sabato 8 aprile 2017

SANTANDER LA MEZZA DI TORINO 2017


Domenica 26 marzo è andata in scena la terza edizione della Santander La Mezza di Torino, gara organizzata dalla mia società Base Running e che quest'anno ha portato a correre e camminare sulle varie distanze del week-end quasi ottomila persone. Dopo infatti gli eventi del sabato pomeriggio dedicato ai ragazzini, domenica mattina si è disputa la mezza maratona affiancata da una dieci chilometri e da una camminata benefica di tre chilometri. Molto buona la partecipazione, in crescita rispetto alla scorsa edizione che ha visto al traguardo poco meno di 2300 atleti sulla distanza più lunga e circa 2800 su quella ridotta.

Il ritrovo domenica è nella centralissima piazza San Carlo dove è collocato il coloratissimo e funzionale Village. La giornata non è delle migliori a dispetto del le previsioni che promettevano una bella mattinata, non fa freddo ma il cielo è grigio e minaccia qualche goccia di pioggia. Una decina di minuti prima del via entro in griglia su una via Roma che sembra scoppiare di gente, il colpo d'occhio girandomi indietro sulle punte dei piedi è notevole.
Alle 10 lo sparo dello start ci fa lanciare rapidamente in direzione di piazza Castello, non sono in primissima fila ma mi destreggio velocemente tra le schiene e le gambe di chi precede e trovo fin da subito strada libera per correre bene al mio passo. Il primo chilometro ha una pendenza favorevole, da piazza Castello ci portiamo su corso san Maurizio dopo aver attraversato i Giardini Reali e da qui in direzione del fiume Po.
Siamo partiti tutti insieme, sia i partecipanti alla 10 che quelli della 21, e corro in un gruppetto abbastanza numeroso. Sto abbastanza bene, le condizioni sembrano buone e mi godo senza troppo patemi questa prima parte di gara, curioso di vedere dal vivo il nuovo percorso a giro unico che è stato proposto a sostituzione di quello a doppio giro dell'anno scorso.
Si attraversa il fiume per poi riattraversarlo ed entrare al parco del Valentino. Ehi, qui gioco in casa! Potrei chiudere gli occhi e correre alla cieca da quanto conosco bene questi viali. Dopo il borgo medioevale ci aspetta una breve parte nervosa con qualche curva stretta e due modeste salite che fanno accorciare la falcata, si sale verso torino esposizioni e da qui su corso Massimo D'Azeglio. Stiamo andando in direzione del centro di torino e dall'altra parte della carreggiata le macchine della staffetta precedono le prime gazzelle nere; poco più avanti infatti c'è il bivio per chi corre la dieci chilometri che continua dritto e per chi come me si impegna sulla distanza doppia che invece compie un giro di boa a 360 gradi per riprendere la direzione verso nord.
Oltrepassato il punto dell'inversione a U si corre in direzione ospedali, alla mia sinistra il serpentone colorato e festante dei partecipanti che seguono, qualche saluto qualche parola di incitamento e continuo la mia corsa verso il sottopasso Lanza. Attraversata la galleria siamo su corso Unità e da qui si risale per costeggiare il Palavela per poi ritornare nuovamente in senso contrario sulla larga carreggiata di corso Unità d'Italia.
C'è un pò di aria contraria ma non da fastidio, da qualche minuto corro in compagnia di un ragazzo dal passo all'apparenza appesantito ma ancora efficace. Abbiamo oltrepassato da un paio di chilometri il cartello del decimo e sto abbastanza bene tanto non mi accodo al mio nuovo compagno di fatica ma continuo col mio passo, lui non molla e corre a elastico per poi attardarsi definitivamente all'imbocco del sottopasso Lanza che dobbiamo ripercorrere in senso contrario. Sbucati all'aria aperta si svolta a destra e giù in discesa verso i viali del Valentino, raggiungo un altro atleta dal passo leggero ed elegante ma che già da diverso tempo stava perdendo il vantaggio di cui godeva. Lo aggancio all'altezza del borgo medioevale, anche lui tenta una strenue resistenza per cedere nel tratto ci porta verso piazza Vittorio.
Su corso Cairoli c'è il grande amico Davide, fermo per qualche problema di troppo ma sempre generoso di qualche parola di incitamento e di consigli; tempo di comunicargli che "sono duro come un tronco" e mi ritrovo su piazza Vittorio, da qui mancano tre chilometri difficili prima di poter tagliare il traguardo, alla normale stanchezza per i chilometri corsi si sommano alcune difficoltà tecniche come il falsopiano adesso sfavorevole su via Po e le lastre di losa diventante saponette a causa della pioggia.
Ma manca poco, si ripassa sotto la Mole Antonelliana coi turisti in coda ad applaudire per poi affrontare gli ultimi zig-zag tra le strette vie del centro prima di svoltare sul rettilineo finale di via Roma.
Il pubblico ai lati, il tifo, Beppe che mi scatta due belle foto e eccomi a tagliare il traguardo dopo 1:16'32'' di gara.

E' stata dura, ho corso per molto tempo con sensazioni di rigidità muscolare ma mi ritengo soddisfatto della mia gara di oggi, gli allenamenti dopo la mezza del lago maggiore sono stati altalenanti e non ho potuto migliorare più di tanto una condizione già prima non perfetta, cosa che però voglio e sto cercando di fare per affrontare i prossimi impegni agonistici che mi vedranno impegnato alla bella Sarnico-Lovere a fine aprile e più avanti ai dislivelli dolomitici della Val di Fassa Ruuning.
La mia attività su Strava qui.

sabato 25 marzo 2017

LAGO MAGGIORE HALF MARATHON 2017

Entrato ufficialmente nella categoria M40 dall'inizio dell'anno, avevo puntato come prima gara obiettivo la oramai per me classica di primavera sul lago maggiore. Una gara a cui sono affezionato per la bellezza del paesaggio, perchè qui vive il mio allenatore ma soprattutto perchè su queste strade ho siglato il mio personale nel marzo del 2010.
L'avvicinamento all'evento proseguiva piuttosto bene ma verso la metà di gennaio un risentimento al vasto mediale con conseguente infiammazione al tendine rotuleo mi ha tenuto fermo due settimane e considerando i giorni per riprendere a carburare bene se ne è andato quasi un mese di preparazione in un momento cruciale dell'allenamento. Pazienza, cose che capitano e che fanno parte del gioco.
Il percorso di quest'anno è lievemente cambiato nella zona di partenza, il via è a circa un chilometro dal Centro Congressi di Verbania sede logistica della manifestazione e viene così evitato il tortuoso inizio dell'anno scorso rendendo velocissime le prime battute di gara.
Dopo il riscaldamento con Sarah e l'amico Ciro di RunningForum alle 10 siamo tutti dietro i tappeti dei chip pronti per affrontare i ventun chilometri che ci separano da Stresa, l'attesa del via scorre velocissima in compagnia dell'amico Kikko con cui da tempo non ci vedevamo. La giornata è bella, cielo azzurro e sole, la temperature da fresca diventa pian piano gradevole.
Non sono nelle primissime linee  ma allo sparo mi destreggio velocemente per evitare rallentamenti e zig-zag. La tattica di oggi è quella di non strafare nella prima parte e così faccio, corro a un ritmo a me comodo mentre in questi primi cinque chilometri si inizia a formare un gruppetto dal passo uguale e costante che mi sarà molto utile per il proseguimento della gara. Usciti da Verbania si corre veloci su un falsopiano favorevole verso la località Fondotoce, da qui si accarezza da lontano il lago di Mergozzo e con una svolta a destra si passa per una manciata di chilometri nella zona del Tecnoparco. Chissà perchè credevo non si passasse qui dentro, o meglio speravo di tirare dritto per Feriolo, vai a capire che mi passava dalla testa in quel momento!
Soffro un pò, abbiamo passato da poco il cartello del decimo chilometro quando uno spettatore ci urla il passaggio: 36'16, va beh preferivo non saperlo perchè in gare come oggi tendo a non guardare ritmi o passaggi ma affidarmi solo alle sensazioni ma tant'è,... fatti due conti non è poi neanche malissimo. Il gruppetto prosegue compatto in direzione Feriolo, dopo una salita in cui sono bello efficiente si svolta a destra per riprendere la statale e da qui fino a Stresa sarà praticamente tutto dritto.
Sento che sto correndo al limite della zona rossa del contagiri, ci scambiamo diverse volte la posizione con gli altri atleti e sfrutto i momenti in cui sto dietro per rifiatare se così si può dire. Intorno al diciottesimo però è più forte di me e rompo gli indugi; forzo leggermente il ritmo col risultato di allungare in fila indiana il plotoncino. Alcuni atleti perdono contatto, altri li sento dietro e li vedo dai cartelli con gli specchi agli incroci; oramai manca poco a Stresa, anzi abbiamo già superato i primi alberghi, le posizioni di gara circoscritte ai questi miei diretti avversari si decidono adesso.
In mente il flashback a sette anni fa, ritmo e condizione sicuramente diversi, un momento malinconico ma che comunque mi dà gioia. Il respiro affannoso del ragazzo con cui ho corso più a gomito a gomito tutta la gara mi desta dai pensieri, ci lanciamo in una lunga volata, ma oggi ne ha più lui e mi precede di qualche secondo sotto il gonfiabile dell'arrivo.
1:16'53'' il tempo impiegato oggi per una ventiduesima posizione assoluta, non una prestazione eccezionale ma in linea a quanto avevo percezione di valere, l'andamento dei parziali presi ogni cinque chilometri pressochè regolari mi confermano che ho interpretato bene la gara, ho limitato i danni dai!
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