lunedì 1 luglio 2013

VAL DI FASSA RUNNING 2013, 4a TAPPA

[scusate il ritardo...]
L'altimetria della quarta tappa del giro mi aveva colpito già dai primi giorni di pubblicazione sul sito della manifestazione, una bella curva lineare quasi speculare che prometteva una salita lunga, ma corribile, con una discesa di uguale tenore per una distanza di oltre 14 chilometri.
"E' la mia tappa" ho pensato fin da subito, e avevo esternato questo pensiero anche la sera prima agli amici di avventura con cui condivido l'appartamento, anche se l'annullamento della seconda tappa recuperata poi mercoledì ci farà correre quattro giorni di fila col rischio che se oggi si esagera domani al tappone si arriva cotti oltremodo.

Giovedì mattina è il piccolo e grazioso parco adiacente il laghetto di Soraga che accoglie il popolo della Val di Fassa Running, la giornata è splendida, un bel sole su cielo terso con una temperatura fresca.
Carico al punto giusto alla partenza, sui primi chilometri in piano lungo la ciclabile asfaltata, le sensazioni però non sono delle migliori: le gambe girano ma una specie di affanno mi limita la respirazione e mi rende difficoltoso stare a ruota di Andrea Basoli nel gruppetto di testa. Corro ai ripari, rallento leggermente l'andatura e mi faccio riassorbire dai diretti inseguitori tra i quali c'è l'amico e compagno di squadra Davide. Durante questa fase lasciamo l'asfalto e imbocchiamo la strada forestale da dove inizia la salita vera e propria.
Cambiando la pendenza cambia anche il mio stato generale, ritrovo il giusto ritmo e con buon passo insieme a Davide ci alterniamo a salire. Questo tratto di percorso è piuttosto lungo, sulla cartina li ho calcolati in quattro chilometri, ma come ho detto con una pendenza costante che permette una volta preso il giusto passo di non avere sorprese fino allo scollinamento.
Corriamo immersi nel bosco, e mentre guadagniamo quota il panorama che poco alla volta si apre sulle punte del Catinaccio dall'altra parte della vallata è spettacolare, da foto. Lo indico con la mano più volte a Davide ma ahimè credo che impegnato com'è non riesca a cogliere il mio invito.
Terminata questa prima parte di gara dopo il ristoro ci aspettano due chilometri abbondanti in un continuo leggero vallonato, le mie gambe rispondono bene quando provo ad aumentare la velocità mentre così non fanno quelle di Davide; lo abbondano e metto nel mirino il ragazzo che mi precede e inizio a scorgere nei punti più aperti, intravedo anche una canotta rossa circa un minuto più avanti, che sia Andrea?
Raggiungo l'atleta quando incomincia la discesa, gli dico di scendere con me ma la risposta è laconica "eh magari...". Una cosa bella dei giri a tappe come questo è che inizi a conoscere oltre che al valore assoluto degli avversari anche quello più relativo sui diversi terreni, salita corribile, salita dura, discesa tecnica, discesa su forestale, etc... quest'ultima è la mia preferita dove le mie discrete qualità di stradista riescono a darmi un pizzico di vantaggio.
Mi butto giù a tutta cercando anche le migliori traiettorie tagliando le innumerevoli curve che poco alla volta ci fanno perdere quota. La canotta rossa avvistata sopra è proprio quella di Andrea, ma è ancora parecchio distante a circa 40 scooby doo (il mio personalissimo metodo per conteggiare i secondi) davanti a me. So che questa è l'ultima occasione per guadagnare qualcosa in classifica generale prima del tappone di sola salita di domani dove sicuramente sono molto svantaggiato nei confronti dei miei vicini avversari in classifica generale, e me la gioco pur rischiando una frollata di gambe.
Al cartello dei -3 km dall'arrivo aggancio Andrea, ci parliamo, reagisce e corriamo insieme fino ai meno due quando anzichè tornare sulla ciclabile svoltiamoa sinistra su per un micidiale strappetto di poco più di quattrocento metri. E' reset, le gambe si imbambolano ma riesco a superare bene l'ostacolo mentre Andrea è in parecchia difficoltà e perde parecchi secondi.
Mi gioco la tappa e scappo verso l'arrivo, con le ultime centinaia di metri su asfalto dove riesco ad essere ancora molto efficente e reattivo.

Taglio il traguardo in ottava posizione, soddisfatto per aver interpretato e gestito nel migliore dei modi questa tappa così come me l'ero immaginata, cosa che come si sà non sempre riesce.
Domani sarà un altro giorno, cercherò di conservare il passaggio in ottava posizione anche in classifica generale ma sarà veramente dura...

10,8 km 620 D+ in 1:03'44''
8° classificato.
Le classifiche qui;
foto e comunicati stampa sul sito NewsPower.it 

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4 commenti:

Matteo A. ha detto...

Grande Franchino!
Bellissimo racconto... molto coinvolgente! :-)
Lo strappo ai -2 dall'arrivo è stato davvero micidiale... e chi se l'aspettava un'impennata del genere!!?
Davvero tanti complimenti!

franchino ha detto...

Grazie Matteo!

Fausto di Bio Correndo ha detto...

Nel marasma di questi giorni ho perso questo tuo post! Beh? Hai mantenuto la posizione? Come stanno le gambe?!

franchino ha detto...

Fausto tutto bene, gambe perfette quest'anno tra aminoacidi e compressport. Il giro è finito, devo aggiornare ancora con l'ultima tappa.