa Battel", l’unico esempio di maniero rustico-signorile dell’intera valle, con una torre cuspidata, affreschi e decorazioni di notevole valore artistico. Questo piccolo Comune della Val di Fassa è noto anche come il paese dei "pitores", gli artigiani decoratori che emigravano stagionalmente in cerca di fortuna. Le cartoline postali, a volte dipinte a mano, inviate da paesi d’oltralpe, testimoniavano le mete da loro raggiunte, i contatti e le loro esperienze.
Mazzin con la sua posizione centrale rispetto alla valle e la capillare rete di skibus è una meta ambita dagli amanti della neve, che in pochi minuti, possono raggiungere le vicine aree sciistiche, e provare ogni giorno l’ebbrezza di sciare su piste diverse. Mazzin è anche la località ideale per gli appassionati dello sci di fondo che possono cimentarsi sul percorso della Marcialonga, arrivare fino a Canazei e ridiscendere verso Moena, oppure divertirsi sui facili tracciati che si snodano tra Fontanazzo e Campestrin, illuminati anche alla sera.
In estate Mazzin è scelto come punto di partenza per emozionanti escursioni sui tanti sentieri che dal paese, attraverso le piccole valli, conducono in quota, verso le svettanti cime dolomitiche. Sono molti gli escursionisti che rimangono stregati dall’incantevole Lago d’Antermoia, il laghetto alpino deliziosamente appartato nella zona settentrionale del Catinaccio, un luogo mitico, dalle acque cristalline, fra pietraie isolate e abitato da una bellissima ninfa.

Alle 9:30 inizia a sfilare il lungo serpentone che affronta la cronometro individuale. Sono sei i km. da percorrere, con la partenza e l'arrivo pianeggianti, ma interrotti esattamente a metà da un giro in mezzo ai boschi del Doss dei Pigui dove, nel 1968, furono portati alla luce importanti testimonianze della vita dei Reti, l’antico popolo vissuto in Val di Fassa nel V secolo a.C. e precursore della lingua ladina. Sul Doss dei Pigui, sulla riva sinistra del Torrente Avisio, di fronte all’abitato di Mazzin, furono ritrovati resti di un’antica fortezza (castelliere), suppellettili in bronzo, strumenti di difesa e monili, oggi custoditi con cura al Museo Ladin de Fascia a Vigo di Fassa.
E', questa, una gara facile, ma che deve essere affrontata con dovuta cautela, in vista della lunga tappa del martedì.

*
29/06/2010 - 3ª tappa
Località: SORAGA - “Maratona di Prapolin”
Partenza ore: Camminatori 9:00 - Gara 9:30
Lunghezza: 17200 m.

Descrizione:
Superata Moena, Soraga si presenta tra i più antichi paesi della valle, dominato dalle crode del Piz Meda (m 2200), dalla Vallaccia (m 2637) e dal Sasso delle Dodici (Sas de Alòch, m 2446). I suoi casolari, forse evoluzione di sette antiche masserie, sono infatti disposti sui terrazzi alluvionali della Valle dell'Avisio. Essi sono composti da: Soràga, dove c'è la chiesa; Palua, sulla riva destra del fiume Avisio verso Moena, ai piedi del boscoso Palù Long; Barbìde, sull'omonimo rio, con la chiesetta dell'Immacolata del XVII secolo; Roca, sulla sponda sinistra, è nominata fin dal 1242. Quindi Sester, Cloch, Festìl, Roìs, Gherghele, Sala.
A Soraga si trova la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, tra le più antiche della valle, eretta nel XVII secolo e ampliata nel 1921 e nel 1926. Nell'interno vi si trova un notevole altare barocco di legno scolpito e decorato.

Soraga ospita quest'anno una prova nuova nel suo genere, non tanto per le caratteristiche del percorso quanto per la sua lunghezza. Fortunatamente molti km. vengono affrontati in leggera discesa, dopo che nella prima parte ci si è portati rapidamente in quota. Un percorso vario, per niente noioso, che propone panorami e territori continuamente diversi. Si passerà da boschi fitti a terre rosse ed aride, da strade forestali a mulattiere.
Una gara lunga, che renderà ancor più gradito l’arrivo del giorno di riposo.


Newsletter del 17/4/2010: Non deve destare troppo timore la terza tappa di Soraga, presentata come la più lunga di questi anni; è vero, la lunghezza della prima tracciatura parla di 17,2 km., ma si ribadisce che solamente i primi saranno affrontati in salita mentre tutta la parte rimanente sarà una discesa molto dolce.
Come spesso accade, poi, le varianti "in corso d'opera" ci hanno suggerito di modificare il tratto iniziale, così da transitare tra le case del suggestivo abitato di Tamion, da dove si gode un panorama veramente spettacolare. I cittadini di questa frazione ci attendono con calore, e non possiamo deluderli. La tappa potrebbe accorciarsi quindi di almeno un km. (non appena la neve si scioglierà provvederemo a rimisurare il percorso...) ma... la salita iniziale sarà ancora più dura...!!! Beh, siamo in montagna, no?
Ecco il passaggio tra i prati sotto l'abitato di Tamion:

*
01/06/2010 - 4ª tappa
Località: MUNCION - Giro di Pra Repe
Partenza ore: Camminatori 9:00 - Gara 9:30
Lunghezza: 10500 m.

Descrizione:
A pochi minuti da Pera di Fassa, si trova l'abitato di Muncion.
Questo piccolo paese gode di alcuni indubbi vantaggi, quali la lontananza dalla strada statale, la posizione privilegiata, con esposizione al sole per parecchie ore della giornata anche nei mesi invernali, e lo stupendo panorama che si offre a chi si affaccia dal "terrazzo" naturale di quest'amena località verso il fondovalle.
Oltre Muncion la strada non è più percorribile con le proprie automobili, ma esiste un organizzato servizio di bus-navetta che prosegue verso Gardeccia.
Partenza ed arrivo della tappa saranno situati circa un km. oltre l'abitato, nei pressi del Ristorante La Regolina.

La tappa collega i paesi di Pera, Pozza e Vigo con un tracciato panoramico che si sviluppa sulle basse pendici del Ciampedìe al limite tra il bosco ed i prati di Sorapoza. Il percorso si presenta con una divertente alternanza di tratti pianeggianti e modeste salite, e serpeggia piacevolmente nelle numerose vallecole che scendono attraverso il bosco. Sarà a Vigo di Fassa che affronteremo una salita terribile per portarci in quota ed affrontare il rientro. Ma il sentiero è spesso ben ombreggiato, e nei punti in cui il cielo si apre tra gli alberi, è possibile godere di splendidi panorami.

*
02/07/2010 - 5ª tappa
Località: PASSO SAN PELLEGRINO - “IL TAPPONE”
Partenza ore: Camminatori 9:00 - Gara 9:30
Lunghezza: 13600 m.

Descrizione:
Il Passo di San Pellegrino, per sua caratteristica, è un passo aperto e non particolarmente difficile da transitare anche in tempi antichi. Acquista importanza a seguito dell’inizio delle crociate, come via più rapida e sicura di collegamento tra il cuore della Germania e Venezia, città di imbarco per la Terra Santa.
Nel 1358 alcuni Moenesi istituirono un lascito per edificare un Ospizio, che venne realizzato appena valicato l’allora passo di Aloch. L’ospizio divenne presto albergo sicuro, durante tutto l’anno, per tutti coloro che transitavano per quella via di montagna.
I secoli da allora trascorsero tranquilli , salvo sporadiche questioni per lo sfruttamento dei prati con i vicini Veneti. L’opera dell’uomo creava con pazienza e tenacia un manto erboso adatto al pascolo e un paesaggio montano di rara bellezza e serenità. Per secoli l’ospizio venne condotto dai frati pellegrini, e da essi il valico prese il nome di "Passo di San Pellegrino".
All’inizio del secolo scorso fecero la loro comparsa al Passo i primi turisti. Ma è solo dopo gli eventi bellici della prima guerra mondiale, grazie al lavoro di recupero fatto dall’associazione "Sul fronte dei ricordi", che si può parlare di una vera riscoperta del Passo.
Venne costruito in quell’epoca il primo skilift, realizzato con piloni di sostegno in legno! A partire dagli anni ’60, grazie alla maggior mobilità del trasporto privato, si ha un continuo sviluppo delle attività turistiche e una costante crescita della qualità di tutti i servizi offerti.
Oggi il Passo San Pellegrino è meta di molti turisti soprattutto in inverno.
Ma i concorrenti della Traslaval potranno vedere con i loro occhi le bellezze della zona nella stagione estiva.
Si potrebbe anche chiamare "tappone dei tre comuni", visto che partiremo da Passo S. Pellegrino (Moena), per poi dirigerci nella suggestiva conca di Fuciade (Soraga), e risaliremo pure Valfreda, nel territorio di Falcade, prima avventura della storia della Traslaval oltre i confini regionali.
Un tappone molto difficile per i continui saliscendi che metteranno a dura prova i muscoli dei partecipanti.
Si arriverà al Rifugio Paradiso, al cospetto delle montagne che hanno vissuto la Grande Guerra.
Lì, la Traslaval 2010 è finita.

(le immagini e le descrizioni dei percorsi sono state tratte da www.traslaval.com)
*

Per gli amici che fossero interessati ricordo che l'iscrizione viene accettata fino a pochi giorni dall'inizio del Giro, se si vuole usufruire della tariffa agevolata di 47 € bisogna farla però entro il 30/5.
Non mi resta che consigliarvi questa bella manifestazione; la mia non vuole assolutamente essere una forma di pubblicità gratuita ma un invito a parteciparvi per trascorrere una settimana di relax e sport immersi, a mio parere, in uno dei paesaggi più belli del nostro paese.
Il depliant qui.

La mia esperienza di due anni fa la trovate, tappa per tappa, ai link:
1a tappa,
2a tappa,
3a tappa,
4a tappa,
5a tappa,
pensieri e foto.

E intanto ci alleniamo andando all'Elba con Costanza e il Pimpe che già ne sente il profumo!

venerdì 27 novembre 2009

FIRENZE MARATHON 2009

E così siamo arrivati a poco meno di 48 ore dalla partenza della 26esima edizione della Firenze Marathon; gara che mi vedrà all'esordio sulla distanza.
Le mie condizioni sono abbastanza buone, ieri ho corso un fartlek facile da 1' rec. 1' di 8 km giusto per far girare le gambe. Il fastidio al tendine rotuleo che mi ha fatto tremare la settimana scorsa si è risolto al meglio con un paio di sedute dall'osteopata che mi ha ristabilito l'equilibrio posturale nella zona del bacino e dei massaggi defaticanti della bravissima Costanza, ciò a dar conferma che spesso un problema in un punto si risolve agendo in un'altra zona del corpo. Con convergenza e assetto nuovo e con un pò più di fiducia domani mattina parto in compagnia del socio Augusto e di due amiche anch'esse all'esordio in maratona.
Sabato pomeriggio dedicato al ritiro pettorale, visita all'expo ma soprattutto al ritrovo con gli amici blogger che probabilmente continuerà con la cena organizzata da Matteo.

mercoledì 8 luglio 2009

TRASLAVAL 2009 - RESOCONTO

Smaltito l'effetto malinconico del ritorno alla normalità di tutti i giorni vi racconto brevemente la settimana trascorsa in Val di Fassa durante la quale si è svolta l'undicesima edizione della Traslaval, alla quale avrei dovuto partecipare ma il recente stop non me lo ha permesso.
Sabato 27 Giugno vado a Varese e da qui con gli amici Valbossini Andrea, Alexia, Simo ed Edo ci rechiamo a Pozza di Fassa, dove per quest'anno abbiamo optato per l'affitto di un appartamento anzichè l'albergo. Sgambata pregara veloce e poi a fare la spesa.
Domenica 28 la prima tappa, che come di consueto si svolge nel pomeriggio: alle 17 in punto a Mazzin, sotto una leggera pioggia che fortunatamente dura solo pochi minuti il "patron" del Giro Stefano Benatti dà il via agli atleti. Tappa corta di poco più di 8 km ma che mette subito bene le cose in chiaro, i due chilometri che si arrampicano per la val Udai sono molto ripidi.
Neanche 24 ore ore e ci ritroviamo tutti a Campitello di Fassa dove dalle 9e30 gli atleti partono nella prova a cronometro a inseguimento con la modalità dell'anno scorso: dall'ultimo classificato a salire ogni 15'' esclusi i primi 20 uomini e le prime 10 donne che invece partono dal primo e seguire con i distacchi effettivi accumulati il giorno precedente. L'altimetria è facile e veloce, si inizia a delineare una graduatoria che vede al comando Emanuele Zenucchi tallonato dal giovane Baldaccini e Pigoni e in campo femminile Ana Nanu seguita dalla Ursella e dalla Casaro. La delegazione degli amici varesini a cui ho il piacere di aggregarmi si comporta molto bene, nelle prime posizioni abbiamo quarta Cinzia, quattordicesimo il verbano Maurone, diciassettesimo Andrea e subito dietro Simone.
Martedì l'appuntamento è al parco di Soraga, una giornata tersa e fresca accoglie i podisti per la prova più lunga: ben 14,750 km e un'altimetria con più di 500 mt di dislivello positivo. Tappa severa quindi che vede sul podio Baldaccini su Cappelletti. Zenucchi terzo ma ancora in testa in classifica generale anche se con soli 36'' su Baldaccini, i giochi sono ancora aperti per la vittoria finale! Purtroppo il nostro Simone ha risentito di un risentimento muscolare alla schiena che non gli permesso di correre la discesa a tutta come suo solito facendogli perdere qualche minuto in classifica. Nel pomeriggio andiamo a fare una camminata nella vicina Val dei Monzoni dove scopriamo un rifugio tutto particolare... da Nello, un personaggio! (Rif. Baita Monzoni).
Mercoledì come da tradizione giorno di riposo. Dopo una corsetta di primissimo mattino decidiamo per un'escursione dal Col Rodella al Rifugio Sasso Piatto dove pranziamo (buonissima la polenta con gulash!).
Giovedì tutti a Canazei per la penultima fatica. Gli organizzatori decidono di invertire il percorso di gara perchè la discesa potrebbe essere troppo pericolosa soprattutto dopo le pioggia della sera precedente. Spettacolo sì ma in sicurezza, come sempre qui alla Traslaval vedono lungo e ci tengono all'atleta. Nonostante questo cambio di programma la tappa non perde fascino, anzi, dai commenti di molti capisco che questa è stata una delle più belle di sempre. E ci credo, lo scollinamento in quota faceva godere del panorama della circostante Marmolada e della parete del Gran Vernel! Nulla di rilievo nelle prime posizioni con Zenucchi e la Nanu vincitori, bene gli amici con un di nuovo in forma Simone che ripresosi dal risentimento alla schiena corre un'ottima prova, Maurone e Andrea che scalano qualche posto in generale e Cinzia che consolida il quarto posto assoluto.
Ma il bello deve arrivare, e infatti l'ultimo giorno, venerdì, tutti trepidanti a Vigo di Fassa per il tappone finale con l'arrivo in quota ai 2000 mt slm sulla conca del Ciampedie dopo 14,500 km e 800 mt di dislivello! Saluto i ragazzi alla partenza e con la funivia raggiungo il Ciampedie da dove si apre un panorama mozzafiato alla vista:
uno dei più suggestivi balconi delle Dolomiti, col Gruppo del Larsech, il Catinaccio e le Torri del Vajolet che a breve saluteranno i podisti durante loro ultima fatica. Mi apposto a qualche centinaio di metri dall'arrivo per scattare alcune foto e incitare tutti, quando arrivano i primi e poi alla spicciolata tutti gli altri atleti mi viene un pò la pelle d'oca ma per quest'anno è andata così, il prossimo spero di vivere nuovamente queste emozioni "da dentro" la gara! Zenucchi vince tappone e Giro festeggiando i 40 anni, le due prime donne arrivano mano nella mano, la Ursella si aggiudica la tappa e la Nanu il Giro. Molto bene i ragazzi, Maurone conclude in 7a posizione assoluta, Andrea in 12a e Simone 19a. Ottima Cinzia 4a assoluta e tutti gli altri amici del Valbossa Edo, Mario, Angelo, Mery, Anna ma anche i biancorossi Genny e Antonella che ha corso con l'inseparabile Penny.
Anche quest'anno la Traslaval è stata una bella esperienza seppur diversa da come la speravo quest'inverno. Un ringraziamento di cuore agli amici che i hanno fatto compagnia, un saluto a Davide di Arce e agli organizzatori che si impegnano sempre al massimo affinchè l'atleta sia sempre al centro dell'attenzione e non come in alcune gare in cui pensano solo al tornaconto economico.

L'integrazione in una corsa a tappe è fondamentale!

Andrea all'arrivo della 1a tappa.

Cinzia alla partenza della crono, 2a tappa.

Genny all'arrivo della crono, aggressivissimo!

Simo all'arrivo della crono.

Edo all'arrivo della 3a tappa.

Maurone all'arrivo della 4a tappa.

Davide negli ultimi metri dl tappone.


Panorama dal Col Rodella, il Gruppo del Sella: a destra il Sass Pordoi col Piz Boè sullo sfondo, a sinistra il Passo del Sella.

Panorama dal Ciampedie, gruppo del Catinaccio.

martedì 5 maggio 2009

KM VERTICALE DEL VILLAR

Il mio riposo obbligato continua, ma ciò non mi impedisce di respirare aria di corsa...
Domenica gli amici del Dragonero hanno organizzato per la terza volta il "Km Verticale del Villar", gara di corsa in salita con la particolarità che il dislivello positivo è appunto di mille metri.
Di buon'ora dunque passa a prendermi a Mondovì Augusto e in men che non si dica (guidava lui...) raggiungiamo Villar San Costanzo, in Val Maira. Una splendida giornata ci attende, cielo terso e un bel sole caldo fanno da cornice a questo bel angolo di Piemonte. Alla partenza si presentano 130 atleti, numero ragguardevole considerando la caratteristica della competizione. Qui più che correre forte bisogna saper essere stambecchi!
Dopo la partenza, in paese a quota 625 mt s.l.m., mi dirigo con Augusto nel primo pezzo impegnativo che affronteranno gli atleti all'inizio del bosco per scattare qualche foto. La salita è piuttosto ripida, in certi punti bisogna necessariamente alternare la corsa alla camminata. Gli atleti già sgranati e in fila indiana, ci sfilano poco alla volta per continuare la loro fatica che si concluderà in cima al monte San Bernardo a quota 1625 mt s.l.m. e dopo 4,950 km, fate voi i conti della pendenza!
Nel pomeriggio, conclusa la manifestazione dopo il pasta party e le premiazioni, andiamo a visitare ciò che rende famoso questo paese: i "ciciu". Questi sono monumenti della natura, che si vengono a creare durante gli anni per effetto dell'erosione e della particolarità del terreno. Molto particolari e belli, meritano una visita!

Gli atleti sono arrivati lassù...

L'inizio dello sterrato

Il passaggio del primo atleta sulla prima dura rampa

Il particolare e gustoso trofeo (è di cioccolato) a sorpresa per l'ultimo arrivato!

I "ciciu"

lunedì 14 aprile 2008

FOTO MARATONA DI TORINO

Sette giorni dopo la Vivicittà le strade di Torino sono state nuovamente calpestate da migliaia di scarpette da corsa.
Ieri infatti si è corsa la Turin Marathon. Una bella giornata primaverile ha accolto i circa 2300 iscritti alla maratona che tra altro ha visto il ritorno sulla lunga distanza di Gelindo Bordin, vent’anni dopo l’oro olimpico di Seul; buona la sua prestazione pochi minuti sopra le 3 ore.
Con ieri si è anche concluso positivamente il tentativo di record di Enzo Caporaso, che consisteva nel correre 51 maratone in altrettanti giorni, battendo il precedente di
Dean Karnazes. Adesso sotto a chi tocca… bisogna correrne almeno 52!
Per quanto riguarda la gara dei top runner il successo è andato a Stephen Kibiwot, bissando quello del 2006; in campo femminile eccellente prova di Vincenza Sicari che, correndo pochi secondi sotto le 2 ore e 30’, ipoteca un posto in nazionale per le Olimpiadi di Pechino.
Tra i molti runner anche margantonio, ottimo peacer per le 3 ore. Alla gara avrebbe dovuto partecipare anche Guido, che però è stato fermato pochi giorni fa da un infortunio domestico, forza Guido sarà per la prossima!
Contestualmente alla maratona si è corsa per le vie del centro la StraTorino, in cui ha gareggiato Andrea.

Qui di seguito alcuni scatti, effettuatti in C.so Unità d’Italia poco dopo il 6° chilometro e in C.so Francia appena superato il 35°.

L'arrivo di Gelindo: