mercoledì 25 maggio 2016

GIRO PODISTICO ISOLA D'ELBA 2016


Una forma di competizione che mi è sempre piaciuta è quella del giro a tappe, dal mio primo nel 2007 delle langhe e roero all'ultimo concluso da pochi giorni sull'isola d'Elba dove dal 16 al 22 maggio ha preso vita la ventiseiesima edizione del Giro Podistico Isola d'Elba.

Dopo l'esperienza vissuta nel 2010 (qui le cronache delle varie tappe con le mie considerazioni finali: 1a, 2a, 3a, 4a, commenti) ho voluto riprovare a parteciparvi, nella speranza di trovare una gara rinnovata e fresca. La trasferta con la preziosa compagnia di Marco B, Sarah e suo fratello Than incomincia domenica col viaggio verso l'isola, traghetto e presa in possesso della stanze all'hotel Frank's di Naregno, una sgambata poi in serata per riprendersi dal viaggio e primi incontri con gli altri concorrenti iscritti, tra tutti l'amico e habituè dell'isola Pimpe.
Lunedì mattina non contenti facciamo un breve uscita pregara per ambientarci al clima, tanto la gara prenderà il via solo alle 21:15 a Portoferrario, dopo la batteria, solo per oggi, riservata alle donne e agli over-65.
Come di consueto la prima tappa è un circuito cittadino di circa tre chilometri da ripetere due volte tra le viuzze del centro storico di Portoferraio, si parte come detto un quarto d'ora passate le nove di sera, il tracciato è nervoso, ricco di svolte e di cambi di pendenza, modesti per carità ma quanto basta per spezzare spesso il ritmo. Io corro bene, le sensazioni sono quelle di una corsa impiccata per forza di cose ma concludo abbastanza soddisfatto in sesta posizione questo mio primo impegno; il giro è appena iniziato e i giochi sono ancora tutti da fare. Qui la mia attività su strava e qui la classifica 1a tappa.


Trascorse neanche 12 ore da questa prima sgasata il popolo del giro si ritrova con le scarpette allacciate dietro la linea di partenza della seconda, inedita, tappa. Siamo a Lacona, per la prima volta protagonista al giro.
La partenza è all'interno di un camping, usciti dal quale imbocchiamo subito una salita su sterrato che in breve tempo ci porta a godere di un bel panorama sul mare. Salgo su bene, la strada forestale è bella e in buone condizioni tanto che riesco a correre agevolmente con le mie Boston da strada. Si corre immersi nella macchia mediterranea, la giornata è di sole pieno e la vista eccezionale anche per un non amante del mare come me. Il momento esteticamente più bello a mio parere sarà quello a metà percorso circa quando iniziato un tratto in discesa lo sguardo abbraccia il mare con l'isola di Montecristo e l'inconfondibile profilo piallato di Pianosa.
Sto bene, corro quasi sempre da solo e mi godo il percorso, incitato in quei frangenti in cui incontro i camminatori che partono una ventina di minuti prima di noi. Dopo una seconda salita si va a riprendere la strada forestale percorsa all'andata, mancano due chilometri tutti in discesa, stacco il cervello e felice mi lancio verso il traguardo che taglierò anche oggi in sesta posizione senza alcuna variazione in classifica generale. Qui la mia attività su strava e qui la classifica 2a tappa.


Il terzo giorno la carovana si sposta a Rio nell'Elba, nel 2010 la prova fu modificata per maltempo, oggi per fortuna la giornata è nuovamente bella e così si potranno affrontare le prime vere salite: sarà quella detta delle Panche la più impegnativa.
Si parte in discesa, oggi le prime tre donne si danno battaglia spietata e a spron battuto affrontano in testa il primo chilometro di gara. Dopo la discesa una prima facile salita ci riporta in paese e transitando dal traguardo imbocchiamo la dura asperità delle Panche. Prendo da subito il mio passo, corto e frequente per affrontare questo muro lungo un chilometro con una pendenza media del 14%. Raggiungo Luca Giraudo, una nuova e bella amicizia nata proprio qui al giro, due parole e continuo per la mia strada.
Allo scollinamento si svolta a sinistra da dove incomincia un lungo tratto in discesa, bella e corribile. Il pensiero è però quello di interpretarla bene perchè finita questa picchiata in giù ci aspetta una seconda e lunga salita. Mentre scendo in compagnia di un atleta che riconosco giornaliero dal colore del pettorale vedo mesto a bordo strada l'atleta Benini, che aveva dominato le prime due tappe e guidava la classifica generale. Per lui i problemi alla gamba che ci aveva raccontato in albergo sono stati evidentemente insormontabili tanto da obbligarlo al ritiro. Guadagno così una posizione in generale, anche se a nessuno piace farlo così.
Terminata la discesa siamo nuovamente sulla salitella fatta nel giro di lancio, all'incrocio anzichè rientrare in paese si prosegue per la seconda e più lunga salita, più morbida ma le gambe iniziano a essere stanche. Salgo in ogni caso su bene, incrociando i camminatori che sono già sulla via del ritorno essendo questo un tratto va-e-vieni. Nel punto più alto c'è il giro di boa, prendo l'elastico "testimone" da un ragazzo dello staff e di nuovo giù in discesa, godendomi le traiettorie ma stando molto attento agli atleti che sono ancora impegnati a salire. Concludo la gara in quarta posizione e come anticipato salgo in quinta in quella generale. Qui la mia attività su strava e qui la classifica 3a tappa.


Giovedì è giorno di riposo e al mattino andiamo a fare un allenamento defaticante sulla strada pianeggiante che da Capoliveri porta verso le miniere abbandonate, sarà la stessa che parzialmente percorreremo nell'ultima tappa.
Capita però che mentre scendiamo verso il mare Sarah si inciampa e cade a terra procurandosi diverse escoriazioni. Fortunatamente cade quasi da ferma e dopo un primo momento di spavento per il ginocchio ferito e una mano molto dolorante possiamo riprendere il rientro verso l'auto, sperando che i postumi della caduta le permettano di correre le ultime due tappe.
Il giorno successivo a questo di riposo movimentato ci ritroviamo tutti a Campo nell'Elba per la penultima e più lunga tappa. Lo speaker ce la spaccia per dodici chilometri ma saranno ben oltre i tredici e mezzo quelli da percorrere.
Anche oggi alla partenza le ragazze si danno battaglia serrata, io mi ritrovo nel gruppetto battistrada e in queste prime battute soffro, come spesso mi accade nella giornata successiva a quella di riposo, di una sensazione di gambe pesanti.
Dopo un paio di chilometri di pianura inizia la salita in direzione dell'entroterra, Luca si attarda da subito e io insieme a Boroni inseguiamo Galizzi e Battelli che hanno guadagnato qualche metro. La salita è bella, lunga ma di medio impegno e si corre agevolmente. Terminata questa non c'è un vero e proprio scollinamento ma un tratto pianeggiante leggermente mosso che ci porta fino a un bivio da dove incomincerà il tratto di discesa verso il paese di Campo.
Provo a stare attaccato al mio diretto avversario ma ha la gamba più veloce e così poco alla volta si avvantaggia nei miei confronti. Anche oggi il panorama è bello e scenografico, e mi distrae da questi cinque lunghissimi chilometri di discesa su asfalto. Al cartello dei meno due chilometri all'arrivo si rientra in paese, le gambe girano ancora bene anzi meglio che all'inizio e non sono fulminate dal lungo dislivello affrontato. Corro ancora bene e taglio il traguardo in quarta posizione guadagnando più di due minuti su Luca che riesco così a scalvalcare in classifica generale. Qui la mia attività su strava e qui la classifica 4a tappa.


Sabato è il giorno conclusivo di questa edizione del giro, e l'appuntamento è a Capoliveri. L'aria che si respira è quella dell'ultimo giorno di scuola, ma prima di festeggiare c'è ancora il compito dell'ultima tappa da correre: non lunghissima ma con una salita piuttosto impegnativa.
Alla partenza dal centro di Capoliveri ci portiamo sulla strada che in discesa conduce alla località in riva al mare detta dell'Innamorata. Oggi sto bene e dopo le prime battute quando il gruppo inizia a sgranarsi e a prendere fisionomia mi ritrovo a tallonare il battistrada Luca con al mio fianco il bresciano Boroni. Battelli e Galizzi che si giocano la vittoria finale sono poco dietro e mi balena per la testa che forse contenti così ci concedono a noi immediatamente dietro la possibilità di giocarci la tappa.
Macchè,... Iniziata la salita si passa sullo sterrato e per un chilometro e mezzo si punta verso l'alto con una pendenza media del 9%. La giornata è calda e la salita tutta esposta al sole.
Mi passano Galizzi e Battelli, Boroni era già avanti ma il mio mirino è puntato su Luca che mi precede di una manciata di secondi. Salgo col mio passo, so che lui non è molto efficiente in salita ma tiene bene mantenendo invariato il distacco fin su in punta quando dalla carrozzabile le gambe ritrovano il piatto della larga forestale già corsa giovedì. Mancano solo più tre chilometri, poco alla volta mi faccio sotto a Luca visibilmente affaticato. lo raggiungo e lo passo, spero rimanga con me ma velocemente perde terreno. Continuo così, in spinta godendomi questi ultimi momenti di gara, del giro, delle ferie,...
Da strada bianca si ripassa sull'asfalto, due curve tra il tifo dei camminatori e del pubblico e si rientra in paese. E' fatta! Taglio il traguardo in quarta posizione confermando definitivamente anche la quarta in generale. Qui la mia attività su strava e qui la classifica 5a tappa e quella finale generale.


Bene anche i miei compagni di avventura di questa settimana, Sarah stringe i denti e dolorante e zoppicante conclude in quinta posizione assoluta senza perdere alcunchè per la caduta di giovedì, Marco purtroppo dopo due tappe viene afflitto da dolori alla schiena ma sebbene perde qualche diverse posizioni in generale riesce a concludere il suo giro e Than, dopo un mattinata difficile venerdì limita i danni e conclude bene.

Conclusioni finali: avevo scritto dopo la mia prima esperienza nel 2010 che ero rimasto un pò deluso dal tenore di organizzazione e infatti non ero più tornato all'Elba a correre. Ho voluto riprovarci ma ahimè il mio giudizio rimane non del tutto positivo. Sicuramente il posto e i paesaggi sono belli, inoltre abbiamo goduto di una settimana metereologicamente bellissima che ha reso tutto più facile e piacevole. I percorsi delle tappe li ho trovati gradevoli, forse un pò troppo asfalto ma per uno stradista come me non mi sono dispiaciute. In zona ritrovo tutti i giorni c'era il servizio massaggi oltre che il ristoro, non ricchissimo ma onesto. Due ambulanze sempre presenti a disposizione. Quello che mi/ci ha fatto un pò cadere le braccia è stato sabato sera alle premiazioni, quando il premio per tutti i rientranti in classifica eccezion fatta per i primi/e assoluti sono stati dei buoni acquisto a scalare per un negozio sportivo vicino Pisa. Sinceramente non ho gradito, anche se dopo aver preso contatto in questi giorni riusciamo ad usufruirne acquistando online. Qualche prodotto locale credo sia stato più ben voluto a tutti. Spero e mi auguro che venga presa una nuova e fresca gestione della manifestazione e a leggere dalla pagina fb dell'evento se lo augurano in tanti.
Rimane infine un bel allenamento per il mio prossimo appuntamento che mi vedrà arrancare su e giù per i sentieri dolomitici; manca solo un mese e non vedo l'ora!

sabato 7 maggio 2016

SARNICO LOVERE RUN 2016

 

Lo scorso fine settimana, complici la festività per il 25 aprile che cadeva di lunedì e una congiunzione favorevole dei miei turni con quelli di Sarah sul venerdì precedente, siamo stati quattro giorni sul lago d'Iseo in occasione della Sarnico Lovere Run, gara che da diverse fonti e commenti mi è sempre stata descritta come bella e meritevole di essere corsa.

Venerdì siamo dunque a Lovere, punto di arrivo della gara, a 25 km da Sarnico dove domenica mattina ci portano le navette e da dove i 3700 iscritti correranno lungo la strada che costeggia il lago. L'atmosfera è quella dei grandi eventi, i numeri sono grosso e la cittadina piccola ma la buona organizzazione già ben rodata dalle cinque precedenti edizioni permette che tutto fili liscio.
Mi avvicino a questo appuntamento non in pienissima forma nè fisica nè mentale; nelle due settimane a ridosso della gara sono stato colpito da un forte raffreddore che mi ha tenuto la testa chiusa e fatto saltare qualche allenamento, tanto che durante il servizio di pacer che ho svolto solo sette giorni prima alla mezza Santander organizzata dalla mia squadra a Torino ho vissuto sensazioni brutte negli ultimi chilometri. Come affrontare dunque questo impegno? L'idea è quella di partire rilassato e di godermi la prima parte di gara per poi vedere come sono le condizioni e così correggere il tiro in corso d'opera: la distanza è notevole per i miei canoni, quasi al limite e non ho velleità cronometriche.
Adotto quindi questa strategia e passate le prime centinaia di metri dopo lo sparo mi assesto a un comodo passo di crociera. Non guardo il crono se non al primo cartello chilometrico, cerco di correre agile ma non ci riesco perfettamente, una noia al tendine esterno al malleolo mi rende l'appoggio fastidioso e ciò mi sconforta pensando che proprio in queste prime battute al contrario volevo far girare le gambe senza troppe preoccupazioni.
Al ristoro del quinto chilometro raggiungo la minuta Elena Casaro, un volto noto con cui anni fa abbiamo condiviso le fatiche sui sentieri della Traslaval. Corriamo qualche metro insieme poi io guadagno qualcosa e non la vedo più. Nel mentre combatto sempre col fastidio alla caviglia e inizio a pensare che altri quindici venti chilometri così saranno eterni, tanto che dal quinto al decimo non mi diverto neanche più di tanto anzi, i pensieri sono cupi e l'unico obiettivo è quello di arrivare, vedo il traguardo come una liberazione e non come una conquista e ciò non è bello vero?!
E invece al decimo qualcosa cambia, sono solo e percepisco una presenza dietro di me, mi volto leggermente e vedo Elena che mi segue come un'ombra. Bene penso, almeno posso essere utile a qualcun altro oggi!
Inizia così una gara nella gara che molto brevemente sintetizzo in un ottimo affiatamento che le permettono dalla quarta posizione assoluta femminile ad agguantare il secondo posto correndo la secondo metà gara in buona e costanza progressione.
Il mio animo così si risolleva, il panorama poi di certo aiuta anche molto, una bella giornata di sole riempe di colori i nostri occhi pieni del verde delle montagne e del blu del lago e alzando lo sguardo si riesce a scorgere giù in fondo le cime imbiancate dell'Adamello.

Corro finalmente gli ultimi chilometri bene, leggero e senza fastidi, godendomi tutto ciò che è intorno a me e concludo la mia fatica in 1:37' netti in sessantacinquesima posizione. Neanche il tempo di rifiatare ed ecco che dopo soli tre minuti arriva anche Sarah con un eccellente quinto posto assoluto.
Avrei potuto fare meglio? Sì, ne sono certo. La relativa freschezza con cui sono arrivato e le immediate condizioni positive nei momenti successivi all'arrivo me lo confermano ma oggi è andata così e sono felice di aver scoperto una gara veramente bella e ottimamente organizzata che sicuramente mi rivedrà al nastro di partenza.
La nostra permanenza al lago si conclude lunedì, dopo un'uscita defaticante organizzato dallo staff della manifestazione capitanato da Gianni Poli sull'isolotto di Monte Isola offerto a un numero ristretto di partecipanti alla gara.
Qui sotto alcune foto, mie e della pagina fb dell'evento e un bel video finale: 
 

martedì 22 marzo 2016

BIELLA PIEDICAVALLO 2016

Questa domenica sono tornato a gareggiare nel biellese, dove dopo la mia prima bella esperienza dell'anno scorso ho partecipato nuovamente alla Biella Piedicavallo.
La gara è atipica, nel senso che è una lunga salita che dal centro della città di Biella ci porta percorrendo la val Cervo fino al grazioso e caratteristico borgo di Piedicavallo, dopo poco meno di diciannove chilometri e uno sbalzo di circa 650 metri. Il percorso lo conosco e anche quest'anno insieme a Sarah siamo venuti a fare un sopralluogo/allenamento lungo gli ultimi 8 chilometri di gara.
Dopo aver svolto i consueti e indispensabili rituali pregara alle 10 in punto si parte dalla centrale piazza Vittorio Veneto per andare a imboccare dopo due chilometri pressoché piatti in città la provinciale della valle Cervo. Da questo punto inizia la salita vera e propria e di conseguenza la gara.
Io sto abbastanza bene, già dai primi metri dopo lo start mi ritrovo nel gruppetto dei primi dieci atleti composto tra gli altri dagli specialisti della corsa in montagna Mosca, Abate e Chevrier. Le gambe girano bene l'unico problema è la respirazione molto accelerata, cosa di cui ho sofferto tutta questa settimana dopo aver subito nella scorsa di un pò di febbre dovuta a un forte raffreddore.
Non mi faccio di certo intimorire e affronto bene la salita acquisendo fin da subito quel passo che a sensazione ritengo il più adeguato alla mia condizione; sono in settima posizione, tallonato a breve distanza da due amici della Valsusa Running.
All'ingresso di Sagliano Micca una grande sorpresa che mi riempe di gioia: c'è l'amico  compagno di squadra  Davide "Giubba" Giubellino a bordo strada a fare il tifo a tutti noi! La gara prosegue senza grosse difficoltà fino all'incirca a metà della salita, quando prima di entrare in Campiglia inizio ad accusare un calo di forze quasi verticale.
Mancano otto chilometri,... di salita, e nella mia mente si addensano pensieri cupi. Li scaccio via, se le gambe mi stanno abbandonando almeno teniamo in forze la testa.
Cerco di pensare al percorso e a godermi i rari cambi di pendenza più favorevoli. Proseguo, da solo, aspettando che qualcuno mi torni sotto e così accade dopo un paio di chilometri. Mi raggiunge Diego, ci scambiamo due chiacchiere e la sua compagnia mi rinvigorisce per un breve periodo, terminato il quale poco alla volta perdo contatto.
Mi sento vuoto, completamente. Ho perso interesse per il lato agonistico è il mio unico obiettivo e portare le gambe al traguardo. Raggiungo Rosazza, il passaggio sul ponte e lo strappetto in curva prima di entrare in paese, continuo uscendo dal paese per raggiungere il ponte Pinchiolo. Da qui mi rimangono gli ultimi 800 metri piuttosto difficili per la pendenza molto accentuata.
Mi volto per la prima volta, per vedere se arriva qualche atleta. Sono in ottava posizione, l'ultima che garantisce il premio in soldi.
La strada dietro di me è sgombra posso affrontare quest'ultima dura asperità con un pò più di tranquillità.
La strada compie una leggera semicurva a destra e solo all'ultimo si vede il gonfiabile del traguardo, e a differenza di quel che pensavo oggi mi sembra più vicino del solito.
Negli ultimi metri tra il pubblico quasi mi trascino ma tant'è,... taglio il traguardo in 1:16'58'', di ben due minuti e mezzo oltre il crono del 2015 in ottava posizione tra gli applausi del pubblico che penetrano ovattati nella mia testa e i complimenti dello speaker Claudio Piana ottimo organizzatore di questo evento.
Ci vorrà un bel pò di tempo seduto a terra prima di riprendermi, è stata dura oggi, tanto, ma con la motivazione sono riuscito a limitare i danni di una giornata veramente no.

sabato 13 febbraio 2016

STRAMAGENTA 2016

Domenica scorsa l'appuntamento agonistico mi ha portato insieme a Sarah a Magenta, nell'hinterland milanese, dove la novarese Atletica Palzola organizzava la terza edizione della Stramagenta, gara a circuito cittadino con la certificazione della fidal per la distanza di 10 km; un' ottima occasione quindi per misurarsi sulla distanza e per dare una svegliata alle gambe dopo che nelle ultime tre gare avevo corso solo mezze maratone.

La mattina del 7 febbraio la giornata è umida, non fredda, ma con momenti di lieve pioggia, a Magenta siamo attesi in circa duemila concorrenti tra la prova agonistica e quella non competitiva el minuscolo palazzetto dello sport ci offre un posto coperto e caldo, dedicato a tutta la logistica della manifestazione.
La partenza è alle 10:00 ma mi porto in griglia una decina di minuti prima, in realtà non esistono griglie ma solo un ingresso dal davanti privilegiato ai primi 50 pettorali top, ingresso di cui però usufruiranno negli ultimi minuti anche diversi concorrenti non autorizzati con sonori complimenti e auguri di varia natura da noi pirla che ci eravamo correttamente posizionati.
Pazienza, allo sparo perdo veramente poco tempo a zigzagare i più lenti e a risalire parte del gruppo; la sede stradale, dopo una prima svolta a destra dopo duecento metri dallo start e abbastanza ampia e da modo di far sfogare il gruppone.
Come accennato il percorso di gara è un circuito cittadino da affrontare due volte, nei minuti prima della partenza l'amico Gianfranco Bedino mi ha ragguagliato a grandi linee su quello che ci aspetta, a voce non è veloce e inoltre il fondo bagnato farà prestare molta attenzione nei tratti in pavè e lose. E infatti tutte queste considerazioni si concretizzano in gara: una volta raggiunto il mio ritmo gara ed aver terminato di superare gli atleti più lenti mi concentro sui continui cambi di direzione e soprattutto sul fondo stradale che alterna asfalto, porfido e piastrelloni di pietra pericolosamente bagnati.
Fortunatamente le mie boston hanno un buon grip e mi permettono di correre tranquillo, anche se nelle svolte strette il timore c'è e tiro su il piede dal gas: oggi non si piega! Le gambe rispondono bene ma non sono al top, non mi sento brillante come nelle ultime gare probabilmente anche per il fatto che da tempo non correvo a questi ritmi per me molto sostenuti.
Concludo il primo giro e mi lancio per il secondo, al cartello del quinto chilometro lappo il garmin che mi rende un 16'57'', non male penso ma contemporaneamente penso anche che devo ripercorrere tutto il giro e ho un attimo di flessione mentale. Corro al limite, la lancetta è fissa e vicinissima alla zona rossa, a grandi linee mantengo sempre la stessa posizione da inizio gara e verso gli ultimi due chilometri ne guadagno qualcuna.
Patisco un leggero cedimento all'inizio del chilometro finale ma oramai il profumo del traguardo è troppo forte. Mi impegno a mantenere anocroa un'azione efficace e in spinta finchè ne ho ma senza fare alcun tipo di volata, a duecento metri dall'arrivo c'è il professor Rondelli che attende la sua atleta Reina a dare i tempi a tutti, ultima svolta e voilà il tappeto del chip.

Concludo sfinito e senza polmoni in trentesima posizione assoluta, con un crono finale di 34'00''. Soddisfatto e un pelo rammaricato per non essere riuscito a scendere anche solo di un paio di secondi sotto i 34 minuti ma va bene cosi, considerato il percorso molto nervoso, il clima e preparazione. Qualche critica per l'organizzazione c'è stata, speriamo ne facciano tesoro.

sabato 30 gennaio 2016

MEZZA MARATONA DI SAN GAUDENZIO 2016

Dopo la mia prima partecipazione nel 2015 a questa manifestazione in terra novarese anche quest'anno ho corso la mezza maratona di San Gaudenzio, gara di sola approvazione UISP ma che, come sta succedendo in giro per l'Italia per altri eventi, ha riscosso un notevole successo in numero di partecipanti; infatti gli iscritti saranno oltre i duemila tra i non competitivi impegnati sulla distanza minore di 9,3 km e la maggioranza sulla distanza dei 21: saremo 1800 a tagliarne il traguardo.

L'anno scorso la gara fu condizionata dal meteo, era sì una bella giornata serena ma funestata dal vento che tirava teso per tutta la seconda parte del tracciato. Quest'anno sembra meglio, il cielo è azzurro e all'arrivo a Novara sta per spuntare il sole, solo la temperatura è un pò fredda assestandosi un paio di gradi sotto lo zero.
Dopo la solita trafila del ritiro pettorale e il piacevole incontro-raduno con gli amici di runningforum.it nel comodo palazzetto dello sport, incomincio il riscaldamento insieme a Sarah che ahimè viene in parte vanificato dal ritardo di dieci minuti della partenza. Qui inoltre non sono previste le griglie e portarsi in partenza con un filo di anticipo è d'obbligo se si vuole partire decentemente senza calpestare gli intelligenti che non sanno posizionarsi correttamente in base alle proprie qualità.
Fatto sta che si parte, in poche decine di metri prendo facilmente il mio passo risalendo il gruppone. Mi sento salutare al volo da una canotta gialla che arriva forte da dietro, è lo zio Rigo che sorpresa! Qualche veloce parola e poi lui rallenta mentre io proseguo col mio passo insieme a un gruppetto di tre atleti.
Ho freddo, non ho sensibilità alle mani e schiacciare il tasto lap al quinto chilometro è un'impresa, le gambe invece, per fortuna, girano bene. Siamo fuori Novara e poco a alla volta entro del tutto in temperatura, il percorso è un pò noioso è vero, ma a me spaziare tra campi e cascine piace e non poco. Oltrepassata la metà gara senza alcuna azione da parte mia inizio una lenta ma inesorabile rimonta nei confronti degli atleti che mi precedono sbarazzandomi allo stesso tempo dei ragazzi che mi avevano fatto compagnia fino a quel momento. Ah che bello senza vento! Su queste stradine l'anno scorso era una lotta impari contro il dio eolo mentre oggi è tutto più facile, anche se, a sensazione ma poi avvallata dai dati del garmin su strava, mi accorgo che stiamo correndo su un leggerissimo falsopiano a salire.
Si punta su Novara, in fondo in mezzo alla foschia scorgo la cupola dell'Antonelli ma con gli occhi cerco la torre delle antenne che si erge vicinissima alla zona d'arrivo. Entrati in città un serie consistente di svolte ci porta velocemente nei pressi dello stadio dove, oramai solo, corro gli ultimi metri di questa gara sul tappeto rosso.

Chiudo questa mia seconda mezza da inizio anno in 1:16'03'' e in ventiduesima posizione, qualche secondo oltre a ciò a cui puntavo ma consapevole, dopo l'analisi dei parziali ogni 5 km corsi tutti in progressione e quindi in negative split, che il freddo patito prima dello start mi potrebbe aver rallentato nella prima parte di gara.
Nessun problema, le sensazioni anche oggi sono state molto buone e la stagione è appena incominciata!
Brava anche Sarah che riesce a vincere una gara a cui è legata e affezionata in modo particolare.

 

sabato 23 gennaio 2016

MEZZA MARATONA SUL BREMBO 2016

Veloce e ritardatario report della mia gara corsa il giorno dell'Epifania a Dalmine.
Soddisfatto per l'organizzazione e anche per la bella gara corsa per la prima volta nel 2015, che come scrissi fu una piacevole scoperta, anche quest'anno il primo appuntamento agonistico mi ha visto impegnato sulle strade bergamasche di Dalmine.
Arrivati insieme a Sarah in mattinata, ci accoglie una bella giornata soleggiata e fredda. Solite formalità e alle 10:00 si parte. Come sto? Bene dai, in questi primi giorni dell'anno ho ripreso a carburare bene sia con le gambe che con la testa ed è tornata la voglia di allenarmi con un pò più di metodo rispetto ai mesi passati.
Negli istanti dopo lo sparo cerco subito di trovare un ritmo agevole e che mi faccia scaldare bene, l'attesa sulla linea di partenza e la temperatura veramente frizzante infatti mi fanno provare ancora del freddo addosso. Mi passano così diversi atleti a spron battutto, tanto che all'incirca al terzo chilometro sfruttando un tornantino a scendere mi conto in ventinovesima posizione.
La gara prosegue senza particolari guizzi, mi godo il paesaggio, la bella giornata e le gambe che entrate in temperatura fanno il loro dovere. Col passare dei chilometri avvicino e sorpasso diversi atleti fino a un gruppetto con quattro ragazzi con cui corro la seconda parte del percorso. Fatto il più e superato il secondo cavalcavia sull'autostrada il plotoncino di disunisce, siamo al diciottesimo e si inizia a fare i conti con la stanchezza.
Parte un ragazzo, provo a seguirlo ma la sua accelerazione è troppo violenta per me e guadagna velocemente parecchi metri, poi poco alla volta il vantaggio si stabillizza a una trentina di metri circa. Conosco la strada, dobbiamo percorrere un drittone di due chilometri abbondanti fino alla svolta a destra che ci immetterà sul rettilineo del traguardo.
Lo tengo nel mirino senza tante speranze, ma poi il gap che ci divideva incomincia a diminuire; senza forzare lo raggiungo a neanche un chilometro dall'arrivo. Lo affianco, ci guardiamo senza parlarci, "ci hai provato" gli dico sorridendo con gli occhi "ci ho provato!" mi rispondono i suoi.
Continuo così la mia solita progressione finale, il pubblico ai lati, il primo passaggio sotto al gonfiabile, la difficile inversione a U e gli ultimi cento metri sul tappeto rosso.
Anche questa è fatta! Chiudo con 1:15'27'', quattordici secondi più lento che nel 2015, in dodicesima posizione assoluta da che ero in ventinovesima; ottimo rapporto CV/CFV!
Su Strava la mia attività con i parziali e l'altimetria qui.
 

mercoledì 30 dicembre 2015

INVERNALISSIMA 2015

Qualche giorno prima delle festività natalizie ci regaliamo con Sarah un weekend lungo in Umbria per poter correre una famosa mezza maratona del centro italia organizzata a Bastia Umbra per la trentottesima volta. E' l'Invernalissima, una classica gara di fine anno che tocca il famoso territorio di Assisi.

Arriviamo a Bastia Umbra sabato nel pomeriggio, ritiriamo i pettorali e via per una veloce sgambata per smaltire le oltre cinque ore di viaggio. La giornata è ancora bella, fresca ma serena.
Il mattino della gara invece un ben altro meteo ci aspetta alla sveglia, tutta la zona è infatti sommersa da una spessa nebbia; che dire, mi sento a casa!
Mi piace quando partecipo alle gare fuori dal solito contesto locale o comunque in zone già viste, qui per me è tutto nuovo, posti, luoghi facce e parlate. La zona di partenza è nei pressi del centro fiere che coi suoi ampi spazi coperti offre una comoda logistica al popolo dei runner presenti.
Dopo un buon riscaldamento mi porto con qualche minuto di anticipo nell'unica griglia presente, è già affollata ma chiedendo spazio riesco ad arrivare a circa un metro dal tappeto dei chip. Alle 9:50 lo sparo ci proietta tutti in avanti, le prime decine di metri sono un pò ingolfate ma riesco subito a prendere posizione sul marciapiede alla mia destra e a risalire velocemente il gruppo assestandomi a una velocità a me comoda.
Un altro aspetto di quando si gareggia in trasferta è che non sai bene regolarti rispetto ai tuoi soliti avversari non conoscendo gli altri atleti, e la corsa diventa ancora di più istintiva.
I primi chilometri si snodano nella cittadina di Bastia Umbra, c'è un gruppetto davanti a me con una ragazza accompagnata da un altro atleta e da un ragazzo in bici, dovrebbe essere la prima e Sarah me l'aveva descritta come una valida "o ma è forte eh,... ti arriva anche davanti", sarà, ma io sto bene e appena mi aggancio a loro sento che il ritmo è un pelo inferiore alla mia condizione, potrei farmi portare per qualche chilometro ma decido di fare la mia gara e poco alla volta mi avvantaggio.
Lasciamo Bastia ed entriamo un Santa Maria degli Angeli, la nebbia sembra essere ancora più spessa, l'umidità scende a secchiate e la respirazione ne risente leggermente. Mi raggiungono due ragazzi, il più giovane prosegue mentre il secondo, di una squadra di Senigallia, rimane con me. Passata la basilica di Santa Maria dobbiamo affrontare il sottopasso ferroviaro e qui nella curva in discesa perdo l'aderenza delle scapre sull'asfalto umido scivolando ma rimanendo in equilibrio, mi scuso col mio compagno di corsa perchè gli ho praticamente tagliato la strada ma mi tranquillizza dicendomi che anche lui oggi sta correndo sul sapone,... bene penso io, e sì che le mie scarpe sono nuove. Nuove ma pessime sul bagnato.
Proseguiamo insieme su un lungo rettilineo immerso nella nebbia, qualche parola ogni tanto e arriviamo al cartello di metà gara. Siamo in mezzo alla campagna e a sensazione alla mia destra ci dovrebbe essere la collina di Assisi col caratteristico profilo della Basilica di san Francesco ma ahimè la vista è limitata a un centinaio di metri al massimo.
L'altimetria pubblicata sul sito della gara mostrava un andamento in falsopiano a salire fino all'incirca al quindicesimo chilometro e infatti in alcuni momenti la pendenza sfavorevole si sente di più, e anche a sensazione, come poi riscontrerò nei lap presi ogni 5 km, questo tratto tra il decimo e il quindicesimo lo patisco maggiormente.
Oltrepassato il cartello del quindicesimo chilometro dopo una leggera svolta a sinistra la musica cambia! "si scende" dico al mio compagno e rinvigorito dalla pendenza favorevole mi metto davanti a dettar il ritmo. Sto bene, e inizio a sentire il profumo del traguardo.
Non so a quanto sto correndo ma le sensazioni sono ancora molto buone. Questo ultimo step di gara trascorre molto velocemente, ci ritroviamo sulla via di andata e da qui fino all'arrivo conosco la strada che faremo.
Il ragazzo non riesce a darmi il cambio ma non importa, "chi ne ha va" gli avevo detto poco prima, e vado io.
A un chilometro dal traguardo si entra nella zona industriale, faccio la mia solita volata lunga contro un immaginario avversario e giungo sul tappeto rosso del rettilineo d'arrivo, il cronometro ha appena scandito l'ora e sedici, ancora qualche metro e dopo 1:16'09'' termino la mia gara in ventesima posizione assoluta.

Un tempo discreto ma che mi soddisfa, come ho detto le sensazioni anche oggi provate in gara sono state molto buone, inoltre la manifestazione è stata organizzata molto bene e i 1900 iscritti ne dà il giusto riscontro. 

venerdì 18 dicembre 2015

UN PO DI CORSA 2015

Anche quest'anno ho partecipato alla gara di Natale organizzata dalla mia società in concomitanza alla camminata benefica promossa dalla onlus Forma a favore dell'ospedale Regina Margherita di Torino.

Due le distanze previste, la mezza con un rinnovato percorso a giro unico che abbraccia il fiume Po attraverso i viali del parco del Valentino e la dieci chilometri su un tracciato che percorreva gli stessi viali ma ovviamente in maniera ridotta. Io ho gareggiato su quest'ultima distanza, dopo la maratonina di Trino e la mezza maratona di domenica prossima a Bastia Umbra non potevo correre ancora ventun chilometri in gara e inoltre ero curioso di paragonare la condizione di adesso rispetto all'anno scorso quando vinsi questa stessa gara.
Il ritrovo è presso il Palavela che funge da polo logistico mentre la partenza, alle dieci in punto avviene sul corso Unità d'Italia. Le due gare partono in contemporanea e da subito sono alcuni atleti della più lunga a menare le danze. Io sto abbastanza bene e mi accodo a loro in compagnia di un altro paio di atleti, questa volta della dieci chilometri a vedere dal colore dei pettorali differente.
Dal corso si entra dentro il parco e qui si corre tutti insieme fino dopo il castello della facoltà di architettura dove è posizionato il bivio che divide i due percorsi di gara.
Svolto a destra e mi ritrovo davanti in testa con il mio diretto avversario a inseguire pochi metri dietro; non mi volto ma lo sento bene, aspetto qualche istante per vedere se ritorna sotto ma così non avviene.
Attraverso il ponte di corso Vittorio Emanuele passiamo sull'altra sponda del fiume Po, conosco bene tutto il tracciato allenandomi da sempre su questi viottoli e decido di proseguire con la mia azione. La gara ha pochi sussulti, il vantaggio aumenta in modo graduale fino a una ripida salitella che dalla ciclabile a filo del fiume ci porta sul ponte Balbis: grazie agli allenamenti in salita l'affronto bene senza esitazioni guadagnando ancora qualcosa.
Si ripassa al di là del fiume, discesa e svolta a gomito per affrontare gli ultimi due chilometri in direzione del traguardo posto di fronte al palavela.
Vinco così per il secondo anno questa gara, con un ritmo molto simile a quello dell'anno scorso (il percorso è cambiato e quindi non paragonabile) e con buone sensazioni generali.
La mia gara su Strava qui.

 
(foto di Ernesto Somadaj per Podoandando)

domenica 6 dicembre 2015

MARATONINA TERRE D'ACQUA TRINO 2015

E quel titolo che non ti aspetti,...

La mia stagione autunnale sta proseguendo finalmente in maniera abbastanza decorosa, con una rinnovata voglia di allenarmi con più metodo grazie anche al fatto che sto mettendo a posto i problemi posturali con l'aiuto della clinica osteopatica Asomi di Torino. Le sensazioni stanno tornando ad essere quelle giuste, sia in allenamento e sia come vedremo, in gara.
Ci eravamo lasciati qui sul blog con la mia gara all'ecomaratona del barberesco di Alba, a cui è seguita una settimana di ferie con Sarah tra Bassano del Grappa, l'amata val di Fassa (tanto per cambiare dirà qualcuno) dove un meteo eccezionale ci ha permesso di fare diverse escursioni e infine Riva del Garda per correre la Half Marathon Garda Trentino, disputata più per allenamento insieme ad Andrea in quanto fisicamente stanco dalle camminate in montagna.
Tornati a Torino mi sono rimesso sotto con gli allenamenti, senza strafare ma cercando un aumento graduale della quantità e qualità, curando anche quella che si chiama costruzione, molto importante in questo periodo dell'anno, con le salite lunghe sulla collina di Torino.
Domenica 29 novembre ho così gareggiato a Trino Vercellese, dove oltre alla classica maratonina si è anche svolta la gara sulla distanza della maratona.
La mattina è fredda, invernale. Durante il viaggio di avvicinamento a Trino un sole infuocato albeggia sui campi brinati, in questa zona c'è la vecchia centrale nucleare e in testa si affaccia immediatamente una melodia preogressiva vecchia di anni fa,... nuclear sun. Mentre la mente canticchia a Trino stanno per partire i maratoneti, solito incontro con tanti amici e dopo le varie formalità e ritualità alle dieci è il nostro turno.
La temperatura non si è alzata di molto, siamo un paio di gradi sopra lo zero ma ho effettuato un buon riscaldamento e sto bene. Allo sparo le gambe girano subito rotonde, non ho idea di quale ritmo possa tenere e cerco di prendere una velocità agevole. Incontro l'atleta della Dragonero che mi aveva battuto ad Alba a inizio mese e scambiamo due parole facendoci compagnia da qui e per buona parte di gara. Usciti dalla cittadina si affronta un cavalcavia, poche centinaia di metri prima mi aveva sorpassato l'amico Giancarlo guadagnando poi un piccolissimo margine, in salita mi sento molto efficace o quantomeno di più del gruppetto di cui faccio parte e senza impegnarmi più di tanto vado a ricucire il gap con Giancarlo, portandomi dietro a rimorchio il drago e un ragazzo del forhans.
Siamo in quattro e insieme corriamo per quasi tutto il percorso che è sempre il solito, a volte monotono nel suo va-e-vieni, in mezzo ai campi di riso. Prendo i parziali senza guardarli ogni cinque chilometri, a Costanzana c'è il giro di boa che ci ributta sul strada affrontata all'andata incrociando gli atleti della seconda metà del colorato serpentone. Qualche voce di incitamento da parte degli amici fa sempre piacere!
Io sto ancora bene, mi sento efficace e dopo un piccolo calo passato il dodicesimo chilometro in cui sfrutto la scia dei miei compagni per rifiatare un attimo riprendo le forze e coraggio. Si ripassa dalla frazione di Robella e sui suoi falsopiani mi sento ancora bene, siamo rimasti in tre, l'amico drago si è attardato e ci stiamo avvicinando all'ultimo chilometro.
Che fare in questi casi? Beh specialità della casa,... volata lunga! Al cartello del ventesimo faccio segno a Giancarlo che io parto: chi ne ha, và! Do un colpo piuttosto secco, sento per qualche decina di metri i due compagni immediatamente dietro di me poi poco alla volta i passi e gli affanni si allontanano mentre io proseguo nella mia azione.
Si rientra in Trino, ultimo lungo rettilineo che fino all'ultimo non fa scorgere il gonfiabile dell'arrivo. Il pubblico, il cartello del ventunesimo, lo speaker,... taglio il traguardo in tredicesima posizione in 1:15'50'', non un tempone ma in linea con gli allenamenti fatti, e soprattutto molto buone le sensazioni che mi hanno permesso di correre sempre bello in spinta e grande regolarità sui lap ogni 5 km: 18'06''-17'56''-18'08''-18'05''-3'35''.

Ah, dimenticavo.
Le gare di Trino valevano per il titolo regionale di categoria sulla distanza della maratonina e della maratona e proprio qualche giorno prima pensavo in allenamento che sarebbe stato bello vincerne uno nella gara che più amo, ma ahimè spesso lì davanti ci sono cavalli che corrono ben più rapidi di me.
Bene, domenica sono stato io il cavallo più veloce.

domenica 15 novembre 2015

6a ECOMARATONA DEL BARBARESCO 2015

Oramai è per me un appuntamento immancabile questa manifestazione sulla doppia distanza dei 21 e 42 km con connotazione eco che si corre il primo weekend di novembre su e giù per i bric delle langhe albesi.

Questo inizio di autunno ci ha regalato un clima mite, a momenti quasi primaverile e anche il primo novembre, giorno della gara, una giornata tersa e tiepida accoglie i mille partecipanti presenti ad Alba. Finalmente l'organizzazione sta riscuotendo il successo meritato tanto che le iscrizioni sono state chiuse anzitempo per il raggiungimento della quota massima ammissibile.
Il percorso è il solito e lo conosco a memoria: sono tre le salite più importanti miste a un continuo saliscendi tra le vigne accese dai colori autunnali tra Alba e Barbaresco. Io non ho un'idea chiara sullo mio stato di forma; l'ultimo periodo di allenamenti è stato piuttosto scarso con ben poca qualità per alcuni problemi fisici e la condizione ne ha per forza di cose risentito, ma la fiducia e la voglia di fare bene ci sono sempre e con questa convinzione parto per affrontare questi 21 chilometri a me molto cari.
Dopo le prime battute in piano in cui tengo la testa della gara è un atleta a me sconosciuto di Genova che mena le danze imprimendo un buon ritmo, provo a stargli dietro studiando le sue difficoltà nelle viscide discese ma quando mettiamo i piedi sull'asfalto nella lunga salita verso Barbaresco poco alla volta guadagna terreno portandosi a ruota un altro concorrente lasciandomi in compagnia di altri due atleti, entrambi della Dragonero.
Dopo il passaggio a Barberesco, più o meno a metà gara, inizio però ad accusare una precoce stanchezza, cerco di metterci una pezza in ogni modo senza però ottenere il risultato sperato. Perdo contatto dai due compagni d'avventura, siamo circa al quindicesimo chilometro e c'è ancora da affrontare l'ultima ripida salita della collina di Altavilla. Oltre alle gambe perdo un pò di concentrazione, inutile negarlo, la carica agonistica è scemata del tutto e l'unico pensiero che mi rimane è quello di arrivare al traguardo.
Corro svogliatamente i tre chilometri finali in discesa, con un ultimo piccolo guizzo d'orgoglio a tenere lontano l'atleta che mi seguiva e che si stava pericolosamente avvicinando.
Concludo così la mia quinta partecipazione in quinta posizione con un tempo di ben 3'30'' superiore all'anno scorso che rispecchia le opache sensazioni provate in gara.

Che dire per concludere, innanzittutto vanno rinnovati i complimenti allo staff organizzativo capitanati dall'amico Massimo Casagrande che ha tirato su un'altra bella edizione di questa gara, conosciuta sia per il paesaggio da cartolina attraversato ma anche e probabilmente soprattutto per il pranzo finale incluso nel costo d'iscrizione oltre che per tutti gli altri aspetti, pacco gara e medaglia da finischer che ne fanno davvero un appuntamento da non farsi sfuggire. E' vero, un paio di sbavature ci sono state e creato qualche mormorio, prontamente segnalate sono sicuro che saranno ben superate.
E infine il piacere di correre con l'amico Pitt in trasferta enogastronomica qualche giorno in langa.

Sulla pagina dell'evento le foto e le classifiche.


sabato 17 ottobre 2015

ARRANCABIRRA 2015

"Non ho corso per la gloria ma sempre e solo per le bionde",...

Alle dieci e dieci del dieci ottobre parte la decima edizione dell'unica e originale gara gogliordica che miscela anno dopo anno sempre in maniera diversa ed entusiasmante una gara trail a una festa con comuni denominatori la birra e soprattutto tanto divertimento.
E' la quinta volta che sono a Courmayeour per parteciparvi, quest'anno non arrivo in zona la sera prima ma mi organizzo con Alain e Guido per una toccata (bevute) e fuga in giornata.

Sabato mattina la giornata è bella, cielo terso ma qua e là coperto da nuvole bianchissime.
Arriviamo sul presto, pettorali, caffè, saluti e abbracci con i tanti altri amici anche oggi presenti e via! Sù per i sentieri che ci porteranno fino al GPM della Tete de la Tronche a quota 2540 mt.
La formula è la solita con le sei le drink area per ristorarsi, se si vuole, con una lattina di moretti. Oggi non si gareggia, ovviamente, ma ci si diverte solo.
Percorro i primi chilometri con Alain, gran esperto di montagna e di trail. Al secondo ristoro lo lascio andare, le sue fibre muscolari hanno il dna degli stambecchi al contrario delle mie e rapidamente si allontana, mi darà quasi un'ora all'arrivo!
Salgo e scendo per i sentieri mai da solo ma sempre in compagnia di qualche altro partecipante, si ride e si scherza e anche un percorso come questo, che coi sui 19 km e 1450 mt di D+ non è cosa da poco, passa velocemente.
Dopo poco più di tre ore mi ritrovo a Courmayeour in zona arrivo, ultima birra, chippata finale, ritiro della maglietta e via per la festaccia sotto il tendone che andrà avanti fino a sera inoltrata.
Sempre una gran bella festa all'arrancabirra,... per chi vuole l'appuntamento 2016 sarà l'8 ottobre.